La maggioranza difende il Piano degli interventi: “Critiche strumentali, non è vero che è solo cemento. Abbiamo accolto le richieste tutelando l’interesse pubblico”
Dopo l’adozione della variante al Piano degli interventi nell’ultimo Consiglio comunale, i cittadini possono presentare le loro osservazioni fino al 6 dicembre. Nel frattempo la maggioranza vuole specificare le motivazioni dietro le scelte compiute, in particolare per le nuove palazzine previste vicino l’ospedale e per il cambio di destinazione al parco Città di Bologna

BELLUNO. “Non solo un documento tecnico, ma un indirizzo strategico per il futuro. E tengo a precisare che non è che la fase operativa del Piano di assetto territoriale (Pat), predisposto e adottato prima del nostro arrivo”. Così il sindaco di Belluno Oscar De Pellegrin introduce il Piano degli interventi (PI), pubblicato il 7 ottobre dopo l’adozione in Consiglio comunale. L’intervento dell’amministrazione arriva in particolare a margine delle critiche ricevute dall’opposizione su alcuni punti.
La variante al Piano è stata infatti adottata con delibera del Consiglio lo scorso 30 settembre e fino al 6 dicembre i cittadini possono presentare osservazioni. Seguiranno l’analisi tecnica degli uffici, la Valutazione ambientale strategica e l’approvazione finale in Consiglio.
Secondo la maggioranza si punta in particolare alla tutela dell’esistente: De Pellegrin ribadisce infatti che l'indirizzo è stato “contenere al massimo l’espansione di quanto previsto nel Pat, tanto che siamo ben al di sotto delle indicazioni sul consumo di suolo fornite dalla Regione”. Stando ai dati, la variante al PI rispetta infatti i limiti regionali e “lascia alla città una quantità di suolo consumabile maggiore a quella di partenza”: è di 17 ettari la quota massima assegnata, 21 sono quelli recuperati e 16 quelli consumati, per un saldo netto di circa 22 ettari.
Altro vanto sarebbe poi l’housing sociale, definita “la vera scommessa politica” da realizzare con strumenti come perequazione e compensazione, per acquisire aree destinate a pubblici servizi garantendo equilibrio tra interesse collettivo e privato, e crediti edilizi per chi riqualifica a livello ambientale o elimina il degrado. “Valutiamo le situazioni con il richiedente - commenta - per cercare soluzioni a favore della società: il PI segue quindi i bisogni delle persone e sostenere sia solo cemento è falso”.
“Le parti si sono confrontate in Consiglio - aggiunge Paolo Gamba, assessore all’urbanistica - e, pur essendo stata la sinistra ad aver adottato il Pat, sono state avanzate osservazioni su quest’ultimo e non sul PI confondendo le idee. Aver cambiato prospettiva è sembrato più qualcosa di spocchioso che il voler portare osservazioni puntuali”.
Un Piano che risponderebbe quindi a esigenze reali, come nel caso del parco vicino l’ospedale, dove è prevista la realizzazione di unità abitative da convenzionare con il Comune (edilizia convenzionata), un parcheggio e un collegamento pedonale. “L’ospedale - specifica Gamba - è un hub e chi viene da fuori per curarsi, compresi i familiari, ha bisogno di un luogo cui appoggiarsi: cose nuove per noi, ma risapute in ogni città”.
Recuperare l’esistente, poi, non è facile né per i capannoni vuoti né per gli appartamenti sfitti. “I costi di ristrutturazione incidono - commenta - e la volontà è privilegiare il recupero, ma serve un sistema nel quale costruire il nuovo non costi meno che ristrutturare. Una dinamica che incide su quella della città, perciò il tema è molto più complesso di quanto vediamo nel PI”.
In più, c’è stato ascolto, contrariamente alle accuse di aver realizzato un “business plan” senza un confronto pubblico (mosse dal capo frazione di Baldenich). Delle 121 istanze presentate (quelle storiche al Pat più 89 nuove manifestazioni di interesse dei cittadini), ne sono state accolte 72. “Quelle respinte - spiega Michela Rossato, responsabile area urbanistica - non erano in linea con il Pat. Ad esempio è stato detto di no dove si chiedeva di rendere edificabile un’area agricola, salvo quando il Pat prevede espansione residenziale. Anche in questo caso, però, sono state fatte le valutazioni di contesto”.
“Inoltre sono state accolte 24 richieste per svincolare aree a standard (spazi pubblici) inattuate, dove i vincoli erano decaduti. Prima di farlo - prosegue - è stata fatta la verifica del totale: per legge vanno garantiti per ogni cittadino 30 mq di aree destinate a spazi pubblici e oggi ne abbiamo disponibili 90. Ciò ha permesso di considerare alcuni cambiamenti”.
Infine il parco Città di Bologna, per il quale il Partito democratico ha sollevato numerose critiche. Laddove sorge la sede della Polizia locale, si passerà infatti da zona verde a zona F (pubblico servizio): l’accusa è di aver preso una decisione politica, giustificando una scelta definitiva con un’emergenza temporanea. “In quell’area - conclude il sindaco - abbiamo uno stabile che anche chi oggi sostiene sia stato tolto al parco ci ha sempre incalzato di sistemare a livello urbanistico. La precedente sistemazione della Polizia era malsana, così l’abbiamo spostata lì ma un domani tutto può cambiare. Inoltre, lasceremo la piastra del basket per i ragazzi, essendo usata saltuariamente per l’educazione stradale. Con il PI, quindi, abbiamo finalmente dato una qualifica a quella parte e le critiche sono strumentali e prive di senso”.


















