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Trento
04 luglio | 13:20

Apsp e Rsa, la Cisl Fp: "La sperimentazione di nuovi posti a bassa soglia assistenziale non risolve i problemi: senza cambio di metodo resta un annuncio"

La Cisl Fp sulla sperimentazione che porterà 48 nuovi posti nelle Apsp e Rsa: "Con quasi 1.000 persone in lista d'attesa non si risolve il problema. Sull'assestamento di bilancio ci aspettavamo una risposta significativa ai problemi delle lavoratrici e dei lavoratori del comparto assistenza e sanità"

di Redazione

TRENTO. "Non basta una rassicurazione di circostanza per liquidare un tema così delicato", dicono Giuseppe Pallanch, segretario della Cisl Fp, e Cindy Gallizzi, segretaria Autonomie locali, Apsp e Terzo settore del sindacato di via Degasperi. "Non basta spiegare che i nuovi nuclei 'non peseranno sul personale attuale' perché serva una dimostrazione nei fatti. E' necessario rivedere i parametri assistenziali, struttura per struttura, e garantire assunzioni vere di infermieri e Oss, così come del personale di supporto, tecnico e di tutte le professioni coinvolte, perché un organico già stremato da anni di carenze non può reggere l'ennesimo carico senza cedere. Se questo non accade, l'unico risultato sarà spostare il peso della sperimentazione sulle spalle di chi già oggi lavora sotto organico".

 

La Cisl Fp prende atto dell'avvio, dal 1 ottobre, della sperimentazione che porterà 48 nuovi posti letto in 8 Apsp/Rsa del territorio, destinati a persone parzialmente non autosufficienti. Questi si aggiungono agli altri posti già convenzionati con Asuit e ai posti extra parametro esistenti.

 

"Con quasi 1.000 persone in lista d'attesa per un posto in casa di riposo, va comunque tenuto conto della fatica del personale già coinvolto", evidenziano Pallanch e Gallizzi. "Ma va detto chiaramente: 48 posti non risolvono un problema che si misura in migliaia di famiglie. La nostra preoccupazione è che il sistema non tenga, e non possiamo far pesare tutto sul personale già stremato".

 

C'è poi per la Cisl un problema di metodo. "Le Rsa e le Apsp le fanno funzionare ogni giorno gli operatori, non chi firma le delibere. Chiediamo che il confronto con le rappresentanze sindacali avvenga prima che le scelte vengano definite, non come informazione a decisione già presa: solo così il coinvolgimento diventa reale e non un passaggio formale. Sull'assestamento di bilancio ci aspettavamo una risposta significativa ai problemi delle lavoratrici e dei lavoratori del comparto assistenza e sanità. Forse, però, questo non è nel Dna della visione di questa Giunta: mancano le risorse economiche per le Autonomie Locali, la sanità e l'assistenza, e si continua a intervenire per tamponare l'emergenza anziché programmare il futuro", concludono Pallanch e Gallizzi.

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