Un nuovo vigneto preoccupa i residenti: “Presenza non gradita”. La replica: “E' una zona ideale per il clima. Parliamo coi cittadini per togliere paure"
Sarà realizzato nella frazione di Bes a Belluno, con una parte anche nel comune di Sedico, un nuovo vigneto di circa 20 ettari. L’azienda Le Rughe ha voluto incontrare i residenti per spiegare come lavorano e contrastare dubbi e paure, ma il sentimento popolare resta di contrarietà: i cittadini cercheranno un incontro con l’amministrazione per limitare una situazione definita “non gradita”

BELLUNO. In arrivo un nuovo vigneto tra le montagne bellunesi: sarà realizzato nella frazione di Bes, la cui popolazione ha incontrato l’azienda agricola Le Rughe che realizzerà l’impianto. Le posizioni sono, neanche a dirlo, divergenti: da un lato i produttori, che vogliono rassicurare, dall’altro i cittadini, pronti a interfacciarsi con l'amministrazione comunale per limitare quello che considerano già un problema.
La partecipazione è stata massiccia, in un incontro voluto dall’azienda per spiegare ai residenti cosa sarà realizzato. “Abbiamo preso in affitto circa 20 ettari di terreno - spiega a Il Dolomiti il legale rappresentante Roberto Sandro - dove, ottenute le autorizzazioni necessarie, abbiamo iniziato la sistemazione fondiaria per piantare i primi 5 ettari di vigneto”.
Nelle intenzioni dell’azienda, che ha già dei terreni nel Bellunese (in via Cor, a Castoi, oltre a quelli tra Conegliano e la pianura trevigiana per un totale di circa 150 ettari), le prime piantumazioni avverranno la prossima settimana: le lavorazioni sono infatti partite sei mesi fa. “Abbiamo già esperienza in loco - prosegue - e volevamo ampliare la superficie in zona. Questa riunione è stata voluta dal sottoscritto con il responsabile frazionale perché sapevo che non mancavano i malumori. Ci sono sempre in realtà, anche se a Bes ci sono già alcuni ettari piantumati, perciò non portiamo una novità”.
Una riunione a titolo informativo dunque. Certo non sono nuove le preoccupazioni dei residenti quando si tratta di vigneti, in particolare sul tema pesticidi: come ci conferma un residente presente all’incontro, infatti, le domande e le contestazioni sono state tante e partivano da “un sentimento di poca contentezza”.
“Ci piace avere un rapporto diretto con chi abita nei territori - prosegue l’azienda - considerando che tale coltura non è generalmente ben accettata. In Valbelluna la vite è tornata da una decina d’anni ed è una zona sempre più vocata ad essa a causa del cambiamento climatico, per cui ritengo giusto spiegare come lavoriamo e togliere insicurezze e disinformazione. Ho trovato tante persone non a favore, altri hanno paura, tanti mi hanno ascoltato e credo abbiano capito”.
“Il nodo - ammette - sono i trattamenti: non si tratta di pesticidi ma di trattamenti fitosanitari erogati sulla vite come su innumerevoli altre piante. Ho cercato di spiegare che, se fatti con raziocinio, con tunnel a recupero o macchine elettrostatiche, non generano una nube che si espande in giro per le frazioni. L’incontro è stato comunque lungo e faticoso, ma vivace”.
Presenti anche alcuni consiglieri comunali. Le intenzioni della popolazione sono ora di interfacciarsi proprio con l’amministrazione per capire “se si possa limitare una situazione - aggiunge il residente - che i cittadini hanno detto chiaramente non essere del tutto gradita”.
Il vigneto sarà comunque realizzato a cavallo tra Belluno (per la maggior parte) e Sedico. Qui si partirà il prossimo inverno con la sistemazione fondiaria del terreno e nel giro di due o tre anni tutti i 20 ettari dovrebbero essere piantumati. “Ho riferito ai cittadini - conclude Sandro - che non dovranno chiudere le finestre durante i trattamenti e che sono previste accortezze come una certa distanza degli impianti e la presenza di siepi. Tutto ciò è stato spiegato perché mi fa piacere che la gente sappia quello che facciamo. Gli atti comunque sono pubblici e si può richiederne l’accesso, qualora ci fossero dubbi sulle procedure”.
Nel frattempo è partita la raccolta firme su change.org per fermare il vigneto. "Non siamo disposti a sacrificare la salute dei nostri figli e familiari - scrivono i cittadini - per l'interesse economico di pochi. Abbiamo bisogno del vostro supporto".











