Enorme incendio sul Garda, il sindaco: "Le case non sono minacciate ma la guerra non è vinta". C'è crisi idrica e gli elicotteri pescano l'acqua dalle piscine degli hotel
Ci sono ancora molti focolai, il sottobosco bruciato è ancora troppo caldo e le fiamme potenzialmente sono in grado di riattivarsi nell'area boschiva di Tignale. L'appello del sindaco a un uso responsabile delle risorse idriche in questo momento di crisi. Oggi è stata chiusa anche la piscina comunale come vasca per aggiuntiva

TIGNALE. L'incendio non minaccia più le case ma ci sono ancora molti focolai, il sottobosco bruciato è ancora troppo caldo e le fiamme potenzialmente sono in grado di riattivarsi tra siccità, temperature elevate e vento. Sono ancora ore di grande lavoro e di tensione per i numerosi vigili del fuoco e per i Canadair sul Garda. Un rogo che ha ripreso forza in queste ore, visibile sempre a grande distanza.
"La guerra non può essere dichiarata ancora vinta", spiega Daniele Bonassi, sindaco di Tignale. "Posso però nuovamente rassicurare residenti e turisti che non ci sono pericoli per l'incolumità delle persone e delle case, ma permane la preoccupazione per le aree boscate".
La giornata di oggi, domenica 9 agosto, è continuata nei monitoraggi, negli interventi e nella bonifica per ripristinare la completa sicurezza nell'area boschiva di Tignale. Bruciati circa 50 metri quadri e le operazioni si svolgono quindi su una zona particolarmente estesa, oltre che impervia (Qui articolo).
Ancora operativi un Canadair e due elicotteri mentre a terra sono senza sosta i lavori di vigili del fuoco, carabinieri forestali e squadre Aib della Comunità Montana Parco Alto Garda Bresciano, affiancati dai rinforzi da Riva del Garda, dalla Valcamonica e da altri Comuni della provincia di Brescia.
La richiesta idrica è enorme, si utilizzano diverse autobotti, si pesca dal lago e da una vasca di appoggio, inoltre è stata chiusa la piscina comunale di Prabione: l'acqua viene utilizzata per rifornire i serbatoio dei mezzi di soccorso.
Si utilizzano anche le vasche di tre piscine delle strutture ricettive. Da qui l'appello del primo cittadino.
"Quest'emergenza è arrivata proprio in un momento in cui era già presente il problema della crisi idrica su tantissimi Comuni del Garda", aggiunge il sindaco. "E' importante che tutti facciano la propria parte per adottare un consumo responsabile dell'acqua che può essere utilizzata solo per fini alimentari, sanitari e domestici evitando sprechi. Al riguardo rendo noto anche che l'approvvigionamento dell'acqua per lo spegnimento degli incendi in condizioni normali avviene tramite l'utilizzo di idranti collocati in punti strategici nel territorio. Questo però determinerebbe un abbassamento repentino dei bacini idrici dell'acqua potabile, con disagi alla popolazione".
Nella giornata di sabato 8 agosto si è cercato di utilizzare l'acqua del torrente Piovere "ma la portata attuale non permette di poter prelevare in tempi celeri l'acqua necessaria", dice Bonassi. "Questa è la ragione per cui si è provveduto all'utilizzo dell'acqua della piscina pubblica di Prabione. I iloti l'hanno ritenuta però poco idonea per la sua collocazione e abbiamo cercato una soluzione alternativa in tre piscine private delle strutture ricettive: La Portella, l'hotel Residence Panorama La Forca e il Park hotel Zanzanù che ringrazio infinitamente per la sensibilità e la disponibilità dimostrate".
Oggi i piloti hanno utilizzato "solo l'acqua della piscina de La Portella ma è davvero importante sapere che in caso di bisogno potremo utilizzare anche queste altre due riserve d'acqua. Domani (lunedì 10 agosto) la piscina di Prabione sarà nuovamente riaperta al pubblico per fare in modo che possa comunque essere garantito un servizio alla popolazione e ai turisti. Grazie di cuori a tutti e in particolare a tutti coloro che si prodigano con immagini sacrifici per riuscire a spegnere definitivamente questo terribile incendio", conclude Bonassi.


















