Tra lunghe dorsali e laghi sospesi sopra le valli: il Monte Bondone che non ti aspetti

Dal biotopo del Lago di Cei alla cima del Cornetto, lungo la dorsale che separa Vallagarina e Valle Sarca, una salita lunga e impegnativa, stupenda alternativa alla più frequentata ascensione dalle Viote, fra boschi, roccia, panorami e memorie della Grande Guerra

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
da Rovereto, in Valle dell'Adige, ci si porta a Villa Lagarina e si segue la SP20 passando per Pedersano e Castellano, seguendo poi le chiare indicazioni per il lago
Il Monte Bondone, visto da Trento, è soprattutto la montagna delle Viote, delle Tre Cime e delle grandi praterie sommitali. Ma si può raggiungere anche dal versante della Vallagarina, dove assume un aspetto più appartato e severo. Il punto di partenza, in questo caso, è il Lago di Cei, nel comune di Villa Lagarina, una piccola conca verde a quasi mille metri di quota. Il lago è il cuore del biotopo Prà dell'Albi-Cei, ambiente umido di particolare interesse naturalistico, circondato da faggete e conifere e caratterizzato dalla presenza di canneti, cariceti, ninfee e nannufari. La sua origine è legata a un'antica frana che sbarrò la valle, creando lo specchio d'acqua che conosciamo oggi. Ma Cei è anche un luogo di storia. Tra Otto e Novecento la zona divenne apprezzata località di villeggiatura della borghesia roveretana, come testimoniano le ville e la piccola chiesa de Probizer. Con la Prima guerra mondiale, però, questi boschi entrarono nel sistema difensivo della Fortezza di Trento: sulle montagne del Bondone furono realizzate trincee, postazioni e mulattiere militari, alcune delle quali sono ancora riconoscibili lungo la dorsale. È una presenza discreta, che si scopre camminando e che contribuisce a dare a questa salita un interesse che va oltre quello puramente paesaggistico.
Il percorso prende avvio dal Capitel de Doèra, sulla strada provinciale 20, poco a sud del lago. Il sentiero n° 640 comincia tranquillo, su una strada secondaria e poi forestale, ma presto cambia carattere. Superata la vasca dell'acquedotto, ci si inoltra nel bosco lungo un bel tracciato che attraversa una zona caratterizzata da grossi massi di frana e sale verso la località Mizz. La pendenza aumenta progressivamente, mentre la vegetazione si apre in prossimità dei macereti alle pendici del Carbonil, dove compaiono le prime grandi vedute verso le montagne del Trentino meridionale.

Seguendo il crinale
Il sentiero torna quindi nel bosco e attraversa una serie di canaloni franosi, tagliando a mezzacosta un versante ripido. Alcune strette serpentine permettono di guadagnare rapidamente quota fino a una fascia rocciosa, superata la quale il sentiero continua su una comoda cengia. La vegetazione si fa sempre più rada e, fra roccioni e pendii sempre più aperti, si raggiunge infine la Becca (1601 m), piccolo terrazzo erboso sul crinale Bondone-Stivo. Il nome potrebbe derivare dal tedesco brechen, "rompere", proprio perché in questo punto la continuità della dorsale viene interrotta e lo spartiacque può essere più facilmente attraversato.
Qui si lascia il sentiero n° 640 e si imbocca il n° 617, che proviene dal Monte Stivo e, seguendo la lunghissima dorsale, si dirige verso il Cornetto. È forse il tratto più particolare e spettacolare dell'escursione, con il sentiero che procede dapprima nel bosco, tagliando il fianco della Mavrina, poi torna sulla cresta in località Campo Fiorito. Da qui il paesaggio cambia ancora: prati alpini, mughi, roccette e improvvise aperture sulla Valle di Cei accompagnano una successione di saliscendi. Il terreno diventa progressivamente più accidentato e in alcuni punti il sentiero corre vicino al filo di cresta o attraversa pendii ripidi ed esposti. È quindi necessario non sottovalutare questa parte della salita, non a caso riservata a escursionisti esperti e allenati, soprattutto per la lunghezza, il dislivello e alcuni tratti impervi. Anche l'acqua va considerata con attenzione, perché lungo il percorso non ci sono punti di rifornimento affidabili.

Il Bondone che non ti aspetti
Dopo la località di Canale, dove un sentiero a sinistra scende verso Cavedine, la traccia prosegue sulla dorsale, aggira alcune caratteristiche formazioni rocciose e conduce verso la cima del Cornetto (2178 m), che si raggiunge con una breve deviazione per facili roccette, passando anche da alcuni vecchi manufatti militari. La vetta è la ricompensa di una salita decisamente più impegnativa rispetto alla classica ascensione dalle Viote, ma proprio per questo anche più appagante. Da qui il Bondone mostra tutto il suo carattere di montagna di confine fra ambienti diversi: sotto lo sguardo si aprono la Vallagarina e la Valle dell'Adige, la Valle dei Laghi e, più lontano, le grandi montagne del Trentino. In autunno, quando ormai l'estate è alle spalle, con il suo carico di escursionisti in cerca di grandi spazi, anche qui si torna a respirare un'aria antica, solitaria, e spesso le uniche persone che si incontrano sono gli abitanti delle vallate ai piedi del Bondone, che tornano a riappropriarsi di queste cime.
Il ritorno può avvenire ripercorrendo per intero il tracciato seguito in salita, una soluzione che consente di rileggere il percorso al contrario, con prospettive completamente diverse, e permette di apprezzare meglio la successione degli ambienti attraversati. Giunti alla Becca, si può anche proseguire sulla dorsale per un breve tratto, fino al balcone panoramico della Rocchetta, poco prima del quale una ripida traccia conduce direttamente al punto di partenza. In alternativa, dalla zona del Cornetto si può proseguire verso le Viote, ma in questo caso l'escursione diventa una traversata e occorre naturalmente organizzare il recupero del mezzo.
In ogni caso, l'escursione dal Lago di Cei è una delle maniere più interessanti per conoscere questo lato del Bondone. Non è la via più breve né la più semplice, e proprio per questo non ha il carattere quasi "turistico" dell'itinerario dalle Viote. Si parte da un piccolo lago, attraversando un paesaggio raccolto e ricco di vegetazione, per guadagnare lentamente una dorsale sempre più aperta, dove la montagna diventa aspra e il panorama progressivamente più ampio, con le tracce della storia militare, i boschi, i macereti e le rocce della cresta che aggiungono ulteriore fascino. Una salita che richiede gambe, passo sicuro e una giornata intera, ma restituisce una conoscenza del Bondone più completa. Non una cima da aggiungere alla lista delle conquiste, ma un percorso dove natura, geologia, storia e paesaggio rimangono costantemente presenti. Dove la montagna non si offre subito, ma si lascia scoprire poco alla volta.
IL PERCORSO
Regione: Trentino – Alto Adige
Partenza: Lago di Cei (942 m)
Arrivo: Cornetto (2178 m)
Accesso: da Rovereto, in Valle dell'Adige, ci si porta a Villa Lagarina e si segue la SP20 passando per Pedersano e Castellano, seguendo poi le chiare indicazioni per il lago
Dislivello: 1250 m
Durata: 4/5 h
Difficoltà: EE (escursionisti esperti)
Immagine di apertura: una veduta autunnale del Lago di Cei. © Giulio Diener












