Scuola, via trentina sulle carenze formative: ok in Commissione. Gli studenti: "Proposta orientata al monitoraggio dei risultati, ma servono risorse e criteri chiari"
La V Commissione del Consiglio provinciale ha respinto il ddl 22 di Filippo Degasperi e approvato a maggioranza il ddl 75 dell'assessora Francesca Gerosa sulla riforma del sistema di recupero delle carenze formative e delle competenze relazionali nel secondo ciclo di istruzione. I due provvedimenti approderanno ora all’esame dell’Aula nella seduta di fine febbraio

TRENTO. Respinto il disegno di legge sulla scuola di Filippo Degasperi (Onda). Approvato a maggioranza quello a firma Francesca Gerosa (Fratelli d'Italia), documento che tratta il recupero delle carenze formative e le capacità relazionali attraverso una via trentina. Così si è espressa la Commissione provinciale, mentre per fine febbraio è attesa la trattazione in Aula.
Una proposta di riforma messa sul tavolo dalla Provincia che però attualmente non convince il mondo della scuola (Qui articolo). Nel corso dell'ultima seduta è intervenuta la Consulta provinciale degli studenti, che ha espresso una posizione differenziata sui due testi: giudizio critico sul ddl 22, ritenuto una riproposizione di un modello eccessivamente flessibile e già dimostratosi inefficace, e valutazione complessivamente favorevole sul ddl 75, considerato più strutturato, tempestivo e orientato al monitoraggio dei risultati, pur con la richiesta di risorse adeguate e criteri applicativi chiari e uniformi.
Il confronto in V Commissione, presieduta da Christian Girardi (La Civica), ha evidenziato una netta divisione politica. Le opposizioni hanno contestato l’impianto normativo e il metodo, parlando di duplicazioni legislative, carenze di copertura finanziaria, aumento dei carichi di lavoro per i docenti e possibili ricadute sull’autonomia scolastica. Di segno opposto la posizione della maggioranza e dell’assessora all’istruzione Francesca Gerosa, che hanno difeso la scelta di una legge autonoma come strumento di chiarezza, stabilità e migliore organizzazione dei percorsi di recupero, senza nuovi oneri strutturali.
Intanto ci sono state le ultime audizioni. A nome della Consulta provinciale degli Studenti sono intervenuti il presidente Riccardo Garzo e il vice presidente Riccardo Nicoletti.
Il presidente, leggendo il documento elaborato dal Consiglio direttivo, ha espresso una valutazione articolata sui disegni di legge 22 e 75 relativi alla gestione delle carenze formative, “frutto di un percorso di confronto intrapreso negli ultimi due anni e che ha coinvolto una commissione che ha visto un ricambio delle proprie componenti nelle due legislature, aumentando la pluralità di opinioni espresse dai rappresentanti”.
Secondo la Consulta, l’attuale modello trentino si caratterizza per un’eccessiva flessibilità rispetto al resto d’Italia, con interventi di recupero spesso tardivi che favoriscono l’accumulo delle lacune nel tempo.
In questo quadro, il ddl 22 viene giudicato criticamente perché ripropone un’impostazione già sperimentata nel modello attuale e ritenuta inefficace.
"Tale approccio - evidenziano gli studenti - ha dimostrato di favorire il trascinamento delle lacune nel tempo, senza garantire interventi di recupero efficaci e tempestivi".
Di segno diverso il giudizio sul ddl 75, valutato positivamente in quanto introduce un sistema più strutturato, con maggiore chiarezza dei percorsi, tempestività degli interventi e monitoraggio dei risultati. La Consulta sottolinea in particolare la maggiore responsabilizzazione e l’accompagnamento dello studente nel recupero delle carenze.
“La Commissione esprime pertanto una valutazione complessivamente favorevole nei confronti del ddl 75, ritenendolo uno strumento idoneo a contrastare l’accumulo di lacune formative e a rafforzare la qualità complessiva del percorso educativo”. Il parere favorevole, precisano gli studenti, è tuttavia subordinato alla disponibilità di risorse adeguate e a criteri applicativi chiari e uniformi sul territorio. La posizione assunta dalla Consulta, ha concluso, si fonda sul mandato rappresentativo ricevuto e resta aperta a ulteriori affinamenti alla luce del confronto e delle future consultazioni studentesche
Si è passati poi a una discussione approfondita sui due disegni di legge, con posizioni articolate e in parte contrapposte. A intervenire Michele Malfer (Campobase) che ha criticato l’impianto complessivo delle proposte, sostenendo che non si tratti di una vera riforma della legge Salvaterra ma di testi che si collocano all’esterno della legge quadro provinciale 5/2006, un provvedimento che genera duplicazioni e incongruenze normative.
