"I libri di scuola hanno spesso un approccio catastrofista ai cambiamenti climatici, che porta all'inattività. Jasmine invece insegna ai bambini ad avere uno sguardo propositivo e coinvolgente"

Sabato 6 giugno, alle ore 10, Palazzo Baisi di Brentonico ospiterà la meteorologa Erica Cova per la presentazione del libro "Jasmine la climatologa", e per un laboratorio per bambini da lei condotto dal titolo "Macchine a vento". L'evento, inserito nel programma del Festival de L'Altramontagna "Il Fiore del Baldo", sarà ad ingresso gratuito

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Raccontare la meteorologia a un pubblico di non addetti ai lavori non è affatto semplice, qui a L’Altramontagna lo sappiamo molto bene. Eppure in tempi di cambiamenti climatici sempre più repentini che hanno conseguenze dirette sulle nostre vite, sul cibo che mangiamo, sulle montagne che frequentiamo, sforzarci di comprendere questi fenomeni a larghissima scala diventa una necessità.
A fare i conti con fenomeni così ampi, il rischio più concreto è quello di cedere all’arrendevolezza. Si finisce presto per chiedersi: Che cosa potrà mai contare una mia azione di privato cittadino, di fronte a un impatto così diffuso e a danni così irreversibili? Ebbene, di fronte a questo sconforto, potremmo imparare qualcosa dai bambini.
Quando è un bambino a chiederci "Che cos’è il surriscaldamento globale?", c’è da aspettarsi che già solo questo nome così articolato suoni alle sue orecchie come un’avventura, una sfida, un’emozione – seppur a tratti spaventosa – comunque affrontabile nel futuro immenso delle sue possibilità.
Deve averla pensata così Erica Cova, meteorologa co-autrice del volume "Jasmine la climatologa. In missione per l'ambiente", pubblicato insieme a Isabella Riva per Ronca Editore.
"Abbiamo bisogno dei bambini per trovare nuove soluzioni, nuovi sguardi, ma anche per imparare ad avere un approccio un po’ meno serioso e più propositivo. È difficile perché da adulto hai tutto il quadro del resto del mondo, della situazione geopolitica, dell’impatto climatico già evidente in certe zone, eppure anche per questo i bambini forse potrebbero ricordarci di iniziare affrontando una cosa per volta, nel piccolo delle nostre possibilità".
Sabato 6 giugno, alle ore 10, Palazzo Baisi di Brentonico ospiterà Erica Cova per la presentazione del libro "Jasmine la climatologa", e un laboratorio per bambini da lei condotto dal titolo "Macchine a vento". L’evento, parte del vasto programma di appuntamenti del Festival de L’Altramontagna "Il Fiore del Baldo" (Qui programma completo), sarà ad ingresso gratuito.
In attesa dell’incontro con Erica Cova, abbiamo raccolto dalla meteorologa qualche anticipazione sul libro e sul laboratorio che proporrà al Festival.
Come nasce la tua passione per la meteorologia? Oggi di cosa ti occupi?
Ho studiato Fisica all'università e sono sempre stata affascinata dalle scienze e dalla divulgazione scientifica in particolare. Poi ho sempre amato la montagna e ho una grande passione per la natura in generale. Così ho pensato che la meteorologia potesse essere un contesto per mettere insieme queste cose: è un lavoro che consente di confrontarti col pubblico e raccontare qualcosa di molto complesso scientificamente, in modo più accessibile.
Oggi lavoro per la Protezione Civile del Trentino. A Meteo Trentino, parte del dipartimento di Protezione Civile, seguiamo tutta la parte di osservazioni meteo sul territorio, previsioni, nivologia. Siamo noi che mettiamo il bollettino valanghe, gestiamo le allerte, eccetera. Io in particolare cerco sempre di ritagliarmi un ruolo nella comunicazione e divulgazione, che è il campo che più mi piace.
"Jasmine la climatologa" è parte di una collana di libri per bambini. Com’è nata questa idea?
