"L'inceneritore? Ho cambiato idea, il mondo è cambiato rispetto a quando lo contestavo", Fugatti respinge le critiche (e difende Ferro) durante la discussione di bilancio
Il confronto nella discussione dell'assestamento di bilancio è stato su casa, sanità e territorio. Il presidente della Provincia difende le scelte e rivendica i risultati. "Nessun populismo infrastrutturale. La crescita è simile all'Alto Adige e sostenuta dalle opere pubbliche e ci sono 100 milioni in più all'anno per le famiglie". Qualche problema in sanità ma "Il benzinaio di Ferro è la voce del popolo", secondo Fugatti, e ogni dirigente dell’Azienda sanitaria finisce ciclicamente al centro delle critiche e lo stesso accadrà anche a chi verrà dopo

TRENTO. Una difesa dell'operato nelle due legislature, così come una rivendicazione sulle misure messe in campo a beneficio delle famiglie per sfatare la retorica del "populismo infrastrutturale". Ci sono alcune puntualizzazioni, anche sulla situazione della sanità trentina, e l'ammissione di aver cambiato posizione sul tema della chiusura del ciclo dei rifiuti. La replica del presidente Maurizio Fugatti chiude i lavori sull'assestamento di bilancio e riapre le trattative tra maggioranza e opposizione per ridurre emendamenti e ordini del giorni messi sul tavolo.
Un confronto che si è incentrato su casa, sanità, politiche familiari, mobilità e servizi nelle vallate. La consigliera provinciale di Casa Autonomia, Paola Demagri, ha chiesto alloggi per i lavoratori dei servizi pubblici essenziali e maggiori risorse per rendere più attrattivo il lavoro in Trentino Trasporti mentre Paolo Zanella (Pd) ha sollecitato un piano decennale per cento alloggi Itea all’anno, interventi sulle liste d’attesa e una maggiore integrazione sociosanitaria.
Per Francesca Parolari (Pd) c'è la necessità dell’apertura delle Rsa dalle 8 alle 20, così come di un tavolo sul trasporto sociale e centri territoriali contro le dipendenze. A intervenire Maria Bosin (Patt) che ha indicato nel cambiamento demografico la sfida e chiede il ripristino dell’endoscopia negli ospedali periferici, e Walter Kaswalder (Patt) che insiste sulla necessità di garantire servizi e personale ai piccoli Comuni, mentre Daniele Biada (Fratelli d'Italia) punta sulla viabilità forestale, sui collegamenti nell’area del lago d’Idro e sui parcheggi lungo la ferrovia Trento-Malé-Mezzana.
Seppur in maggioranza, una riflessione sulla sanità, reduce dai problemi informatici di ieri, è arrivata da Claudio Cia. Il consigliere provinciale di Forza Italia riconosce l’impegno dell’assessore Mario Tonina e opera una distinzione tra le responsabilità politiche e quelle gestionali.
"Ho visto l’assessore spesso accollarsi responsabilità, chiedere scusa per ciò per cui non avrebbe motivo di chiedere scusa", dice Cia. "Con altri 100 milioni destinati alla sanità nell’assestamento non si può più sostenere che il problema sia la mancanza di risorse. Le criticità riguarderebbero invece l’organizzazione dell’Azienda sanitaria, dai disservizi delle piattaforme informatiche alle liste d’attesa e alle agende delle prenotazioni non disponibili".
E Cia chiede alla politica di pretendere risposte dalla dirigenza e di programmare i servizi a partire dall’invecchiamento della popolazione e dall’aumento dei bisogni assistenziali. Ha inoltre segnalato il rischio di una fuga di infermieri e operatori dalle strutture convenzionate verso il pubblico, a causa delle forti differenze retributive. Un ordine del giorno punta quindi su misure per sostenere il personale del privato convenzionato. Presentato anche un emendamento per esentare nel 2027 gli ambulanti dal pagamento del canone di occupazione del suolo pubblico. "La ringrazio, assessore, per l’impegno che in tutti i modi porta avanti. Non si accolli responsabilità che non sono sue".
Invece Eleonora Angeli (Misto) è soddisfatta per gli accordi raggiunti con la Giunta su sostegni alle famiglie, prevenzione sanitaria, Rsa e recupero degli edifici storici.
