I grandi player cercano vitigni in quota, il presidente del Consiglio comunale: "Referendum? Serve fare chiarezza. E c'è la volontà di confrontarsi con il Comitato"
La questione dell'espansione dei vigneti in quota è ancora centrale nel dibattito sull'altopiano. L'intervento di Moreno Togni, presidente del Consiglio comunale. A parlare anche il sindaco di Brentonico, Mauro Tonolli: "Vogliamo provare fino in fondo a costruire una soluzione condivisa per evitare divisione nella comunità"

BRENTONICO. "Fin dall'insediamento nella primavera del 2025 l'amministrazione comunale ha subito preso in esame il tema dell’espansione della viticoltura, soprattutto in alta quota, sull’Altopiano". Così Moreno Togni, presidente del Consiglio comunale di Brentonico. "Questi interventi, iniziati qualche anno prima, hanno indubbiamente modificato il paesaggio al quale tutti eravamo abituati".
La questione è dibattuta a Brentonico, il Comune ha avviato un percorso partecipativo per cercare di definire un protocollo oppure una regolamentazione per frenare l'estensione, soprattutto dei grandi gruppi, dei vitigni in quota. Nel frattempo si è creato un Comitato che preme per un referendum. Alle spalle una petizione, sono state depositate le firme per convocare una consultazione. L'intento è di arrivare all'adozione di regole più restrittive per l’utilizzo dei fitofarmaci in agricoltura.
Inutile nascondere una certa frizione tra Comune e Comitato (Qui un riassunto della vicenda). Botta e risposta tra le parti, la trattazione del regolamento giudicato non legittimo dalla segreteria comunale dopo un approfondimento ma anche il deposito delle firme per il referendum il giorno prima di un incontro esteso a attività agricole, capigruppo consiliare, alcuni cittadini e anche al Comitato biodiversità (Qui articolo).
"E' necessario fare un po' di chiarezza", dice il presidente del Consiglio comunale. "L'amministrazione aveva istituito un gruppo di lavoro con il coinvolgimento di tutti i portatori di interesse per analizzare il problema attraverso un percorso partecipato e per definire le azioni da intraprendere per arginare questa dinamica. Fra queste la variante al piano regolatore generale che possa definire in maniera puntuale le zone dove poter fare nuovi impianti, nel rispetto dei vincoli paesaggistici, delle aree protette e limitandone la quota".
L’iter per la variante è iniziato già alcuni mesi fa e ora si attende la prima adozione. "Prendendo spunto da questo percorso partecipato, si è costituito un gruppo spontaneo di cittadini 'per la biodiversità e la tutela della salute'. Il Comitato ha quindi raccolto un migliaio di firme con una petizione per stimolare l’amministrazione comunale a prendere ulteriori provvedimenti. Successivamente ha redatto un regolamento per 'la tutela della biodiversità e della salute nelle attività agricole', presentandolo al Consiglio comunale per la sua approvazione, così come previsto dallo statuto".
Contemporaneamente, "senza attendere la trattazione della proposta di regolamento in Consiglio Comunale, ha avviato l’iter per proporre un quesito referendario che cita testualmente: “Volete voi che il Comune di Brentonico adotti un Regolamento comunale per la tutela della salute e dell'ambiente nelle attività agricole"… che introduca misure integrative e aggiuntive più restrittive di quelle vigenti per l'uso dei prodotti fitosanitari…? Sì o No. Nessun accenno, quindi, all’espansione della viticoltura in quota, come spesso viene invece riportato nelle cronache o come si evince dallo slogan del comitato 'l’altopiano non è in vendita'. E, appunto, di agricoltura in generale si parla. Non solo di vigneti o grandi impianti, quindi, ma di ogni attività agricola, anche hobbistica, e per qualsiasi tipo di coltura (dalle patate alle prugne, dallo zafferano alle erbe officinali, dalle fragole ai fagioli e così via)".
Il regolamento è stato discusso in Consiglio comunale a luglio. "E' stato respinto a larga maggioranza dei consiglieri, di maggioranza e di minoranza, in quanto, così come formulato, era in contrasto con alcuni principi tecnici e giuridici fondamentali, come espresso dal Segretario comunale nel suo parere tecnico amministrativo, e sulla base dei pareri negativi pervenuti all’amministrazione comunale dal Servizio agricoltura della Provincia, l’Azienda sanitaria e la Coldiretti, mentre dall’Azienda provinciale per la protezione dell’ambiente non è ancora arrivata risposta".
