Contenuto sponsorizzato
Trento
08 marzo | 06:00

Dalla battaglia sulle carenze formative alle "carriere", la scuola è tensione. C'è anche il tema "abilitazioni": "Procedure aperte in anticipo e docenti in difficoltà"

C'è tensione nel mondo scolastico che affronta diverse proposte e disegni di legge arrivati a stretto giro dopo una finanziaria giudicata priva di idee. Difficoltà anche sull'abilitazione con le procedure aperte un po' a sorpresa in anticipo dall'Università. La segretaria della Cisl Scuola, Monica Bolognani: "Abbiamo interessato il Dipartimento Istruzione ma a oggi nulla di fatto purtroppo"

TRENTO. Un accorpamento 0-6 approvato in Aula a fronte della richiesta alla politica di sospendere la discussione, i dubbi sull'organizzazione per le aperture degli istituti a luglio, la trattazione del ddl carriere sullo sfondo e le incertezze sull'efficacia dei Faber, il facilitatore del benessere emotivo e relazionale, nei corridoi scolastici. Poi lo psicologo negli istituti e i metal detector.

 

E la battaglia sulla riforma che delinea la via trentina al recupero delle carenze formative, un'ipotesi di cicli biennali che sostanzialmente non piace a nessuno, docenti in primis che si sono schierati in prima linea contro il piano della Provincia (Qui articolo).

 

Un quadro complesso e di tensione. Le organizzazioni sindacali più volte hanno evidenziato l'assenza di coinvolgimento nelle scelte, nessuna risorsa ("Le riforme non possono essere portate avanti a costo zero") e una manovra finanziaria vuota e senza risposte, salvo poi presentare una serie di progetti senza sosta e senza il tempo necessario per valutare quanto sul tavolo (Qui articolo). Una situazione definita una "tempesta burocratica" (Qui articolo).

 

"Pur partendo da esigenze reali del territorio o della scuola stessa - commenta Monica Bolognani, segretaria della Cisl Scuola - la politica confeziona risposte sotto forma di disegni di legge senza approfondire le tematiche, senza considerare che il cambiamento va condiviso e costruito insieme al personale interessato e alle parti sociali".

 

E c'è un altro tema, un po' forse dietro le quinte, che però impatta tanto sull'organizzazione negli istituti quanto sul carico dei docenti: l'abilitazione. Il sistema di formazione iniziale che pesa, anche non poco economicamente, in un settore che si basa sul precaricato. Il punto di partenza è una legge nazionale, la riforma Bianchi (iniziata con il decreto legge 36/2022 e concretizzata con il Dpcm del 4 agosto 2023). 

 

Un docente può avere una laurea magistrale, può aver concluso master e dottorati ma per conquistare in modo stabile una cattedra ci si deve abilitare e successivamente partecipare a una procedura concorsuale.

 

Ecco, quindi, il sistema di formazione iniziale e abilitazione all'insegnamento per le scuole secondarie di I e II grado, strutturato su percorsi universitari principalmente da 60 Cfu o 30 Cfu, che costano circa 2.500 euro e si svolge in costanza di rapporto di lavoro con enormi difficoltà organizzative da parte delle scuole e grande fatica da parte dei docenti che, come giocolieri circensi, gestiscono lavoro, studio e famiglia nello stesso momento, con il timore che qualcosa si possa rompere.

 

I contenuti dei percorsi includono materie pedagogiche, psicologiche, didattica delle discipline, metodologie, tecnologie didattiche e tirocinio diretto (prestando servizio in altre scuole rispetto alla proprio posto di servizio) e indiretto. Insomma, è un percorso sicuramente impegnativo. A questo si aggiunge una tassa di abilitazione all'esercizio della professione: 96 euro.

 

Un importo, evidenzia in un'interrogazione Lucia Coppola, che è tra i "più alti in Italia" mentre in altri territori è stato abolito: Lombardia, Toscana e Emilia-Romagna. "Se la retta universitaria è materia di riflessione dell’Ateneo e i bolli sono di competenza statale come Provincia di Trento - dice la consigliera provinciale di Alleanza Verdi Sinistra - possiamo tuttavia decidere di abolire la tassa di abilitazione".

 

Certo, questo proposito sarebbe certamente un segnale, ma forse l'ultima delle contraddizioni che influisce sul comparto scolastico, difficoltà che poi impattano sulle scelte e che rischiano di incidere sulla vocazione.

 

Il costo è elevato per iscriversi ai percorsi universitari, momenti che iniziano sul finire dell'estate, cioè prima del suono della campanella (e in moltissimi casi prima dell'assegnazione delle cattedre e dell'immissione in ruolo) e si concludono durante l'anno scolastico tra lezioni in classe e organizzazione varia (Collegi docenti, scrutini, correzione prove, preparazione delle lezioni e così via) e in molti casi spostamenti.

 

Nelle due precedenti edizioni i percorsi universitari dei 60 Cfu (i più impegnativi) e i 30 Cfu si erano aperti in primavera, prevedendo la frequenza di parte del percorso in estate e in autunno, ciò ha permesso ai docenti di fruire delle 150 ore di studio, che devono essere richieste a inizio anno scolastico.

 

"Sorprendentemente - spiega Bolognani - nel gennaio scorso si è aperta la terza edizione, mettendo in enorme difficoltà docenti e scuole sicuramente fino alla fine dell’anno scolastico. I docenti per partecipare alle lezioni, se coincidenti con il servizio, devono fruire di permessi retribuiti e non retribuiti, che offre il contratto di lavoro, che sappiamo essere insufficienti in quanto le 150 ore non sono più a disposizione (concesse in autunno), oppure sperare in una riorganizzazione dell’orario".

 

Naturalmente una situazione che è stata segnalata agli uffici provinciali. "Abbiamo chiesto al Dipartimento Istruzione di verificare se c’è la possibilità di recuperare ore delle 150 non fruite e riaprire i termini per la concessione, ma a oggi nulla di fatto purtroppo", conclude Bolognani.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 10 maggio | 09:20
Bruno Zucchiatti non aveva fatto rientro dopo un'uscita con la moto da cross nelle campagne di San Vito di Fagagna, in provincia di Udine: è stato [...]
Cronaca
| 10 maggio | 08:57
L'allerta arriva dalla Polizia delle Giudicarie, che mette in guarda i consumatori per una nuova truffa rilevata recentemente all'interno di aree [...]
Montagna
| 10 maggio | 06:00
La Provincia di Bolzano: "Negli ultimi anni la presenza dell'orso bruno in provincia di Bolzano è diminuita notevolmente. Solo nella parte [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato