Chiusure domenicali? Supermercati e gli shop center: "Se è solo in Trentino si va verso la migrazione commerciale: si rischia di favorire i territori vicini e l'e-commerce"
Dubbi sulle chiusure le domeniche e i festivi sono già stati espressi dagli esercenti davanti alla proposta dei sindacati. Ma qualche perplessità c'è anche per i centri commerciali ("Si rafforzerebbero l'online e le Regioni limitrofe: diverso il discorso se la legge fosse nazionale") e i supermercati, Mauro Poli: "Il tema è estremamente complesso e tocca più competenze dai servizi al turismo"

TRENTO. Chiudere i negozi e i supermercati la domenica e i festivi? Probabilmente sarebbero più gli svantaggi che i vantaggi. Si è tornati a parlare degli orari degli esercizi dopo il passaggio della competenza sul "commercio" a Trentino e Alto Adige nell'ambito della riforma dello Statuto d'autonomia e, soprattutto, dopo che i sindacati hanno avanzato la richiesta di aprire un tavolo di confronto, anche con le parti datoriali, per arrivare a presentare una proposta alla Provincia.
Le associazioni di categoria, Confesercenti e i commercianti al dettaglio del Trentino, non hanno nascosto le perplessità.
"Evitiamo nuove rigidità e problemi alle imprese. E' una fase già complessa per il settore", le parole di Mauro Paissan, presidente di Confesercenti (Qui articolo), mentre Massimo Piffer, presidente dell'associazioni commercianti al dettaglio del Trentino, ha commentato: "Non tutti i territori e non tutte le imprese sono uguali" (Qui articolo).
Parlano di un percorso estremamente complesso anche i supermercati e i centri commerciali. "Non ci sono pregiudiziali ma avrebbe senso se il provvedimento fosse di stampo nazionale e non solo provinciale", dice Marco Morelli, sindaco di Pergine Valsugana e direttore dello Shop Center Valsugana. "Una norma valida solo in Trentino rischia di essere controproducente: si rischia di trasferire ricchezza ai territori vicini come Alto Adige, Veneto e Lombardia".
Un settore che affronta alcune difficoltà, "come il reperimento del personale ma le domeniche sono buone giornate", spiega Morelli. "Il ragionamento deve essere molto approfondito perché si incide sulla libertà di impresa e di concorrenza ma si rafforzano ulteriormente l'online e i negozi che restano aperti".
E anche i supermercati accendono i riflettori sulla necessità di un'analisi molto puntuale del contesto. "E' corretto discutere degli orari", il commento di Mauro Poli, direttore affari generali del Gruppo Poli. "Il ragionamento deve essere affrontato in modo serio e sereno perché il tema è estremamente complesso e tocca più competenze".
Già in epoca Covid la tensione era salita tra mondo imprenditoriale e politica. Nella scorsa legislatura c'è stato un tentativo della Provincia di intervenire sugli orari. Una norma in odore di incostituzionalità e così infatti è stata archiviata. Probabilmente serve un supplemento di approfondimento giuridico perché comunque ci si muove in un contesto di leggi nazionali e internazionali (Qui articolo), tuttavia ora il panorama potrebbe essere diverso con il passaggio della competenza primaria al Trentino.
E Filcams Cgil, Fisascat Cisl e UilTucs si sono espressi per chiedere l'apertura di un tavolo di confronto: "Le aperture illimitate non hanno generato nuova domanda, hanno semplicemente redistribuito le vendite su un arco temporale più ampio, scaricando il costo di questa scelta sulle spalle delle lavoratrici e dei lavoratori. La conciliazione tra vita privata e lavoro è divenuta di fatto impossibile per chi opera nel settore, costretto a lavorare praticamente ogni domenica e ogni festività per sostenere un sistema fondato sulla massimizzazione dei profitti e non sui reali bisogni dei consumatori" (Qui articolo).
"Il percorso in quella fase non è stato semplice perché il Trentino è un territorio sfaccettato e arrivare a tirare i confini delle zone più o meno a vocazione turistica non era stato semplice, così come definire le deroghe", aggiunge Poli. "Poi entrano in gioco anche le funzioni di servizio e di presidio, oltre alla capacità di garantire dei bisogni. A questo si aggiunge che nell'ultimo decennio il commercio è completamente cambiato. Ci sono tanti fattori da prendere in considerazione nel valutare una norma".
Il riferimento va all'elenco delle zone a intensità turistica che aveva escluso Trento e Rovereto mentre altri paesi erano nella lista nonostante pochi visitatori (Qui articolo).
Per i supermercati l'e-commerce non incide ma già oggi un'organizzazione varia a seconda del contesto. "A Trento abbiamo un solo negozio aperto la domenica, mentre in zone più turistiche si segue la stagionalità perché un'impresa segue logiche anche commerciali. E' vero che talvolta al dipendente viene richiesto di lavorare la domenica e i festivi ma c'è una turnistica, oltre che sono giornate molto ben remunerate".
E anche in questo caso poi si rischia un effetto boomerang nella concorrenza all'interno del Trentino stesso ma anche nei confronti dei vicini che non resterebbero a guardare e basta. "Gestiamo due punti vendita tra Affi e la Grande Mela a Verona: il primo cliente, se escludiamo i veronesi, è trentino. C'è il fenomeno della migrazione commerciale e le Regioni vicine hanno certamente una forte attrattività", evidenzia Poli. "E anche questi dati è opportuno che rientrino nell'analisi".
Insomma, non è solo questione di orari e di domeniche sì, domeniche no. "La festività è ormai stabilmente tra le giornate più importanti della settimana. Ma il tema si allarga agli impatti occupazionali in generale, alle aree che perdono attrattività e presidio, la sofferenza del commercio in generale in un contesto profondamente mutato rispetto al passato e che continua a cambiare. Ogni impresa ha la sua gestione, organizzazione e logistica: non tutte sono uguali e anche le sedi si trovano in aree che possono essere diverse tra loro in Trentino. Siamo disponibili a discutere ma il percorso da sviluppare è veramente complesso", conclude Poli.












