Competenza commercio al Trentino, ritorna (dopo il flop) la chiusura dei negozi la domenica e i festivi? "Non è così semplice: serve approfondimento giuridico"
La competenza sul commercio è tra le novità più rilevanti contenute nell'approvazione della riforma dello Statuto d'autonomia. Si può di nuovo parlare della chiusura dei negozi la domenica e i festivi? La cautela della Cgil

TRENTO. "Serve un approfondimento giuridico ma anche un confronto serio per evitare un ritorno al passato". Le parole di Andrea Grosselli, il segretario della Cgil del Trentino commenta l'acquisizione di Trentino (e Alto Adige) della competenza sul commercio. "Ci sono tanti fattori che devono essere valutati per riproporre una norma che legiferi sulle chiusure dei negozi la domenica e i festivi".
La competenza sul commercio è tra le novità più rilevanti contenute nell'approvazione della riforma dello Statuto d'autonomia (Qui articolo). Nonostante i profili di incostituzionalità, la Giunta Fugatti I (con l'assessore Roberto Failoni che ha mantenuto la delega anche nel bis) aveva legiferato sulle chiusure domenicali (e nei festivi) di supermercati e negozi provinciali. Il governo aveva impugnato (e vinto), alcune attività economiche avevano promosso un ricorso al Tar e anche l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato aveva bocciato il provvedimento.
Spallucce della Provincia, la legge si era rivelata incostituzionale ma si era puntato, questa la giustificazione, sul voler lanciare un messaggio. Il tema poi non è più stato affrontato per alcuni anni. Ora che il Trentino ha la competenza primaria sul commercio è tempo di affrontare nuovamente l'argomento.
"Non è così semplice", dice Grosselli. "E' vero che c'è la competenza primaria sul commercio ma è necessario analizzare in quale capitolo ricade la fattispecie degli orari e delle aperture. In questo caso entra in gioco la concorrenza, quindi ci sono regolamenti europei e nazionali che affrontano questa situazione. Si deve comprendere giuridicamente se ci sono margini di manovra per legiferare realmente a livello provinciale rispetto a questa materia".
Insomma, il sindacato di via Muredei resta cauto in questa fase a pubblicazione sostanzialmente troppo fresca. E' sì pronto a sedersi ai tavoli negoziali ma il percorso potrebbe essere lungo. Il rischio è che questa disposizione sia in contrasto con le norme e con i principi di liberalizzazione che sono stati sanciti in materia tanto a livello europeo quanto a quello nazionale.
"C'è inoltre da aprire un confronto con la parte imprenditoriale perché la domenica e i festivi per molti negozi hanno assunto un peso rilevante sull'attività in generale, quindi è necessario un dialogo con le varie associazioni per evitare eventuali ricorsi e frizioni".
Nel passato ci si era appoggiati all'attrattività turistica dei vari territori, ma anche alla garanzia del pluralismo nella concorrenza per prevedere la possibilità di deroghe. A fronte di una generalizzata opposizione del mondo del commercio, le aree a forte vocazione turistica, all'epoca, avrebbero potuto tenere le saracinesche alzate per alcuni giorni durante l'anno. Un elenco piuttosto rivedibile.
"Si devono evitare gli errori del passato", evidenzia Grosselli. "C'è stato un aumento dei consumi durante domeniche e festivi ma contestualmente un peggioramento delle condizioni di lavoro per moltissimi addetti. Anche qui va previsto un confronto per prevedere tutele e garanzie".
La legge è una strada ma parallelamente c'è il binario, non secondario, delle trattative sindacali. "Se un esercizio commerciale è aperto in un'area ad alta vocazione turistica si deve aprire una stagione negoziale - prosegue il segretario della Cgil - per arrivare a una revisione contrattuale che possa migliorare sensibilmente il trattamento economico e salariale delle lavoratrici e dei lavoratori occupati in quei giorni".
La materia però è complessa e tocca più aspetti dell'architettura del welfare. "Si deve investire sui servizi conciliativi e sui servizi dell'infanzia per garantire una vita familiare adeguata e un equilibrio con il lavoro. Si deve aggiornare un'intesa territoriale per migliorare le condizioni generali".
C'è il rischio che si provi a legiferare come spot elettorale? Le scadenze, elezioni nazionali il prossimo anno e nel 2028 quelle provinciali, sono lontane, ma non lontanissime. "Non credo che questa partita possa essere utilizzata in modo strumentale a fini politici. La Giunta provinciale è molto sensibile alle istanze delle categorie economiche", conclude Grosselli.












