Quando ippopotami, elefanti, rinoceronti e tigri abitavano l'Appennino. Possono ritornare con l'aumento delle temperature? Ne parleremo al Festival de L'Altramontagna

A causa del terremoto del 2016 il Museo delle Scienze dell'Università di Camerino è diventato itinerante, allestendo un vero e proprio museo in movimento su un furgone che ora gira per scuole e festival di tutta Italia. Raggiungerà anche il Festival de L'Altramontagna portando due iniziative: "La savana sull'Appennino: quando ippopotami e tigri abitavano le nostre montagne" e "Super natural: animali e piante possono gareggiare in bravura con i supereroi dei fumetti?". Nell'articolo le indicazioni per prenotarsi gratuitamente

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Esattamente quarant’anni fa, nel maggio del 1986, Mauro Magnatti, del Museo delle scienze dell’Università di Camerino, identificò diversi affioramenti fossiliferi nella piana di Colfiorito. Armato quasi esclusivamente di intuito, esperienza e una generica indicazione della provenienza Mauro recuperò e fotografò i primi frammenti di ossa fossili di grandi mammiferi. Da questa prima intuizione e numerosi scavi sono stati ritrovati numerosi resti di animali come: ippopotami, elefanti, rinoceronti. Un dei migliori risultati degli ultimi decenni per la paleontologia europea.
Proprio a partire da questo aneddoto e da ulteriori anni di studi, di ricerche e di divulgazione il Museo delle Scienze dell’Università di Camerino ha inventato il laboratorio per radazzi dal titolo La savana sull’Appennino: quando ippopotami e tigri abitavano le nostre montagne che sarà uno degli appuntamenti del Festival de L’Altramontagna "Il Fiore del Baldo" a Brentonico il 4 giugno alle 14.20 (Evento gratuito su prenotazione: qui per prenotarsi)
Abbiamo approfondito l’argomento con Alessandro Blasetti responsabile dello staff del polo museale d’ateneo per l’Università di Camerino.
Da dove viene questo titolo, perché possiamo parlare di savana sull’Appennino?
Questo titolo viene da alcuni ritrovamenti che sono stati fatti circa quarant’anni fa a pochi chilometri da Camerino. Sono stati scoperti alcuni resti fossili che risalgono a quasi un milione di anni fa, sono elefanti, rinoceronti, ippopotami, addirittura tigri dai denti a sciabola. Animali che testimoniano un passato climatico appenninico più caldo dell’attuale, con un ambiente simile a quello dell’attuale savana. Ecco il perché del titolo. Noi ripercorreremo con gli iscritti la storia di questi mastodontici animali e dell’ambiente in cui vivevano, proponendo un’attività che riproduce in piccolo uno scavo archeologico.
Questa savana che esisteva un milione di anni fa cosa ci può dire sugli Appennini di oggi?
Ci mostra che gli Appennini sono esposti al cambiamento climatico. L’antica presenza di un paesaggio assimilabile alla savana ci pone davanti a un passato completamente diverso. Noi dobbiamo conoscere ciò che è successo nel passato e i cambiamenti avvenuti per essere in grado di gestire l’attuale fase di transizione climatica.
Questo passato climatico è anche un futuro possibile, una situazione che può tornare reale?
Forse climaticamente sì, dato che sappiamo per certo che con l’innalzamento delle temperature è molto probabile aspettarsi di conseguenza un cambiamento della flora e della fauna. Ma immaginarsi che elefanti e ippopotami possano migrare verso nord la vedo piuttosto irrealistica, quasi impossibile vista la presenza umana ormai così assillante.
Perché è importante fare questo laboratorio?
Per prima cosa, perché ai ragazzi piace molto diventare piccoli Indiana Jones, inoltre, perché permette di tornare a contatto con la terra, letteralmente toccarla con mano. Questo tipo di esperienza aiuta a riaprire e rinsaldare quel rapporto tra persona e ambiente che ultimamente tende ad allentarsi. Nei nostri giri per le scuole, vediamo come la divulgazione scientifica tramite attività esperienziali, in questo caso mettersi nei panni di piccoli archeologi, scavare e recuperare fossili, avere notizia di una vita passata e così lontana nel tempo, è molto stimolante, riattiva la gioia della scoperta e della curiosità.
Super natural: animali e piante possono gareggiare in bravura con i supereroi dei fumetti?
"A un anno circa dal terremoto del 2016 (che ha interessato Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo) ci siamo chiesti: Che cosa facciamo con il nostro museo inagibile e quindi chiuso? Cosa facciamo senza il nostro pubblico? Ci è venuto in aiuto il museo di Montebelluna"
Da queste domande e dalla donazione di un’esposizione temporanea del Museo delle Scienze di Montebelluna, ci ha raccontato sempre Alessandro Blasetti, nasce l’attività divulgativa per ragazzi Super natural: animali e piante possono gareggiare in bravura con i supereroi dei fumetti?, sempre del Museo delle Scienze dell’Università di Camerino che sarà presente al Festival de L’Altramontagna "Il Fiore del Baldo" il 5 giugno alle 14.20. (Evento gratuito, ma su prenotazione: qui per prenotarsi).
Paralizzati dal sisma e impossibilitati svolgere il loro lavoro hanno deciso di inventarsi un museo itinerante, prima portando per le scuole delle marche l’esposizione temporanea, poi allestendo un vero e proprio museo in movimento, un ducato soprannominato Usb (University Science Bus, per gli amici Usbaldo) che ora gira per scuole e festival della scienza di tutta Italia.
L’attività sfrutta la forza attrattiva del mondo dei fumetti e dei super eroi per scoprire i "super poteri" delle piante e degli animali: "All’interno di questo laboratorio si potrà scoprire quale animale è più forte di Hulk e chi è più veloce di Flash".
Abbiamo, infine, chiesto come il fumetto può aiutare nella divulgazione e nell’avvicinare un pubblico più distante: "I ragazzi conoscono molto bene i supereroi e i supercattivi, conoscono le loro proprietà e poteri; quindi, è un aggancio che funziona benissimo. Molto spesso ne sanno molto di più dei loro docenti, o delle loro figure adulte di riferimento, il fumetto serve quindi ad intercettare il 'non pubblico', quello che normalmente non è interessato a discorsi di questo tipo, e che mai sarebbe entrato in un museo".













