"La crisi energetica entra nei condomìni, in Trentino molti sono datati e poco efficienti", l'allarme di Confesercenti: "Bollette alte e spese in crescita, emergenza per le famiglie"
A lanciare l'allarme è Confaico attraverso le parole della presidente Nadia Zambotti: "Bollette più alte, spese comuni in crescita e sempre maggiori difficoltà nei pagamenti: l’aumento dei costi dell’energia sta trasformando le spese condominiali in una delle principali emergenze economiche per le famiglie"

TRENTO. “Bollette più alte, spese comuni in crescita e sempre maggiori difficoltà nei pagamenti: nei condomìni trentini la pressione dei rincari energetici si riflette direttamente sulla vita quotidiana di migliaia di famiglie. Gran parte del patrimonio edilizio provinciale è infatti datato e poco efficiente, così l’aumento dei costi dell’energia sta trasformando le spese condominiali in una delle principali emergenze economiche per tanti nuclei familiari”.
A lanciare l'allarme è Nadia Zambotti, presidente di Confaico del Trentino (Confederazione Amministratori Immobiliari Condominiali di Confesercenti) che fotografa una situazione “sempre più critica” tra rincari, morosità in crescita e difficoltà nella gestione degli edifici.
“A incidere in modo determinante - viene specificato in una nota - sono gli aumenti del mercato internazionale dell’energia che si riflettono direttamente sulle condizioni economiche delle famiglie e, di conseguenza, sui bilanci condominiali”.
Secondo le stime del Fondo Monetario Internazionale, specifica Confaico, nello scenario più grave il caro energia potrebbe infatti arrivare a incidere fino a 2.270 euro annui per famiglia in Italia, con effetti diretti sui bilanci domestici, sulle spese condominiali e tensioni crescenti all'interno degli edifici.
A detta di c'è poi un altro problema che riguarda la provincia di Trento. “La struttura del patrimonio edilizio trentino – viene osservato – rende il territorio particolarmente vulnerabile ai rincari energetici, vista l’elevata presenza di edifici condominiali realizzati prima delle moderne norme sull’efficienza energetica, spesso con impianti centralizzati tradizionali e consumi elevati”.
“Non si tratta di casi isolati – osserva Zambotti – ma di una fragilità strutturale che oggi emerge con tutta la sua forza”, e a pesare ulteriormente è anche il fatto che “molti condomìni non sono riusciti ad accedere o a completare gli interventi di riqualificazione previsti dal Superbonus 110%”.
Tornando ai rincari, Confaico spiega come questi possono impattare su decine di migliaia di nuclei familiari trentini, “soprattutto nelle città e nelle grandi vallate” e come secondo il Servizio Statistica provinciale, nel 2024 il territorio abbia contato circa 546.500 abitanti distribuiti in 245.900 famiglie, con le elaborazioni su base catastale che indicano inoltre oltre 85 mila edifici residenziali e circa 15 mila condomìni di piccole e medie dimensioni.
“Nemmeno le prospettive per i prossimi mesi – conclude Confaico – lasciano intravedere un miglioramento significativo: da recenti confronti tecnici dell’associazione con operatori del settore energetico, come Dolomiti Energia, emerge che in assenza di cambiamenti nello scenario geopolitico internazionale, i prezzi possano mantenersi su livelli ancora elevati. A incidere continuano a essere soprattutto fattori internazionali: la disponibilità di gas naturale liquefatto, i vincoli sugli approvvigionamenti e le tensioni geopolitiche pesano ancora più dei fondamentali economici”.