Pur riconoscendo elementi condivisibili nel ddl Degasperi - come il rafforzamento del ruolo del Csep, la presenza del Sovrintendente scolastico nel Consiglio e l’equiparazione economica dei docenti delle scuole paritarie - Malfer ha parlato di un’impostazione che anticipa scelte di governance “regressive” e indebolisce l’autonomia scolastica. Critico anche sul ddl Gerosa, giudicato privo di coperture strutturali e fondato su un aumento dei carichi burocratici, oltre che su una definizione ambigua della fine dell’anno scolastico, con il rischio di contenziosi. La valutazione politica finale è netta: "Non è una riforma, ma un percorso che rinuncia all’identità di un modello scolastico trentino".
Sulla stessa linea Lucia Maestri (Partito Democratico del Trentino), che ha condiviso le perplessità sul ddl Degasperi e ha messo in dubbio la necessità di una nuova legge per il ddl 75, ricordando che la legge 5/2006 già disciplina crediti formativi e debiti. L'esponente dem ha riconosciuto che l’attuale sistema di recupero non funziona, ma ha definito il nuovo testo “zoppo” sul piano finanziario e squilibrato nei tempi concessi agli studenti di diversi anni. Ha inoltre richiamato il tema della formazione pedagogica dei docenti, chiamati a svolgere un ruolo educativo più complesso. Dal punto di vista del metodo, ha chiesto di mettere in pausa queste proposte normative, per costruire un testo condiviso e completo, annunciando voto contrario in caso di approccio “prendere o lasciare”.
Invece Antonella Brunet (Lista Fugatti) ha riferito delle rassicurazioni dell’assessore sulla valutazione economica in corso e ha difeso il nuovo sistema di recupero, ritenendo che rappresenti un primo banco di prova per la responsabilizzazione degli studenti.
L’assessora Francesca Gerosa ha rivendicato la scelta di una legge autonoma per garantire stabilità e chiarezza, spiegando che l’inserimento nella legge 5/2006 l’avrebbe ulteriormente appesantita. Ha illustrato il carattere sperimentale del nuovo sistema, che partirà dal primo anno per estendersi progressivamente fino alla quinta, respingendo le critiche sulle risorse: secondo Gerosa non servono finanziamenti aggiuntivi, ma una migliore organizzazione dei recuperi, che dovrebbe ridurre anche il carico di lavoro dei docenti. Ha ribadito l’autonomia delle scuole, la chiarezza dei criteri, il monitoraggio costante e una maggiore efficacia della comunicazione con studenti e famiglie, chiarendo che l’anno scolastico va dal 1 settembre al 31 agosto.
Invece Filippo Degasperi (Onda) ha ricordato che il cosiddetto “modello trentino” deriva in realtà da un impianto nazionale mai modificato, rivendicando il proprio ddl come tentativo di semplificazione e di valutazione reale del recupero, giudicando irrealistico pretendere il superamento delle insufficienze in poche settimane a fine anno. Nel corso del dibattito è emersa anche la questione del personale: Malfer ha segnalato l’aumento del carico di lavoro a fronte di organici carenti, mentre la dirigente Francesca Mussino ha evidenziato come il nuovo sistema garantirebbe maggiore stabilità anche ai docenti precari, con stipendio estivo e continuità del consiglio di classe fino al 31 agosto.
Al termine dei lavori, il ddl 22 è stato respinto con 4 voti contrari (Brunet, Girardi, Kaswalder e Segnana) e 3 astensioni (de Bertolini, Maestri, Malfer), mentre il ddl 75 è stato approvato con 4 voti favorevoli e 3 contrari. I due disegni di legge dovrebbero approdare in Consiglio provinciale nella seduta di fine febbraio.













