"Rifugio escursionistico ricostruito 5 volte più grande, un progetto che stride con ambiente e paesaggio: si combatte così l'overtourism?"
Legambiente assegna una "Bandiera Nera" al Comune di Sèn Jan, dove è prevista la demolizione e la successiva ricostruzione, con un aumento volumetrico del 450%, del rifugio escursionistico Buffaure

SAN GIOVANNI DI FASSA. Non è passata inosservata la definitiva approvazione al progetto che prevede la demolizione e la ricostruzione del rifugio Buffaure: e così Legambiente ha assegnato al comune trentino una delle 7 "Bandiere Nere" del 2026 sull'arco alpino.
L'approvazione al progetto ha ottenuto il via libera anche da parte della Provincia, secondo le associazioni in deroga alle norme urbanistiche, e prevede un aumento volumetrico del 450%, del rifugio escursionistico.
"Al posto dell'attuale rifugio, rustico e tradizionale, il consiglio comunale di Sen Jan ha dato parere positivo alla deroga per il progetto che prevede un edificio che striderà pesantemente con la cornice paesaggistica: un enorme volume di quattro piani di altezza, con garage nel seminterrato, ristorante da 120 posti, una terrazza con 150 posti a sedere, spazi wellness, 5 suites con sauna privata e terrazza, oltre ad altre stanze per il personale e l’appartamento dei gestori".
Un'iniziativa che Legambiente considera da "bandiera nera", entrando così a far parte del ristretto elenco di progetti che evidenziano criticità ricorrenti lungo l’arco alpino: indebolimento della governance territoriale, grandi opere e infrastrutture turistiche ad alto impatto, consumo di suolo in aree fragili e gestione impropria degli ecosistemi.
"Questo intervento - prosegue il report di Legambiente riferendosi al Buffaure - comporterà la demolizione di una baita, parte del patrimonio edilizio tradizionale montano, realizzato in tronchi di legno con l’antichissima tecnica del blockbau e vincolato a interventi di risanamento conservativo. La baita da demolire per far posto alla ricollocazione del nuovo rifugio Buffaure sarà anch’essa ricostruita su un nuovo sedime, nelle immediate vicinanze del rifugio. Il progetto viene giustificato con l’obiettivo di migliorare il comfort e incrementare il flusso di visitatori. La deroga si pone quindi in netto contrasto con le dichiarazioni di combattere l’overtourism, e con il principio, previsto della Legge Provinciale 15 marzo 1993, n. 8 di 'sobria ospitalità in zone di montagna', visto che si tratta di una struttura a quota 2050 metri".
"La deroga deliberata dal consiglio comunale di Sen Jan - si legge - , non solo contempla due interventi in totale contrasto con le norme dello strumento urbanistico comunale ma ha anche come effetto quello di dimostrare, ancora una volta, come gli strumenti urbanistici comunali, per le stesse amministrazioni che li hanno adottati, non costituiscono dei 'punti fermi' per il governo del proprio territorio, ma un fastidioso orpello da stravolgere ogni volta che la proprietà immobiliare lo chiede. La delibera di deroga non contiene nessun accenno ai temi paesaggistici, si limita a sottolineare il migliore inserimento all’interno dell’area sciistica del Monte Buffaure, in considerazione del nuovo dislocamento della partenza dell’impianto Col de Valvacin e la conseguente modifica del tracciato della pista da sci".












