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Trento
19 giugno | 13:03

"Evitiamo nuove rigidità e problemi alle imprese", gli esercenti ai sindacati sulle chiusure la domenica e le feste: "E' una fase già complessa per il settore"

I sindacati chiedono un confronto per rivalutare gli orari dei negozi. Ma oggi il commercio vive infatti una fase molto complessa, stretta tra e-commerce, aumento dei costi, crisi dei centri storici e difficoltà di marginalità, soprattutto per le micro e piccole imprese. Il presidente di Confesercenti, Mauro Paissan: "C'è un lavoro di rigenerazione da affrontare per dare respiro al settore e la libertà d'impresa da rispettare"

TRENTO. Ok un confronto e disponibilità a dialogare ma le priorità, per i commercianti, sono altre in questo momento. Quali? I negozi che abbassano le serrande, il problema affitti e alloggi, la fatica nel ricambio generazionale.

 

"La scelta finale deve rimanere in capo all'imprenditore", le parole di Mauro Paissan, presidente di Confesercenti del Trentino. "Non può essere imposta dall'alto in modo generalizzato".

 

Il ritorno della competenza primaria in materia di commercio al Trentino come da riforma dello Statuto d'autonomia riapre il dibattito sugli orari, in particolare sulle chiusure la domenica e festivi dei negozi. La scorsa legislatura c'era stato un tentativo della Provincia, poi bloccato dai giudici.

 

Ora, però, il panorama è diverso. I sindacati non avevano escluso di riparlare di questo aspetto: "Serve un approfondimento giuridico ma anche un confronto serio per evitare un ritorno al passato", aveva spiegato di Andrea Grosselli, il segretario della Cgil del Trentino nel commentare l'acquisizione di Trentino (e Alto Adige) della competenza sul commercio. "Ci sono tanti fattori che devono essere valutati per riproporre una norma che legiferi sulle chiusure dei negozi la domenica e i festivi" (Qui articolo).

 

A intervenire Filcams Cgil, Fisascat Cisl e UilTucs per chiedere l'apertura di un tavolo di confronto: "Le aperture illimitate non hanno generato nuova domanda, hanno semplicemente redistribuito le vendite su un arco temporale più ampio, scaricando il costo di questa scelta sulle spalle delle lavoratrici e dei lavoratori. La conciliazione tra vita privata e lavoro è divenuta di fatto impossibile per chi opera nel settore, costretto a lavorare praticamente ogni domenica e ogni festività per sostenere un sistema fondato sulla massimizzazione dei profitti e non sui reali bisogni dei consumatori" (Qui articolo).

 

Ecco la proposta alle parti datoriali per sedersi a un tavolo per rivalutare la situazione. Nessun problema a confrontarsi ma sembra esserci già freddezza sul ritoccare gli orari.

 

"E' vero che oggi il Trentino dispone di una competenza primaria sul commercio, ma sarà necessario comprendere con attenzione fino a dove questa competenza possa concretamente estendersi sul tema degli orari e delle aperture", commenta Paissan. "In questa materia entrano in gioco anche principi legati alla concorrenza e alla liberalizzazione, che riferiscono a normative europee e nazionali. Serve prudenza e un approfondimento giuridico accurato, per capire quali siano i reali margini di intervento legislativo della Provincia senza rischiare conflitti normativi o situazioni difficilmente applicabili".

 

Il commercio è "in difficoltà in alcune componenti", aggiunge Paissan. "Comprendiamo le ragioni di una regolazione degli orari come strumento per tutelare il piccolo commercio, la qualità del lavoro e la vivibilità delle comunità ma allo stesso tempo dobbiamo essere consapevoli che la situazione è profondamente cambiata rispetto a vent’anni fa. Non dobbiamo limitarci a un'analisi del contesto trentino: qui magari teniamo chiusi i negozi la domenica e i festivi ma altre piazze sono più raggiungibili rispetto al passato e c'è la concorrenza di internet".

 

Oggi il commercio vive infatti una fase molto complessa, stretta tra e-commerce, aumento dei costi, crisi dei centri storici e difficoltà di marginalità, soprattutto per le micro e piccole imprese. "E' cambiato il mercato, ma anche il consumo, il cliente e il contesto sociale. La questione va analizzata e siamo più che disponibili a un confronto strutturato ma c'è un lavoro di rigenerazione da affrontare per dare respiro al settore prima di imporre decisioni sugli orari che possono danneggiare settori in sofferenza".

 

Difficile che la posizione dei commercianti possa cambiare rispetto a qualche anno fa. "Siamo aperti a migliorare la situazione, in primis per esempio nelle trattative contrattuali secondarie dopo il rinnovo a livello nazionale. Tuttavia in termini di orario la scelta deve rimanere in capo all’imprenditore. I problemi da affrontare sono già molti e bisogna evitare di introdurre ulteriori rigidità che rischierebbero di creare nuove difficoltà soprattutto alle imprese più fragili", conclude Paissan.

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