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Trento
22 febbraio | 18:23

La Uil pensionati: ''Oltre 23 mila persone in lista di attesa in un territorio piccolo come il Trentino non è accettabile. Ecco le nostre proposte''

La Uil pensionati chiede di puntare di più sui controlli preventivi anche nelle case di comunità, sui medici di base e sull'assistenza territoriale attivando un sistema di visite domiciliari anche da parte di specialisti

di Redazione

TRENTO. ''Avere in un sistema sanitario come quello della nostra provincia, nel complesso abbastanza ridotto rispetto ad altri contesti italiani, una lista di attesa di oltre 23 mila pazienti non è accettabile''. E' quello che pensano un po' tutti ma che sottolinea in particolare la Uil pensionanti del Trentino alla luce della conferenza stampa dell'assessore alla salute della Provincia di Trento, Tonina, per fare il punto a un mese dal suo strappo con l'azienda sanitaria.

 

Un mese fa, infatti, l'assessore si era detto pronto a un passo indietro se le cose non fossero cambiate e aveva accettato di restare al suo posto solo con un orizzonte di sviluppo e crescita del sistema. Venerdì ha fatto il punto della situazione spiegando che si registra “un quadro in progressivo miglioramento”. “Ci ho messo la faccia perché è giusto che un politico si assuma le proprie responsabilità - ha detto -. Dopo le difficoltà seguite al cambio del sistema Cup, la presa di posizione politica è arrivata forte e chiara. È da lì che è partito un mese di lavoro serrato, riunioni settimanali, potenziamento del personale e interventi tecnici che oggi iniziano a dare risultati concreti”. Tra i risultati snocciolati dall'assessore anche quello poco lusinghiero di 23mila pazienti in lista di attesa (''ma puntiamo entro maggio a scendere a 10mila''). 

 

La Uil pensionati trentina, con il segretario Maurizio Zeni, sul tema dà la sua disponibilità a dar vita ad un tavolo di confronto e di proposta con l’azienda sanitaria e l’assessorato alla sanità nell’ottica ''non della pura critica - spiegano - ma della presenza costruttiva''. Alcune proposte concrete sono avanzate fin da subito: ''Per le patologie più frequenti puntare molto sui controlli preventivi periodici da farsi anche nelle case di comunità che stanno faticosamente partendo. Proprio sul tema delle case di comunità ci si dovrà concentrare, con uno sforzo organizzativo non di facciata. In secondo luogo - prosegue la Uil pensionati - sono da responsabilizzare maggiormente i medici di base creando un filtro tra loro e la medicina specialistica costruendo un rapporto di collaborazione più intenso. Contestualmente i medici di base devono essere alleggeriti dal peso di incombenze di puro carattere burocratico, se come loro affermano si sta rilevando sempre più pesante''.

 

C’è poi da puntare, secondo la Uil pensionati, sull’assistenza territoriale attivando un sistema di visite domiciliari anche da parte di specialisti per i pazienti in gravi condizioni. ''Si tratta di un primo pacchetto di proposte da sottoporre all’attenzione della direzione sanitaria provinciale e al mondo della politica. Di fronte alle evidenze carenze non si deve né semplicemente sottolineare ciò che non va, né liquidare la situazione con un “tutto va bene”: è necessario che sanità trentina e parti sociali attivino un programma di collaborazione per garantire risultati concreti''.

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