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Trento
01 marzo | 12:06

I professori "bocciano" la riforma sul sistema di recupero delle carenze formative: "Siamo preoccupati, manca collaborazione tra gli attori della scuola"

Le professoresse e i professori del Liceo scientifico Galileo Galilei di Trento hanno espresso con una nota la loro preoccupazione riguardo alla riforma del recupero delle carenze formative che viene definito "inefficace": "Auspichiamo che si possa al più presto aprire un confronto reale tra le parti in causa"

di Redazione

TRENTO. Le professoresse e i professori del Liceo scientifico Galileo Galilei di Trento "bocciano" il disegno di legge che riforma il sistema di recupero delle carenze formative

 

A comunicarlo è un documento prodotto dal collegio docenti che definisce la riforma proposta dall'assessora Francesca Gerosa "inefficace nel favorire il ‘successo formativo’, ma anche ostativo alla creazione di un clima favorevole di collaborazione tra gli attori della scuola, studenti, insegnanti e famiglie". 

 

Tre le criticità identificate da professoresse e professori: "Le nostre perplessità riguardano prima di tutto la questione formativa. Il ddl propone infatti una valutazione finale biennale delle carenze (secondo e quarto anno) accompagnata da percorsi di recupero, progettati in ogni singola fase e monitorati costantemente tramite registro elettronico. Da un lato questo metodo incide pesantemente sul benessere delle famiglie, già ora spesso in ansia a causa delle continue notifiche; dall’altro, questo processo non favorisce certo la personalizzazione dell’insegnamento, che avviene invece soltanto dentro la relazione docente/studente, in un procedere che non può essere così standardizzato e monitorato, ma come sa ogni insegnante, è scandito anche da pause, intoppi, rallentamenti, che appartengono all’umano procedere dell’apprendimento. Inoltre, si incentiva l’illusione di poter proseguire nel percorso scolastico anche quando non siano state colmate delle lacune, senza avere cioè recuperato strumenti, competenze e contenuti propedeutici al proseguimento della formazione. A meno che non si creda che lo studio e la crescita culturale degli studenti si costruiscano attraverso tasselli di conoscenze nozionistiche e intercambiabili".

 

Poi c'è il piano educativo: "Questo monitoraggio ossessivo legittima la procrastinazione, con il rischio che gli studenti, che sono soggetti in fase di crescita, si abituino, da noi legittimati, a spostare e a rimandare il momento della verifica, con la possibilità concreta di perdersi, in un arco di tempo che per chi ha 14/15 anni è troppo lungo da gestire. Crediamo infatti che ogni studente, solo se accompagnato dall’insegnante, passo dopo passo, nel lavoro di formazione, di dialogo quotidiano e infine anche di verifica, possa arrivare al successo formativo".

 

E in conclusione, si legge, a preoccupare è la relazione insegnante/studente: "Il ddl propone una moltiplicazione esagerata delle incombenze burocratiche (Piano di Istituto, progetto del Consiglio di Classe, progetto per ogni studente per ciascuna carenza, materiali per il recupero, tutti condivisi online), che trasformano l’insegnante in un impiegato che deve completare un mansionario. Certamente, poi, non aiuta a costruire un clima di collaborazione e reciproca fiducia il lessico che utilizza il ddl (tutela, equità, trasparenza), che profila invece uno scontro esasperato tra scuola e famiglia, proponendo l’immagine di una scuola dalla quale ci si deve difendere". 

 

"Guardiamo quindi con preoccupazione - conclude il collegio docenti - a un disegno di legge che si muove dentro questi riferimenti e auspichiamo che si possa al più presto aprire un confronto reale tra le parti in causa, che, ricordiamolo, procedono tutte, insieme sulla stessa strada".

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