Durante tutto questo articolato percorso, "l’amministrazione comunale, attraverso la commissione regolamento e statuto e la conferenza dei capigruppo, ha iniziato a ragionare sulle iniziative da intraprendere per affrontare queste tematiche e per dare così seguito al percorso partecipato terminato in primavera di quest’anno", prosegue Togni. "Nell’ultimo di questi incontri è stata invitata anche una rappresentanza del Comitato spontaneo con l'obiettivo di avviare un dialogo per predisporre un regolamento condiviso tra le parti e che non sia in contrasto con le intricate normative vigenti".
A livello di amministrazione comunale si ribadisce quindi la volontà di arrivare un accordo, anche per evitare divisioni tra la comunità. "Nelle intenzioni del Consiglio comunale - ancora Togni - c’è la piena volontà di avviare un confronto fra tutti i portatori di interessi, compreso il Comitato e gli operatori agricoli, per arrivare a un nuovo regolamento che tuteli i cittadini, l’ambiente, gli animali, la biodiversità, le aziende e i principi fondamentali della democrazia", conclude Togni.
A confermare la volontà di trovare una soluzione condivisa per quanto riguarda il regolamento sulle attività agricole è il sindaco di Brentonico. "L’obiettivo è evitare, se possibile, lo svolgimento del referendum", prosegue Mauro Tonolli. "E' quanto ribadito nella risposta inviata al Comitato biodiversità e salute per Brentonico, a seguito delle richieste di chiarimento formulate dal Comitato stesso".
Lo Statuto comunale, spiega il primo cittadino, offre uno spazio preciso in questa direzione. "L’articolo 14, comma 11, prevede infatti che, prima della consultazione referendaria, il competente organo di governo del Comune possa assumere una deliberazione che accolga, in tutto o in parte, la richiesta del Comitato promotore. L’amministrazione intende verificare concretamente questa possibilità, lavorando a un possibile regolamento comunale che affronti tutti e tre gli ambiti contenuti nel quesito referendario: distanze di sicurezza, limitazioni legate alle condizioni meteorologiche e orarie e barriere vegetali".
Si vuole proseguire il confronto col Comitato e il coinvolgimento nel percorso anche chi opera concretamente sul territorio, con particolare attenzione ai piccoli agricoltori.
"In questo senso l’amministrazione ritiene indispensabile il confronto con la Cantina di Mori, alla quale fanno riferimento numerosi soci che conducono superfici agricole di dimensioni contenute e per i quali l’agricoltura spesso non rappresenta l’occupazione principale", continua Tonolli. "Nel corso dell’incontro del 20 agosto, il Comitato aveva espresso contrarietà al coinvolgimento degli operatori del settore vitivinicolo, considerandoli 'portatori di interesse'. Per l’amministrazione, invece, il loro ascolto rappresenta un elemento indispensabile nella costruzione di regole destinate ad avere effetti concreti anche sulla loro attività".
L’obiettivo, specifica il Comune, rimane quello indicato fin dall’incontro del 20 agosto.
"Verificare fino in fondo se esistano le condizioni per arrivare a una proposta sulla quale possa successivamente esprimersi la Commissione per i procedimenti referendari e rendere non necessario lo svolgimento del referendum, evitando una divisione profonda nella comunità. Il mancato svolgimento della consultazione consentirebbe inoltre di non sostenere i relativi costi organizzativi ed economici, che sarebbero interamente a carico del bilancio comunale e, quindi, delle risorse della comunità. La nostra apertura al Comitato è evidente e rimane piena. Vogliamo provare seriamente a costruire una soluzione che affronti i tre temi posti dal referendum e che sia allo stesso tempo legittima, concretamente applicabile e rispettosa delle diverse realtà del nostro territorio. Crediamo che un confronto serio debba tenere insieme la tutela della salute e dell’ambiente con l’ascolto di chi vive e lavora sul territorio", conclude Tonolli.