Anni fa, ho conosciuto Isabella Riva al Festival della Meteorologia di Rovereto, che allora lavorava per l'Enav a Milano. Siamo rimasti in contatto in questi anni, abbiamo condiviso alcuni progetti di divulgazioni online e nelle scuole. Poi lei ha avuto l’idea di scrivere un libro per i bambini sulla meteorologia: "Martina la meteorologa". Io l'ho letto e mi è piaciuto molto, così - quando le ho scritto per farle i complimenti - abbiamo pensato di partire da questo libro con una collana di libri di divulgazione scientifica per bambini.
Allora abbiamo iniziato con il secondo volume, che appunto era dedicato alla climatologia: "Jasmine la climatologa". Lavorando a quattro mani sui testi, Isabella ha fatto un po' da editor, mentre io mi sono occupata per lo più delle storielle dei bambini, del raccordo dei vari capitoli eccetera. Il libro ha preso un po' le anime di tutte e due, e Isabella ha impostato la collana anche come un manuale operativo. Sono libri che non devi per forza leggere dall'inizio alla fine, ma puoi esplorare, ci sono spiegazioni, giochi, esperimenti, curiosità; cose molto pratiche che aiutano a consolidare la memoria e le conoscenze.
Dopo Jasmine, ci sarà "Andrea", che parlerà di astronomia e al momento è in mano all'editore; e poi c'è un altro libretto in produzione che tratterà degli ambienti naturali e degli animali che abitano la Penisola.
Parliamo di Jasmine, qual è lo sguardo di questa giovane climatologa sul mondo che cambia?
Essendomi occupata della parte narrativa, mi è piaciuto dare un carattere a questi bambini e fargli vivere delle avventure.
La climatologia è un argomento di cui si sente tanto parlare: io ho due figli alle elementari e i cambiamenti climatici sono un tema che affrontano spesso anche a scuola. Quando leggi i libri di divulgazione sulla natura ti capita spesso di arrivare a questi temi e trovarli trattati in maniera un po' angosciosa, come accade anche nei documentari rivolti agli adulti. Tendono ad avere un po' questo clima un po' catastrofista.
Io e Isabella ci siamo trovate d'accordo sul fatto che non era questo il carattere che volevamo dare al nostro libro. Abbiamo deciso di trattare il tema da un punto di vista certamente realistico, ma andando sempre a cercare le buone notizie, a vedere su che cosa si sta lavorando, sulle nuove scoperte, sulle idee positive che possono nascerne.
Io credo che un clima di angoscia tenda a favorire l’inattività, "è più grande di me quindi non ci posso fare niente". Jasmine, al contrario, vuole far vedere che delle soluzioni ci sono -seppur parziali, seppur migliorabili – ma insegna ad avere uno sguardo propositivo, capace di coinvolgere di più le persone, e i bambini in particolare.
A questo proposito, ci concederesti qualche anticipazione sul laboratorio che porterai a Brentonico?
Dopo la presentazione "formale" al festival di Rovereto, ho portato il libro nella biblioteca comunale Mezzocorona, dove vivo. Vedendo molti bambini, tra cui i miei figli, mi è stato detto: "Non avrai mica intenzione di parlare per un'ora, vero?". Allora abbiamo pensato: "Vabbè, facciamo una cosa interattiva: scegliamo uno dei laboratori del libro e facciamolo insieme".
Così abbiamo inaugurato il laboratorio che porterà anche al Festival de L’Altramontagna a Brentonico, ed è andata decisamente bene. Ho fatto un'introduzione ai bambini raccontandogli un po' chi sono e cosa ho scritto, abbiamo sfogliato insieme il libro e fatto una chiacchierata. Poi abbiamo deciso di iniziare a provare a costruire queste macchine a vento ed è diventata un'esercitazione di spirito ingegneristico e scientifico, perché io ho dato delle istruzioni e insieme abbiamo costruito le macchinine.
Abbiamo preparato un tracciato, e i bambini dovevano gareggiare ciascuno con la loro macchinina. Alla fine ci siamo fermati un'ora oltre il tempo prestabilito, perché i bambini si erano intestarditi che volevano vincere questa gara: provavano, li cronometravamo, poi tornavano al bancone, cambiavano la vela, cambiavano le ruote. Ne hanno fatte di ogni per migliorare queste macchinine, è stato avvero divertente e appagante vederli così appassionati. Ecco perché ho pensato di riproporla.