E' arrivato poi il tempo della replica del presidente della Provincia: Fugatti respinge l’idea che la relazione sulla manovra attribuisce maggiore importanza alle opere pubbliche rispetto alle politiche familiari. "Noi governiamo da otto anni, però non è che il mondo sia iniziato nell’ottobre del 2018", e confronta gli interventi delle ultime due legislature con la situazione precedente.
Se si sommano, per Fugatti, le misure introdotte dal 2019, le famiglie trentine possono contare su circa 100 milioni di euro all’anno in più. E via l'elenco: 10 milioni all’anno per l’assegno di natalità, 2 milioni per l’equiparazione dei congedi parentali tra pubblico e privato, 36 milioni a regime per l’assegno destinato al terzo figlio e 3 milioni per la gratuità dei nidi. A questi si aggiungono quasi 4 milioni per la Carta argento e il bonus trasporti, quantificato in un milione al mese e in 3 milioni nell’anno di avvio.
Sull’addizionale Irpef il presidente ricorda che l’esenzione è passata da 20 mila a 30 mila euro di reddito, con un costo cresciuto da 24 a 55 milioni all’anno. La riduzione del costo degli abbonamenti degli studenti, oggi a 20 euro per figlio e la gratuità per gli ultrasettantenni. "Fino al 2019 questi 100 milioni, in tutta questa serie di iniziative, non c’erano".
Sul fronte delle opere pubbliche, il presidente della Provincia respinge le definizioni di “populismo infrastrutturale” e “propaganda delle opere”. "Gli investimenti pubblici sono strumento di politica economica anticiclica, capace di sostenere anche gli investimenti e i consumi privati. Non abbiamo inventato nulla".
Il governatore richiama in tal senso le politiche keynesiane, il Pnrr e l’aumento delle entrate provinciali. "Gli assestamenti sono passati dai 250-350 milioni degli anni precedenti agli oltre 500 milioni degli ultimi esercizi. Per il periodo 2019-2025 c'è una crescita reale del 5,6% per il Trentino e del 6% per Bolzano: il risultato deriva anche dalla scelta di credere nella politica degli investimenti".
Il presidente rivendica inoltre la capacità di attuare i progetti finanziati dal Pnrr. "I 110 milioni di euro destinati agli acquedotti e il lavoro condiviso con Comuni e imprese". Anche le risorse legate alle Olimpiadi, ha aggiunto, "non sono cascate dal cielo, ma sono il risultato del lavoro svolto per portare l’evento in Trentino".
Anche sui fondi accantonati per gli investimenti risponde alle critiche delle opposizioni: "Noi non abbiamo bruciato e sperperato le risorse. Le abbiamo messe negli investimenti. Un’eventuale futura maggioranza potrà decidere di utilizzarle diversamente. Se all’inizio del proprio mandato l’obiettivo era finanziare una grande opera all’anno, oggi la Provincia sarebbe in grado di sostenerne due o tre". Arriva inoltre la conferma che si procede sulla variante di Tenna, con l’avvio delle procedure di progettazione.
In materia sanitaria ha ricordato che la mobilità interregionale del Trentino è rimasta negativa fino al 2021, mentre dal 2022 presenta un saldo positivo, arrivato nel 2025 a 4,3 milioni di euro. "I problemi della salute e della sanità certamente ci sono", ma contesta gli attacchi al direttore generale Antonio Ferro e ricorda il ruolo svolto durante la pandemia.
"Il benzinaio di Ferro è la voce del popolo", secondo Fugatti, ogni dirigente dell’Azienda sanitaria finisce ciclicamente al centro delle critiche e lo stesso accadrà anche a chi verrà dopo. Sui salari c'è la conferma del lavoro della Giunta e richiama il rinnovo del contratto del pubblico impiego e il confronto con le categorie economiche sulla produttività e sulle retribuzioni del settore privato.
Infine, rispondendo a Stanchina, Fugatti riferisce che l’indagine relativa al caso Papi risulta chiusa. Per l’area San Vincenzo ricorda i progetti per il centro sportivo del calcio Trento e l’utilizzo di una parte degli spazi in vista dei Mondiali di ciclismo del 2031. Sull’inceneritore ammette il cambiamento di posizione rispetto al passato: "Non nego di aver cambiato idea: il mondo è cambiato rispetto all’epoca in cui lo contestavo". Dopo la necessità di riaprire le discariche di Imer e Monclassico, conclude il presidente della Provincia, l’impianto è diventato un’opera necessaria per il futuro del Trentino.


















