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Trento
02 settembre | 20:11

Espansione dei vigneti in quota, il Comitato al Comune: "Disponibili a dialogare ma serve la validazione delle firme sul referendum. Sui costi della democrazia non si risparmia"

Il Comune è intervenuto per ribadire la disponibilità a dialogare, anche per evitare il referendum. La replica de Comitato biodiversità e salute

Espansione dei vigneti in quota, il Comitato al Comune: Disponibili a dialogare ma serve la validazione delle firme sul

BRENTONICO. "Per evitare il voto, lo Statuto comunale esige l'accoglimento del quesito referendario". Così il Comitato biodiversità e salute. "Se questo vuole l’Amministrazione, noi siamo più che disponibili a dialogare, anche con gli agricoltori. Ma prima servono la validazione delle firme e informazioni certe sull’iter del referendum, che intanto deve procedere”.

 

Il Comune, con il sindaco e con il presidente del Consiglio comunale, è intervenuto per ribadire che è aperta la porta al dialogo per trovare una sintesi, anche nell'ottica di evitare il referendum (Qui articolo). Il Comitato mantiene però la posizione.

 

"Il sindaco intende verificare la possibilità di costruire un percorso che possa condurre a evitare la consultazione referendaria e, con il nostro coinvolgimento, entrare nel merito di un possibile regolamento comunale che affronti tutti e tre gli ambiti oggetto del quesito referendario, che ricordiamo: maggiori distanze di sicurezza da abitazioni, asili, scuole, parchi pubblici, strutture sanitarie, e nuove distanze di sicurezza da ricoveri di animali, apiari, colture biologiche e risorse idriche; maggiori limitazioni meteorologiche e orarie per l'irrorazione dei fitofarmaci e barriere vegetali obbligatorie entro le distanze di sicurezza, nel caso di impianti nuovi o rinnovati".

 

Il Comitato precisa che "ai sensi dello Statuto, il regolamento non dovrà limitarsi ad affrontare gli ambiti oggetto del quesito referendario, ma dovrà accogliere in modo sostanziale le sue richieste. Solo una questione di verbi, all’apparenza, ma in realtà fondamentale. Lo Statuto prevede infatti che, prima del voto, il Comune possa approvare una deliberazione che 'accolga', testuale, la richiesta del comitato promotore, e che in tal caso la Commissione per i procedimenti referendari, sentito anche il comitato promotore stesso, possa decretare la decadenza della procedura referendaria".

 

Un regolamento, quello proposto dal Comitato, ritenuto però non legittimo dalla segreteria comunale dopo una serie di approfondimenti, mentre i quesiti sono ritenuti in generale "vaghi" e dai confini estesi, rispetto al tema più centrale sull'espansione dei terreni destinati a ospitare i vigneti in quota (Qui un riassunto della vicenda).

 

 

Il percorso verso la consultazione non si interrompe. "Abbiamo inoltre precisato al sindaco che, prima di avviare il confronto, servono la validazione delle sottoscrizioni per l'indizione del referendum, consegnate ormai due settimane fa, e informazioni certe sulle tempistiche e sulle modalità di svolgimento del referendum, che rappresentano le coordinate entro cui il confronto dovrà avere luogo. L’avvio di un dialogo tra le parti, infatti, non interrompe in alcun modo l’iter referendario: ai sensi dello Statuto, l’interruzione può esserci solo a fronte di una deliberazione che abbia accolto le richieste del comitato promotore, per cui intanto l'iter deve procedere".

 

Nella nota ci sono poi ulteriori precisazioni. "La prima riguarda la nostra presunta contrarietà a coinvolgere nel confronto gli agricoltori: non l’abbiamo mai espressa, né il 20 agosto né in altre occasioni. Il 20 agosto avevamo soltanto evidenziato la parzialità con cui sono stati raccolti i pareri di terzi sulla nostra proposta di regolamento, poi bocciata il 29 luglio in Consiglio Comunale: insieme a quello degli agricoltori, legittimo, si doveva raccogliere anche il nostro e soprattutto quello di chi, nella società civile, difende gli interessi della salute e dell’ambiente (sono in tanti, e anche molto autorevoli). Ben venga il coinvolgimento degli agricoltori: auspichiamo che si possa avere da parte loro la disponibilità ad accettare maggiori tutele per salute e ambiente, che sono diritti fondamentali di tutti, anche e soprattutto di chi coltiva".

 

Un punto evidenziato dal Comune per evitare il referendum è relativo ai costi da sostenere per organizzare la consultazione.

 

"I costi sono irrisori se paragonati ad altro. Chiediamo nuovamente all’Amministrazione di non soffermarsi più su questo fuorviante aspetto: come ogni cosa di valore, la democrazia ha un costo, e nessun costo, a prescindere dalla sua entità, è più legittimo di questo. Attendiamo quindi la validazione delle sottoscrizioni e le informazioni sull'iter referendario, e poi di sapere quando sarà il momento di sedersi al tavolo, per portare, ancora una volta, la causa della salute e dell’ambiente al centro del discorso", conclude il Comitato.

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