C'è un incendio in montagna ma nel lago alpino non c'è abbastanza acqua per i rifornimenti del canadair: "Oggi, a fatica, ha prelevato. Siccità? Affrontiamola uniti"
Con l’incendio divampato a Miane e le difficoltà di prelievo di acqua dal lago di Santa Croce a causa della perdurante siccità, la crisi idrica mostra un’altra delle sue drammatiche implicazioni. Il Dolomiti ha contattato il sindaco di Alpago Alberto Peterle, che esorta il territorio all’unità sul tema soprattutto in vista del rinnovo delle concessioni idroelettriche

ALPAGO. Si è sviluppato nella giornata di ieri, martedì 11 agosto, un incendio di notevoli dimensioni in una zona montuosa del territorio di Miane, nell’area del Bosco del Van (provincia di Treviso): le colonne di fumo sono visibili anche a distanza e gli elicotteri sono ancora impegnati nelle operazioni di spegnimento.
Sono infatti riprese stamattina le operazioni, dopo una notte di monitoraggio. Secondo gli ultimi aggiornamenti, il Canadair ha fatto rifornimento al largo di Jesolo dopo che ieri quello dei Vigili del fuoco di Genova non era riuscito a caricare acqua dal lago di Santa Croce per le difficoltà di manovra dovute al livello troppo basso del bacino.
“Oggi hanno riprovato anche da noi - spiega il sindaco di Alpago Alberto Peterle a Il Dolomiti - e sono riusciti a prelevare qualcosa, perciò ho emesso un’ordinanza di divieto di ingresso con qualsiasi mezzo o attrezzatura nel lago”.
Ordinanza emessa anche dalla sindaca di Pieve di Cadore Sindi Manushi, per il possibile passaggio del Canadair nel lago di Pieve ai fini di un eventuale prelievo per lo spegnimento dell’incendio di Miane. La situazione idrica, però, resta critica.
“Una situazione che sta generando qualche impatto a livello turistico - ammette Peterle - ma siamo riusciti a contenere le perdite con qualche manifestazione come il Festival degli aquiloni a inizio agosto, che ha portato gente sulle spiagge. Fortunatamente inoltre siamo una zona ventosa e il vento non possono portarcelo via, quindi molti salgono comunque in Alpago per trovare refrigerio. Diciamo che il danno maggiore è per i camping e per chi viene a passare qualche giorno, soprattutto tedeschi, olandesi e austriaci che arrivano e non trovano acqua”.
Per questo Peterle, che è anche consigliere provinciale, ha indetto una riunione tra i sindaci dei Comuni rivieraschi lo scorso lunedì per parlare di laghi e siccità. “Dall’incontro è emersa soprattutto la necessità di trattare il problema in maniera unitaria. Non capisco quindi - osserva - perché il Partito democratico faccia battaglie politiche: già siamo in pochi, se poi ci dividiamo non ha senso”.
Il riferimento è alla questione sollevata nei giorni scorsi in merito all’assenza di un bilancio idrico regionale aggiornato: sul tema è intervenuta la stessa Manushi, oltre al consigliere regionale Alessandro Del Bianco che ha ribadito come il Veneto non si sia mai dotato di tale strumento ritenuto fondamentale per la gestione della risorsa idrica (qui l’articolo). “Già anni fa - spiega ora Peterle - anche l’ex assessore Bottacin aveva chiesto la redazione di un bilancio idrico a chi ne ha la competenza, che non è la Regione ma l'Autorità di bacino distrettuale Alpi orientali. In più ora all’orizzonte c’è il rinnovo delle concessioni idroelettriche: su questa base è quindi necessario agire adesso”.
“Prima però del bilancio idrico - conclude - farei un censimento degli utilizzi dell'acqua: dove va la nostra acqua? Chi la usa? E per quali scopi? Solo poi viene il bilancio: sono infatti tutti elementi utili per capire come impostare il rinnovo delle concessioni. Ed è fondamentale rimanere uniti, perché già fatichiamo a farci sentire come territorio, se poi dobbiamo mettere bandierine per qualche voto in più non ne veniamo fuori, indipendentemente dalle appartenenze politiche”.
L’obiettivo ora è dunque muoversi con la Regione per portare avanti questa istanza all’Autorità di bacino.













