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Belluno
02 settembre | 08:43

Belluno, il centrodestra si prepara alle elezioni. De Carlo: “Ci serve un candidato forte e con esperienza. Sull'idroelettrico occorre ragionare da bellunesi”

Si è svolto in centro a Belluno l’ultimo incontro della rassegna “Dialoghi d’estate” del senatore di FdI Luca De Carlo. Diversi i temi affrontati: il disegno di legge sui laghi bellunesi, la legge sulla montagna, la difesa della provincia nei palazzi romani, il rinnovo delle concessioni idroelettriche e il futuro del capoluogo, in vista delle elezioni comunali del prossimo anno

Belluno, il centrodestra si prepara alle elezioni

BELLUNOFissare un livello minimo dei laghi è l’unico sistema per costringere anche chi usa acqua, ma non ce l'ha vicino, a organizzarsi. Non è più un tema di concessioni, ma di acqua che non c’è, per cui dobbiamo avere spirito di adattamento. Da sempre l’uomo si adatta ai cambiamenti: oltre il senso di colpa per chi ci vuole imputare le cause di quanto accade e ci vuole tutti con l'eco ansia, lo spirito deve essere quello per cui tutti dobbiamo fare di più, con la fiducia che l’uomo risolverà anche questo tema”.

 

Dalla disegno di legge sui laghi bellunesi (qui) alla legge sulla montagna, dalla difesa di Belluno nei palazzi romani all’idroelettrico, ma anche il futuro del capoluogo: questi i punti affrontati dal senatore di Fratelli d’Italia Luca De Carlo nell’ultimo incontro della rassegna “Dialoghi d’estate”. L’appuntamento si è svolto nella serata di lunedì 31 agosto all’Astor, alla presenza anche della consigliera regionale Silvia Calligaro e di assessori e consiglieri del Comune di Belluno.

 

“Quello che a volte sfugge - esordisce De Carlo riferendosi alla legge per i territori di montagna - è che le mani bellunesi ci sono state eccome. Un articolo nasce infatti per difendere il Tribunale di Belluno, prevedendo che i tribunali di montagna possano, in deroga alle normative, attrarre persone da altre istituzioni pubbliche senza il permesso dell’istituzione cedente. Inoltre, ci siamo occupati della sburocratizzazione dei cantieri forestali e abbiamo lavorato sugli alberi. Siamo infatti in una comunità di silvicoltura e agricoltura: solo noi abbiamo una visione del nostro ambiente, non chi viene da un contesto urbano. E questi alberi devono tradursi in possibilità di reddito per i nostri giovani e le comunità locali”.

 

Una questione di priorità la definisce, quella di intervenire per la montagna. “Proprio ieri - puntualizza - il mio amico Bonaccini, facendo un’analisi puntuale anche se è stata un po’ strumentalizzata, ha detto che le periferie oggi guardano al centrodestra: evidentemente quelle periferie si sono accorte che a pensare a loro non è il centrosinistra”.

 

Portando poi l’attenzione su Belluno, due i punti cruciali: il primo è l’idroelettrico (qui la questione). “Ci sono due linee di pensiero: rinegoziare le concessioni e creare una società pubblico privata - prosegue - o andare a proroga con Enel, ottenendo magari più entrate dai canoni idrici con maggiori benefici per i Comuni della provincia. A voi la scelta: qualsiasi amministratore si chiederebbe perché lasciare a Venezia una parte di risorse, se posso averne io in più. Si tratta di un tema sul quale la politica discuterà, spero libera da interessi e nella convinzione che le risorse debbano servire allo sviluppo del territorio, magari evitando che poi siano difficilmente erogabili. A questa provincia già ora non mancano le risorse, quanto le idee per farle girare. E sulle concessioni ragioniamo da bellunesi, non da esponenti di partito”.

 

Da esponenti di partito occorre invece ragionare in vista dell’appuntamento elettorale del prossimo anno a Belluno, dove i rumors non danno l’amministrazione come particolarmente apprezzata. “I rumors non sono le elezioni. Il problema - commenta - è piuttosto quando non ci sono rumors. A Belluno va detto che il sindaco, per motivi di salute, non è stato nelle condizioni di essere la figura di cui una città ha bisogno, ma noi siamo leali per natura e lo saremo sempre. Semmai la domanda è se abbiamo fatto abbastanza come gruppo per meritarci la riconferma: sono convinto di sì, ma è giusto anche interrogarsi su quanto avremmo potuto fare. Come centrodestra abbiamo bisogno di un candidato sindaco forte e che sappia amministrare la cosa pubblica: un leader, non un capo, con una personalità derivante dall’autorevolezza costruita sul campo. E una figura così la possiamo trovare”.

 

Nessun nome per il momento. “Dobbiamo interrogarci dentro di noi - è l’unica rivelazione - individuare il miglior candidato e farsi dire di sì. Qualunque uomo di buona volontà, di fronte alla possibilità che il centrodestra non governi più Belluno, deve accettare. Non mi interessa la tessera di partito, ma che abbia dimostrato di essere autorevole”.

 

In chiusura, non potevano di certo mancare gli alberi. In città sembra il tema dei temi: tra via Feltre e viale Fantuzzi (qui), la politica di abbattimenti dell’amministrazione ha suscitato reazioni contrastanti tra i cittadini. “Forse - chiosa De Carlo - non ha funzionato la comunicazione. Non è possibile prendere da un privato 3 milioni di euro, riqualificare due strade, fare un'opera che al cittadino non costa nulla e sostituisce gli alberi esistenti con altri nuovi, e non farlo capire. Non parliamo di Belgrado, ma di una città con oltre 4 mila alberi, qualcuno dei quali andava sostituito. Era una cosa che doveva unire: non c’era dunque nulla se non prese di posizioni ideologiche, che vanno contro l’interesse della città”.

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