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Cultura | 19 maggio 2026 | 12:00

Si parla di "viticoltura eroica", ma varrebbe la pena ampliare la definizione: "Eroico non è chi produce più in alto, ma chi riesce a garantire la varietà storica dei vitigni e il rispetto degli ecosistemi"

Marco Albino Ferrari introduce il tema del prossimo incontro di "R-Evolution Green", con cui si concluderà il ciclo di appuntamenti organizzati dal Teatro Verdi di Pordenone e dedicati quest'anno al cibo di montagna. Giovedì 21 maggio, alle ore 18, alla Casa 40 dei Vivai Cooperativi Rauscedo (PN), si parlerà di vini di montagna e "viticoltura eroica" con Luca Bonardi e Donatella Murtas

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Festival AltraMontagna

Sotto gli effetti del riscaldamento globale, si sa, le vigne crescono sempre più in alto e si spingono anche verso nuove latitudini: oggi si produce vino in Regno Unito, Danimarca, Svezia, Finlandia, perfino in Norvegia ed Estonia. Da noi invece le zone storiche vocate alla viticoltura soffrono siccità, stress idrico, vendemmie sempre più precoci.

 

E così si sale, si sale, su tutte le montagne, si sale sempre più in alto. Da un lato questa è una grande opportunità, per il recupero di terreni e terrazzamenti abbandonati, dall’altro non è priva di rischi, a causa di eventi estremi sempre più frequenti, come grandinate, gelate tardive, fioriture precoci, ma anche a causa della competizione e dell’impatto sugli ecosistemi di una viticoltura spesso aggressiva.

 

Nelle Alpi si parla da tempo di "viticoltura eroica": è definita tale quando è situata su terreni con pendenze superiori al 30%, oltre i 500 metri di quota o su versanti terrazzati con lavorazioni manuali.

 

Ma forse, ora, varrebbe la pena arricchire questa definizione: eroico non è chi produce semplicemente più in alto, ma il vignaiolo che riuscirà a garantire la varietà storica dei vitigni, l’adattamento e la mitigazione climatica, il rispetto degli ecosistemi in cui produce. Che purtroppo non sempre sono rispettati. Tutt’altro. Insomma, la "viticoltura eroica" significherà sempre di più produrre buon vino, sì, dalla montagna; ma anche per la montagna.

 

 

Consigliamo di seguire la pagina facebook di Marco Albino Ferrari con approfondimenti su temi legati al rapporto uomo-natura.

 

Vini di montagna e viticoltura "eroica"

Giovedì 21 maggio 2026, ore 18

Casa 40 dei Vivai Cooperativi Rauscedo (PN)

Incontro con 
Luca Bonardi, insegnante, naturalista e geografo
Donatella Murtas, architetta
Conduce Mauro Varotto
Introduce Diego Dalla Via

Ingresso gratuito, prenota il tuo biglietto dal sito del Teatro Verdi. 

 

I cambiamenti climatici stanno spingendo la viticoltura verso l’alto, verso nuove altitudini e nuove latitudini, elevando i requisiti che oggi definiscono la viticoltura "eroica", oggi considerata tale quando situata su terreni con pendenze superiori al 30%, oltre i 500 metri di quota o su versanti terrazzati con lavorazioni in prevalenza manuali. Che fisionomie e trasformazioni oggi interessano la viticoltura in montagna? E quale futuro auspicare o immaginare? Un geografo esperto di viticoltura di montagna e una paesaggista impegnata da anni nella salvaguardia e valorizzazione dei paesaggi terrazzati ci guidano nel complesso e faticoso mondo della viticoltura "eroica", invitandoci a cogliere la differenza tra montagne di vino e la storica varietà del vino di montagna.

 

Luca Bonardi
Insegna "Geografia dell’Antropocene" e "Geografia e storia del clima" all’Università Ca’ Foscari Venezia. I suoi studi si incentrano sulla costruzione e l’evoluzione storica del paesaggio agrario europeo, con particolare riferimento ai paesaggi vitivinicoli e ai versanti terrazzati, e sulle variazioni storiche e attuali del clima e le relative ricadute sulle società umane e i sistemi ambientali. È membro del Consiglio di orientamento scientifico della Cattedra Unesco "Cultures et Traditions vitivinicoles".

 

Donatella Murtas
Architetta, si dedica come consulente e ricercatrice indipendente a progetti di sviluppo locale a matrice culturale, sia a livello nazionale che internazionale. È esperta di ecomusei, di interpretazione del patrimonio locale, in particolar modo di paesaggio rurale e di paesaggi terrazzati, dell’arte di costruire in pietra a secco. È l’ideatrice e la coordinatrice scientifica dell’Ecomuseo Regionale piemontese dei Terrazzamenti e della Vite (Cortemilia_CN), la co-fondatrice di ITLA (International Terraced Landscapes Alliance) e di ITLA ITALIA APS per la quale ricopre il ruolo di Direttrice. Come ITLA ITALIA ha supportato la preparazione del dossier di candidatura UNESCO dell’Arte della costruzione in pietra a secco: conoscenza e tecniche alla Lista del patrimonio culturale immateriale, di cui è la referente in Italia. Ha proposto e segue il percorso della Scuola Italiana della Pietra a Secco ITLA ITALIA. Per le sue competenze è spesso chiamata a partecipare momenti formativi, convegni e seminari a livello nazionale ed internazionale; ha pubblicato articoli scientifici in pubblicazioni nazionali ed internazionali.

 

L'incontro è a ingresso gratuito. In occasione di questo ultimo appuntamento primaverile, insieme all’Accademia Italiana della Cucina, al termine della conferenza si terrà una cena degustazione dedicata ai prodotti di montagna di cui si è parlato nel corso di questa edizione di R-Evolution Green. La quota di partecipazione alla cena è di 50 euro a persona, vini inclusi.

Per aderire, è necessario prenotarsi versando la quota a: Gelindo S.R.L. 
Iban: IT06S0863165070051000223616
Causale: nome e cognome dei partecipanti – evento 21 maggio Rauscedo.

Contatti: 0427 97037 - risto@gelindo.it

posti sono limitati. Sarà necessario effettuare il pagamento anticipatamente: non sarà infatti possibile saldare la quota direttamente il giorno dell’evento.  

Per informazioni: teatroverdipordenone.it

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