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Negozi aperti la domenica, escluse Trento e Rovereto mentre ad alcuni Comuni bastano pochi visitatori per essere inseriti fra quelli “ad elevata intensità turistica”

Dei Comuni con oltre 10mila abitanti solo Riva del Garda e Arco rientrano nella graduatoria di Failoni (ma con coefficienti molto bassi). Fra i territori “ad elevata intensità turistica” anche cinque Comuni con meno di 300 residenti. Pattini: “Tione con una manciata di camere d’albergo è diventata città turistica mentre Trento con oltre 1,2 milioni di presenze no, questi sono i miracoli di Fugatti”

Di Tiziano Grottolo - 04 luglio 2020 - 06:01

TRENTO. L’assessore al turismo Roberto Failoni, riferendosi alla questione delle aperture domenicali (articoli QUI e QUI), aveva invitato le grandi catene dei supermercati a “stare serene” perché lui, l’assessore, i Comuni turistici li conosce benissimo. Eppure giudicando la “graduatoria” dei “Comuni ad alta intensità turistica” elaborata dagli uffici della Pat qualcosa non torna: “Il criterio applicato è un criterio oggettivo – ha spiegato il presidente della Pat Maurizio Fugatti – abbiamo preso le presenze turistiche individuando quali Comuni superano un determinato indicatore sull’anno 2019. Ad esempio il valore di Andalo è 26 ciò significa che ogni 10 abitanti ci sono stati 26 turisti”. In altre parole l’indicatore rappresenta il numero medio giornaliero di presenze turistiche ogni 10 residenti nel Comune.

 

Così nelle prime dieci posizioni (su un totale di 81 Comuni) troviamo: Andalo (26), Mezzana (22), Campitello di Fassa (19), Canazei (15), Pinzolo (14), Molveno (13), Dimaro Folgarida (11), Soraga di Fassa-Soraga (8), San Giovanni di Fassa (8) e Nago-Torbole (8). Paradossalmente Comuni a grande vocazione turistica come Riva del Garda (3), Baselga di Pinè (1), Arco (1), Caldonazzo (1) e Tenno (1) scivolano molto in basso nella classifica. Altri, guarda caso quelli con un gran numero di abitanti, restano addirittura esclusi: Trento, Rovereto e Pergine Valsugana.  

 

Palù di Fersina (secondo Comune meno popoloso del Trentino) con i suoi 162 abitanti rientra fra quelli “ad alta intensità turistica”, d’altra parte bastano meno di 20 turisti per soddisfare i criteri fissati dalla Pat. Discorso simile per Sagron Mis, Vignola-Falesina, Sagron Mis e Luserna. In sostanza cinque dei dieci Comuni con meno abitanti del Trentino sono inseriti fra quelli dove i negozi potranno rimanere aperti la domenica. A questo punto viene da chiedersi se il criterio utilizzato sia davvero così oggettivo come sostiene Fugatti, oppure se in qualche modo non si sia voluto penalizzare le grandi città. Infatti, tra i centri con oltre 10mila abitanti solo quelli che fanno segnare numeri da record (Riva del Garda e Arco) riescono a rientrare nella classifica della Pat, ma lo fanno con coefficienti molto bassi.

 

 

 

 

Poi ci sono quattro eccezioni che pur non raggiungendo il valore minimo fissato dagli uffici provinciali potranno comunque tenere aperti i negozi la domenica: si tratta di quei Comuni (o frazioni) inseriti fra quelli ad attrattività commerciale o turistica sulla base di elementi che tengono conto della collocazione geografica su crocevia di traffico turistico, la correlazione tra il flusso di traffico registrato nel Comune o frazione e la movimentazione delle presenze turistiche alberghiere, extra-alberghiere e degli alloggi per uso turistico degli ambiti turistici contigui, dei flussi di traffico in entrata ed uscita nei fine settimana e festivi dai caselli autostradali della A22 e gli elementi dei passaggi automobilistici da e per le zone turistiche sulle principali arterie stradali . I fortunati sono Dro, Tione di Trento, la frazione di Sarche (Madruzzo) e la frazione di Loppio (Mori).

 

“Abbiamo raggiunto un ragionevole compromesso fra la necessità di consentire l’apertura degli esercizi commerciali anche alla domenica e nelle festività e quella di tutelare il diritto al riposo e alla vita familiare di chi lavora in questo settore”, il commento dell’assessore al turismo. “Per gli altri – ha ricordato Failoni – esiste la possibilità di derogare dall’obbligo della chiusura domenicale e festiva per un massimo di 18 giornate annue, in occasione di grandi eventi e manifestazioni che richiamano un notevole flusso di persone”. In più ci sono una serie di attività che non saranno gravate dalle chiusure: si va dalle edicole alle fiorerie, passando per panifici e concessionari. Sicuramente la decisione della Pat farà discutere: “Tione con una manciata di camere d’albergo è diventata città turistica mentre Trento con oltre 1,2 milioni di presenze no, questi sono i miracoli di Fugatti”, ha tuonato il consigliere autonomista Alberto Pattini. Nel frattempo l’assessore al turismo di Trento Roberto Stanchina ha fatto sapere che l’ufficio relazioni con il pubblico è stato subissato di telefonate di esercenti preoccupati per la situazione venutasi a creare, aggiungendo che farà tutto il possibile per evitare che i negozi cittadini rimangano chiusi.

 

 

 

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