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Belluno
06 luglio | 20:49

Polemica per l’abbattimento di 23 piante. Il Comune: "Il patrimonio era compromesso". La replica: "Scelta incomprensibile. Andavano coinvolti i cittadini"

Mentre prosegue l’iter dei ricorsi per il rifacimento di via Feltre, un’altra opera sta suscitando le reazioni dei cittadini. Parte infatti la riqualificazione di viale Fantuzzi, con l’abbattimento degli alberi esistenti, il rifacimento della pavimentazione e la ripiantumazione di specie autoctone. Mentre il sindaco difende il progetto, Cgil Belluno scrive una lettera in cui lamenta il mancato coinvolgimento dei cittadini nei processi decisionali

BELLUNO. “In un momento in cui, nel picco del calore estivo, tutti nel mondo ragionano sulla necessità di incrementare il verde urbano per rendere più vivibili le città (qui un esempio), a Belluno da settimane cadono alberi e non si capisce davvero come questo possa essere considerato sviluppo urbano sostenibile. Ce lo spiega?”.

 

In una città dove il tema degli alberi sta già suscitando diverse polemiche su più fronti (qui via Feltre), l’ultimo intervento in ordine di tempo, costato oltre 1 milione di euro, non manca di aggiungere ulteriore carne al fuoco. Prende infatti il via lunedì 6 luglio il progetto di riqualificazione di viale Fantuzzi, per un investimento complessivo di 1.111.111,11 euro finanziato con fondi Sisus (Strategia integrata di sviluppo urbano sostenibile) per 996.153,55 euro e con fondi dell’amministrazione comunale per 114.957,56 euro.

 

Secondo il Comune, lo scopo è rafforzare la rete ecologica urbana, migliorare la qualità ambientale degli spazi cittadini e incrementare la presenza di elementi vegetali con benefici in termini di biodiversità, mitigazione climatica, assorbimento degli inquinanti e qualità della vita. “Il progetto – spiega infatti il sindaco Oscar De Pellegrinrientra in una strategia che guarda al verde urbano come a una componente essenziale della città e degli ambienti urbani e che ha già visto un primo intervento a Prade. Ci sono state verifiche tecniche, fitosanitarie e ambientali puntuali, che hanno evidenziato le condizioni del filare esistente e consentito di programmare i lavori nel rispetto delle norme e della tutela dell’avifauna. L’obiettivo è rinnovare un patrimonio arboreo compromesso, sostituendolo con specie autoctone più adatte al contesto urbano”.

 

Nei fatti, il progetto prevede l'abbattimento degli alberi presenti, il rifacimento della pavimentazione con materiali drenanti per una maggiore permeabilità del suolo e poi la ripiantumazione di nuove e più numerose alberature di specie locali. La sostituzione delle 23 piante (22 ippocastani e un tiglio) fa seguito - assicura l’amministrazione - a verifiche fitosanitarie e di stabilità su quelle esistenti.

 

“Una prima perizia del 2024 - si nota - aveva evidenziato una situazione compromessa: undici alberi risultavano da abbattere con urgenza in quanto gravemente compromessi sotto il profilo della stabilità e dello stato fitosanitario, altri richiedevano interventi di potatura di riforma e, in un caso, anche di consolidamento statico. Le successive verifiche condotte in preparazione del cantiere hanno confermato le criticità del filare”. Una relazione ornitologica ha infine escluso la presenza di nidificazioni attive sulle piante, perciò il cantiere parte “nel rispetto della normativa vigente in materia di tutela dell’avifauna”.

 

Non tutti, però, sono d’accordo. Oltre ai numerosi commenti che già dalle prime ore si susseguono sui social, dalla Cgil Belluno, che ha sede lungo la via, arriva immediata una lettera indirizzata al sindaco. “Le scrivo - sottolinea la segretaria Denise Casanova - per manifestare lo sconcerto della Camera del lavoro per l'abbattimento degli alberi di viale Fantuzzi. Riteniamo sia un’incomprensibile, dolorosa, inaccettabile distruzione di bellezza, il che può anche non essere un crimine ma di sicuro è una colpa”.

 

Casanova ribadisce che si tratta di un bene collettivo, per il quale il coinvolgimento popolare dovrebbe essere garantito: una critica non nuova per il Comune, in particolare quando si tratta di interventi sull’assetto urbano (qui). “Intervenire sul patrimonio pubblico - prosegue Casanova - richiede cura e attenzione e la fatica di condividere con gli altri, che beneficiano di quel patrimonio, i propri intenti e le ragioni di modifiche radicali dello stesso. Parlare con i residenti, i propri cittadini, organizzare assemblee pubbliche, incontri partecipati è un investimento di energie che una città può pretendere dai propri amministratori”.

 

“Invece - è la conclusione - si è scelto invece di procedere al taglio, chiudendo la circolazione senza nemmeno avvertire i servizi nella via (la Camera del Lavoro, i nostri servizi fiscali, il Patronato non sono stati avvisati), con le forze dell'ordine infastidite dalle più che legittime richieste di spiegazioni di cittadini scioccati e dispiaciuti. Un'ordinanza emessa di sabato, un articolo sul giornale e il taglio quasi all'alba hanno il sapore delle cose fatte di nascosto, non alla luce del sole: non spiegano, non consolano, non fanno capire e non mostrano alcuna visione progettuale per la città”.

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