"Finanziaria vuota di idee e di risorse, ora raffica di provvedimenti senza coinvolgimento", la scuola tra metal detector e graduatorie: "Una tempesta burocratica"
Da quest’anno i docenti si vedono rivalutare il servizio che con la valutazione degli altri titoli, assegna una posizione nella graduatoria interna, finalizzate alla determinazione dei perdenti posto. La normativa già attiva sul territorio nazionale approda in Trentino, in un momento in cui la scuola si sente travolta da una serie di misure prese a raffica da parte dell'assessora Francesca Gerosa

TRENTO. Per effetto del contratto collettivo nazionale integrativo 2025/28, normativa nazionale sulla mobilità del personale docente, sono introdotte alcune novità che riguardano la valutazione dei precedenti servizi pre-ruolo prestati in ruoli diversi da quello di titolarità.
Da quest’anno i docenti si vedono rivalutare il servizio che con la valutazione degli altri titoli, assegna una posizione nella graduatoria interna, finalizzate alla determinazione dei perdenti posto. La normativa già attiva sul territorio nazionale approda in Trentino, in un momento in cui la scuola si sente travolta da una serie di misure prese a raffica da parte dell'assessora Francesca Gerosa.
"A dicembre la Provincia ha approvato una finanziaria vuota di idee e senza sostanzialmente stanziare risorse adeguate per le necessità reali della scuola", dice Monica Bolognani, segretaria generale della Cisl Scuola. "Successivamente sono state stanziate risorse per progetti volti all’inclusione degli studenti con Bes, con l'anno scolastico ormai avviato, poi le nuove indicazioni sulle certificazioni legge 104, la presenza dello psicologo negli istituti, il Ddl carenze formative, il sistema 0-6 e la possibilità di installare il metal detector. E attendiamo il disegno di legge sullo Sviluppo professionale”.
Insomma, una tempesta di provvedimenti. A fine mese si attende la discussione sul ddl carenze formative (Qui articolo) "Così è difficile però valutare i vari provvedimenti e ragionare sugli interventi più congrui e coerenti per migliorare il sistema scolastico", aggiunge Bolognani. "Ogni giorno c'è qualcosa e l'invito all'assessora è di fermarsi e di ragionare, anche con gli studenti e con il personale scolastico, sul percorso da intraprendere per un reale coinvolgimento e un apporto concreto alla scuola".
In Aula è stato Michele Malfer, consigliere provinciale di Campobase, a parlare di metal detector a scuola. Sì anche in Trentino? Quali finalità, in quali istituti e quali criteri? Quali misure alternative di prevenzione e sicurezza ritenga prioritarie e quali confronti siano previsti con dirigenti scolastici, famiglie e rappresentanze studentesche?
L’assessora Gerosa ha ricordato che le sue dichiarazioni sui metal detector sono inserite in un dibattito ampio dopo quanto accaduto a livello nazionale. "Interpellata - spiega l'esponente di Fratelli d'Italia - ho dichiarato con estrema forza di non avere alcuna contrarietà a questa possibilità, anche se nessun dirigente scolastico ha sollevato la necessità di installare questi strumenti".
L’assessora ha ricordato che il contesto trentino non registra fenomeni di violenza che si registrano altrove. "Comunque - ancora Gerosa in Aula - non è intenzione dell’assessorato dire alle scuole: mettete i metal. Se dovesse esser fatta questa richiesta ci si confronterà con il dirigente per capire perché si è arrivati a chiedere il metal detector. Non c’è una richiesta di installare questi strumenti, ma c’è un’apertura a una valutazione con i dirigenti".
Non mancano però i dubbi. "La preoccupazione non è tanto sul metal detector quanto sull'analisi generale della situazione", spiega la segretaria generale della Cisl Scuola. "Negli istituti ci sono casi di aggressione verbale e fisica. La questione è delicata e la domanda che dobbiamo mettere sul tavolo è un'altra: qual è il grado di sicurezza negli istituti? Un metal detector è una soluzione oppure c'è qualche azione migliore? Serve una consultazione con una reale coinvolgimento di tutte le componenti, anche quella studentesca, con un coinvolgimento che sia reale".
Perplessità anche sulle ultime scelte che si delineano sul fronte degli studenti con bisogni speciali. "Si ragiona a progetti sull’inclusione per i prossimi 5 mesi senza pensare a creare qualcosa di strutturale - evidenzia Bolognani - anche l’abolizione dell’obbligo di rinnovare la certificazione Legge 104 tra un grado e l’altro va valutata con chi lavora a contatto con gli studenti che ne beneficiano".
In tante incertezze si aggiunge l'applicazione sulla modifica della valutazione dei punteggi dei docenti. L'aspetto più critico riguarda il servizio pre-ruolo. "Una differenza che incide sulla graduatoria e che determina chi perde il posto". Una misura introdotta l'anno scorso a livello nazionale e che è stata recepita in Trentino. Un problema? Le scuole agiscono in modo sparso. Alcuni docenti hanno ricevuto una montagna di moduli da compilare, altri nessuno. Alcuni dirigenti hanno previsto la scadenza della consegna della modulistica già questa settimana, altri più avanti e altri ancora non hanno ancora fornito indicazioni.
Raccolta dati che si inserisce in un periodo caldo di scrutini mentre la pubblicazione delle graduatorie è prevista dopo la chiusura delle operazioni di mobilità (fine febbraio-inizio marzo).
"Abbiamo ancora tempo per capire cosa è opportuno fare e abbiamo segnalato la situazione in Dipartimento istruzione chiedendo una regia perché c'è il rischio di poca chiarezza nei criteri e una disomogeneità nei documenti. Si deve focalizzare meglio la raccolta dati perché c'è un peso non indifferente pure sulle segreterie scolastiche". La richiesta aggiuntiva ai docenti è di presentare un'autocertificazione. "Così si disinnesca il rischio di una pioggia di ricorsi ma intanto c'è una tempesta burocratica e molta confusione", conclude Bolognani












