Sinner sul velluto contro Ofner. Entusiasmo alle stelle a Roma, ma il numero 1 al mondo non si smentisce mai: "Devo alzare il livello"
Il fuoriclasse pusterese non si smentisce mai: vinta una sfida, per lui è sempre il momento di pensare alla prossima. E in tribuna, pur trattandosi "solo" del secondo turno, l'entusiasmo è stato incredibile: a distanza di sei mesi dall'ultima volta - le Finals di Torino - il pubblico italiano non vedeva l'ora di riabbracciare il proprio campione.

ROMA. Buona la prima, e non poteva essere altrimenti visto il divario tra i due, per Jannik Sinner agli Internazionali d'Italia.
Il numero 1 al mondo, nella sfida valevole per il secondo turno, ha regolato rapidamente in due set (6-3, 6-4) il volenteroso austriaco Sebastian Ofner, numero 82 al mondo, che nulla ha potuto contro lo strapotere del fuoriclasse di Sesto che, pur viaggiando "al minimo", si è imposto senza alcun patema e piuttosto rapidamente.
Davanti a mamma Siglinde e papà Hanspeter, Sinner ha preso subito in mano le redini del match e ha condotto in porto la 24esima vittoria consecutiva, la 29esima nei Masters 1.000, circuito nel quale imbattuto ormai da Parigi 2025.
Al terzo turno, in programma lunedì 11 maggio, Jannik affronterà il vincente del match tra l'australiano Popyrin, che ha eliminato Berrettini e il ceco Mensik, che a febbraio è riuscito nell'impresa di battere l'altoatesino nel "500" di Doha in quella è che l'ultima sconfitta ufficiale patita da Sinner.
La partita contro Ofner? A senso unico. Break del 3 a 1 nel primo parziale e poi vantaggio amministrato, poi immediato break nel secondo parziale, durante il quale il gioco è stato stoppato in due circostanze per soccorrere altrettanti spettatori colti da malori (fortunatamente senza conseguenze) sugli spalti.
Un buon allenamento e poco di più, dunque, per Sinner che - a fine gara - si è detto "molto contento" ma consapevole di dover alzare il livello nella prossima sfida.
Insomma, il fuoriclasse pusterese non si smentisce mai: vinta una sfida, per lui è sempre il momento di pensare alla prossima. E in tribuna, pur trattandosi "solo" del secondo turno, l'entusiasmo è stato incredibile: a distanza di sei mesi dall'ultima volta - le Finals di Torino - il pubblico italiano non vedeva l'ora di riabbracciare il proprio campione.












