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Belluno
10 giugno | 09:28

Un nuovo vigneto preoccupa i residenti: “Presenza non gradita”. La replica: “E' una zona ideale per il clima. Parliamo coi cittadini per togliere paure"

Sarà realizzato nella frazione di Bes a Belluno, con una parte anche nel comune di Sedico, un nuovo vigneto di circa 20 ettari. L’azienda Le Rughe ha voluto incontrare i residenti per spiegare come lavorano e contrastare dubbi e paure, ma il sentimento popolare resta di contrarietà: i cittadini cercheranno un incontro con l’amministrazione per limitare una situazione definita “non gradita”

Foto generata da Ia
Foto generata da Ia

BELLUNO. In arrivo un nuovo vigneto tra le montagne bellunesi: sarà realizzato nella frazione di Bes, la cui popolazione ha incontrato l’azienda agricola Le Rughe che realizzerà l’impianto. Le posizioni sono, neanche a dirlo, divergenti: da un lato i produttori, che vogliono rassicurare, dall’altro i cittadini, pronti a interfacciarsi con l'amministrazione comunale per limitare quello che considerano già un problema.

 

La partecipazione è stata massiccia, in un incontro voluto dall’azienda per spiegare ai residenti cosa sarà realizzato. “Abbiamo preso in affitto circa 20 ettari di terreno - spiega a Il Dolomiti il legale rappresentante Roberto Sandro - dove, ottenute le autorizzazioni necessarie, abbiamo iniziato la sistemazione fondiaria per piantare i primi 5 ettari di vigneto”.

 

Nelle intenzioni dell’azienda, che ha già dei terreni nel Bellunese (in via Cor, a Castoi, oltre a quelli tra Conegliano e la pianura trevigiana per un totale di circa 150 ettari), le prime piantumazioni avverranno la prossima settimana: le lavorazioni sono infatti partite sei mesi fa. “Abbiamo già esperienza in loco - prosegue - e volevamo ampliare la superficie in zona. Questa riunione è stata voluta dal sottoscritto con il responsabile frazionale perché sapevo che non mancavano i malumori. Ci sono sempre in realtà, anche se a Bes ci sono già alcuni ettari piantumati, perciò non portiamo una novità”.

 

Una riunione a titolo informativo dunque. Certo non sono nuove le preoccupazioni dei residenti quando si tratta di vigneti, in particolare sul tema pesticidi: come ci conferma un residente presente all’incontro, infatti, le domande e le contestazioni sono state tante e partivano da “un sentimento di poca contentezza”.

 

“Ci piace avere un rapporto diretto con chi abita nei territori - prosegue l’azienda - considerando che tale coltura non è generalmente ben accettata. In Valbelluna la vite è tornata da una decina d’anni ed è una zona sempre più vocata ad essa a causa del cambiamento climatico, per cui ritengo giusto spiegare come lavoriamo e togliere insicurezze e disinformazione. Ho trovato tante persone non a favore, altri hanno paura, tanti mi hanno ascoltato e credo abbiano capito”.

 

“Il nodo - ammette - sono i trattamenti: non si tratta di pesticidi ma di trattamenti fitosanitari erogati sulla vite come su innumerevoli altre piante. Ho cercato di spiegare che, se fatti con raziocinio, con tunnel a recupero o macchine elettrostatiche, non generano una nube che si espande in giro per le frazioni. L’incontro è stato comunque lungo e faticoso, ma vivace”.

 

Presenti anche alcuni consiglieri comunali. Le intenzioni della popolazione sono ora di interfacciarsi proprio con l’amministrazione per capire “se si possa limitare una situazione - aggiunge il residente - che i cittadini hanno detto chiaramente non essere del tutto gradita”.

 

Il vigneto sarà comunque realizzato a cavallo tra Belluno (per la maggior parte) e Sedico. Qui si partirà il prossimo inverno con la sistemazione fondiaria del terreno e nel giro di due o tre anni tutti i 20 ettari dovrebbero essere piantumati. “Ho riferito ai cittadini - conclude Sandro - che non dovranno chiudere le finestre durante i trattamenti e che sono previste accortezze come una certa distanza degli impianti e la presenza di siepi. Tutto ciò è stato spiegato perché mi fa piacere che la gente sappia quello che facciamo. Gli atti comunque sono pubblici e si può richiederne l’accesso, qualora ci fossero dubbi sulle procedure”.

 

Nel frattempo è partita la raccolta firme su change.org per fermare il vigneto. "Non siamo disposti a sacrificare la salute dei nostri figli e familiari - scrivono i cittadini - per l'interesse economico di pochi. Abbiamo bisogno del vostro supporto".

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