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Trento
02 marzo | 15:29

Riforma carenze formative, decolla la petizione per dire "No" al ddl Gerosa: "Chiediamo al Consiglio provinciale un atto di responsabilità: si sospenda la proposta"

Oltre 500 firme in una settimana, gli insegnanti della scuola superiore dicono "No" al disegno di legge firmato dall'assessora Francesca Gerosa sulle carenze formative: "La proposta non è efficace: si sospenda la discussione"

TRENTOOltre 500 firme in una settimana: il "No" degli insegnanti della scuola superiore al disegno di legge di Francesca Gerosa sulle carenze formative. La richiesta all'Aula è di respingere il testo dell'assessora all'istruzione.

 

La petizione, spiegano i promotori della raccolta firme, è stata lanciata sui social da un gruppo di docenti indipendente, non politico e non sindacale, e chiede al Consiglio provinciale di respingere l'ipotesi di riforma elaborata dall'assessora di Fratelli d'Italia.

 

Tra gli aspetti che preoccupano maggiormente i docenti ci sono la perdita di efficacia del sistema formativo ("La riforma solleverebbe gli studenti dalla responsabilità rispetto al proprio percorso, minando la preparazione in vista dell’università o del mondo del lavoro") e il benessere psicologico dei ragazzi ("Aumenterebbero notevolmente le comunicazioni alle famiglie tramite registro elettronico, già oggi indicato come fonte di stress"). Altro fattore negativo sarebbe l’appesantimento burocratico. 

 

La via trentina al recupero delle carenze formative non convince il mondo scolastico. Che ci sia una necessità di aggiornare il sistema è condivisibile, ma metodo e merito del ddl non trovano riscontri positivi. Grandissimi i dubbi a livello di sindacati (Qui articolo) mentre prende forza una petizione indipendente.

 

Diverse, come anticipato, le preoccupazioni. Si parte dall'efficacia. "Proporre recuperi biennali a discenti in età adolescenziale non è efficace sul piano pedagogico", spiegano i docenti. "Tra le difficoltà che caratterizza la mancanza di successo formativo c'è infatti dall'assenza di metodo di studio e una tendenza a procrastinare l’impegno, fatto tipico dell’adolescenza visibilmente accentuato in questi ultimi anni. Rendere biennali i cicli va nella direzione opposta rispetto alla necessità di recupero in itinere: il rischio è quello di trascinare lacune e carenze".

 

Un altro aspetto è il benessere psicologico e la paura del voto. "Il testo della legge pone un’attenzione ossessiva sulla comunicazione costante e puntuale alle famiglie in merito alla situazione degli studenti e alle attività di recupero messe in atto dall’istituzione scolastica. Un approccio simile, lo constatiamo già oggi nella pratica quotidiana dell’utilizzo del registro elettronico, tende a generare ansia nelle famiglie e, di conseguenza, nei discenti stessi. In un periodo in cui ci si vuole focalizzare sul benessere psicologico degli studenti, il messaggio della riforma è deleterio, in quanto si trasmette l’idea che una valutazione negativa sia un giudizio globale sulla persona, mentre la valutazione di verifiche e compiti deve tornare a essere interpretata come uno strumento che valuta le performance. L'acquisire competenze trasversali passa dal saper affrontare le difficoltà, non dal differirle. Ancora più discutibile in questo senso appare la valutazione e la necessità di recupero in caso di carenza delle capacità relazionali, che sono tutt'altro che il mero 'comportamento' valutato a livello nazionale".

 

E l'appesantimento burocratico. "Il Ddl 75 comporta un appesantimento burocratico e organizzativo notevole, che ricadrà sulle scuole senza che sia messo a bilancio un corrispondente investimento in termini di risorse umane e finanziarie, aggravando carichi di lavoro già oggi elevati e togliendo tempo alle esigenze della didattica. La previsione di recupero entro l'estate tra l'altro, come evidenziato da molti, crea ulteriori difficoltà organizzative per le scuole, soprattutto se si tiene conto del fatto che di solito gli organici vengono completati solo (e nemmeno sempre) nel corso del mese di settembre".

 

I docenti lamentano inoltre il mancato coinvolgimento nell’iter: “Ancora una volta - si legge alla fine della petizione - chi è in prima linea e quindi è investito dalle conseguenze della riforma, ovvero i docenti, non è stato minimamente coinvolto”.

 

La petizione online è ancora aperta, "con il numero dei firmatari in costante crescita. Ma le iniziative non si fermano qui: sui social gira anche un secondo appello, a sostegno di quello dei docenti e aperto alle firme dei cittadini, che ha già raccolto centinaia di adesioni".

 

Nei giorni scorsi, inoltre, il collegio docenti del liceo Galilei di Trento ha votato all’unanimità un documento di tenore simile, che “boccia” la riforma Gerosa (Qui articolo). Gli insegnanti valutano poi altre forme di dissenso, che saranno comunicate di volta in volta.

 

"Come docenti delle scuole secondarie di secondo grado della Provincia di Trento, chiediamo al Consiglio provinciale un atto di responsabilità, che si concretizzi nella sospensione dell’iter di approvazione del Ddl sul Sistema provinciale di recupero delle carenze formative", concludono i promotori della petizione.

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