"Stop ai bivacchi di design per influencer e gente che ci passa i weekend a far festa: a chi conosce e rispetta la montagna bastano due panche e un tavolo"
La riflessione del presidente del Cai Alto Adige Carlo Alberto Zanella dopo l'ennesimo intervento del soccorso alpino in quota nei dintorni del rinnovato Bivacco Fiamme Gialle: "I bivacchi devono tornare ad essere bivacchi, un luogo di rifugio dove trovare riparo nelle emergenze, un punto di appoggio. Non il set di qualche influencer impreparato"

TRENTO. "I bivacchi devono tornare ad essere bivacchi. Punto".
Le parole del presidente del Cai Alto Adige Carlo Alberto Zanella vanno come al solito dritte al punto: "Su questo tema - spiega a il Dolomiti - continuo ad insistere cercando di coinvolgere il più possibile anche tutte le altre anime della montagna: dobbiamo a tutti i costi tornare 'indietro' e tornare a riconoscere il valore delle parole e il valore della realtà".
Non sorprende più infatti leggere dell'ennesimo intervento del soccorso alpino e dell'elicottero per supportare una coppia di turisti in difficoltà nei dintorni del Bivacco Fiamme Gialle, uno dei più "instagrammabili" delle montagne trentine (Qui articolo): "Il problema purtroppo si sta radicando su tutte le Dolomiti, e anche oltre i nostri confini territoriali - ammette Zanella -; è il momento di dire basta. I bivacchi sono un luogo dove trovare riparo in situazioni di emergenza, o punti di appoggio. Non possono diventare il luogo dove trascorrere il fine settimana con gli amici tra grigliate, storie su Instagram e video su YouTube. Il web si riempie di questi contenuti che non fanno altro che incentivare un turismo vuoto e impreparato, che non conosce il proprio livello di preparazione né la destinazione che si vuole raggiugere".
Insomma, come spesso si conclude, manca cultura della montagna a chi frequenta l'alta quota. Ma il trend "costruttivo" sembra assecondare questa pericolosa deriva che in alcuni casi può trasformarsi in infortunati e tragedie. "Manca consapevolezza - prosegue Zanella -, manca educazione. Strabuzzo gli occhi quando vedo certi progetti di bivacchi e rifugi in quota, costruiti per essere gioielli di comfort e bellezza, con vetrate panoramiche e tutto il necessario per accogliere gli ospiti. È un'assurdità. Quello non è e non può essere un bivacco, smettiamo di costruire queste strutture che non portano alcun valore alle montagne: basta e avanza che ci siano costruzioni minime, spartane, con due panche e un tavolo. Non occorre altro, e di certo non occorrono vetrate panoramiche o design all'avanguardia. Quante volte abbiamo visto i bivacchi lasciati in condizioni pietose da gente che magari ci ha passato il weekend o organizzato una festa? Siamo a un punto di non ritorno ed è meglio agire ora per trovare contromisure".












