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Bolzano
17 maggio | 09:58

"Bacino di Anterselva, l'emblema dei limiti di sostenibilità delle Olimpiadi", due bandiere nere di Legambiente all'Alto Adige: "A Martello folle progetto per un hotel di lusso"

Doppia "bocciatura" per l'Alto Adige da Legambiente che ha indirizzato ai Comuni di Anterselva e Martello due Bandiere Nere: "Il bacino artificiale per i Giochi è l'emblema dei limiti di sostenibilità delle Olimpiadi. E a Martello il progetto di un lussuoso albergo in quota causerà consumo di suolo, disboscamento e incremento dell’artificializzazione dell’ambiente alpino"

di Redazione

ANTERSELVA. Doppia "bandiera nera" per l'Alto Adige: la provincia di Bolzano è finita nel mirino di Legambiente con due progetti che secondo l'associazione sono emblematici di uno sfruttamento "sbagliato" della montagna.  

 

Si tratta, come annunciato dall'associazione ambientalista, del bacino di Anterselva, opera fondamentale per la buona riuscita dei Giochi olimpici 2026 che hanno visto la valle altoatesina protagonista nell'ospitare le gare di biathlon; e poi dell'approvazione per la realizzazione di una nuova area turistica a Martello, con tanto di costruzione di un hotel di lusso in un'area protetta

 

ANTERSELVA

 

Il bacino di Anterselva - a detta di Legambiente - rappresenta emblematicamente i limiti di sostenibilità dei Giochi Olimpici 2026: "La promessa di non consumare suolo si è rivelata solo formale, segnando una distanza evidente tra impegni e realtà. L’opera, con una capacità di circa 31.500 metri cubi, è stata realizzata in un’area a rischio, condizione che ha reso necessari ulteriori interventi di sicurezza, tra cui un vallo paravalanghe. Ne è derivata la distruzione permanente di una superficie forestale, con un impatto ambientale rilevante e difficilmente proporzionato rispetto alla natura temporanea dell’evento olimpico. Critico risulta anche l’approccio adottato per le valutazioni ambientali, così come il trattamento delle osservazioni presentate da cittadini e organizzazioni ambientaliste, in parte respinte o ridimensionate con il richiamo alla necessità delle opere in funzione dei Giochi olimpici. Nel complesso - spiega l'associazione -, il progetto evidenzia come la pressione dei grandi eventi possa indebolire standard ambientali, pianificatori e partecipativi. L’intervento appare inoltre in contrasto con gli obiettivi del Piano Clima provinciale 2040, che promuove la riduzione del consumo di suolo e la tutela del bosco come serbatoio di carbonio. La retorica della sostenibilità olimpica risulta così non coerente con gli impatti effettivi dell’opera". 

 

MARTELLO

 

Ma oltre ad Anterselva, anche il Comune di Martello ha ricevuto la "bandiera nera" per l’approvazione della bozza di piano attuativo relativa, si legge, "alla realizzazione di una nuova area turistico-ricettiva in località 'Martell-Gallenmahd' all’interno del Parco nazionale dello Stelvio, con in previsione la costruzione di un hotel di lusso in un’area protetta e caratterizzata da un elevato rischio valanghivo, con conseguente consumo di suolo, disboscamento e incremento dell’artificializzazione dell’ambiente alpino.

 

"Da quanto ci è dato conoscere - scrive Legambiente - il progetto prevederebbe la realizzazione di un albergo a 4 stelle con circa 60 camere e 140 posti letto, per un volume complessivo di oltre 15.000 metri cubi, configurando un intervento rilevante in un contesto alpino di elevata sensibilità ambientale. L’intervento includerebbe la costruzione di una struttura paravalanghe alta circa 12 metri con conseguente consumo di suolo e disboscamento. L’area è classificata a pericolo valanghivo molto elevato, condizione che richiede particolare attenzione nella valutazione dei possibili impatti su persone e infrastrutture, anche in relazione all’eventuale incremento della pressione antropica. Il Rapporto ambientale segnala possibili impatti su diverse componenti, tra cui la perdita di habitat naturali e agricoli, l’impermeabilizzazione di superfici attualmente non edificate e la trasformazione del paesaggio alpino. Sono inoltre evidenziate possibili interferenze sugli equilibri idrogeologici, con riferimento alla captazione di sorgenti e alla realizzazione di nuove infrastrutture idriche. Sotto il profilo normativo, l’area è soggetta a un regime di tutela rafforzata, sia per la quota superiore ai 1.600 metri sia per l’inclusione nel Parco nazionale. Nel complesso, l’intervento solleva questioni di attenzione rispetto alla compatibilità tra sviluppo turistico e tutela ambientale in un’area protetta".

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