Rinnovabili, Ecofuturo Dolomiti porta a Belluno le tecnologie del futuro. “Territorio già avanti in questo campo: ora servono vantaggi fiscali per i cittadini"
Si è chiusa con soddisfazione degli organizzatori la prima edizione di Ecofuturo Dolomiti, ospitata tra Belluno e Feltre lo scorso fine settimana. Realizzata grazie al sostegno di Scuole in rete e Fondazione Cariverona, ha portato nel territorio proposte e soluzioni per potenziare il ruolo delle rinnovabili nella transizione energetica, tra Cer e attenzione all’idroelettrico

BELLUNO. Ecofuturo è arrivato a Belluno: il festival delle ecotecnologie e dell’innovazione è approdato lo scorso fine settimana tra le Dolomiti, prima della tappa a Roma di maggio. “Siamo soddisfatti di aver portato qui la manifestazione, un’opportunità per i nostri ragazzi e tutto il territorio di entrare in contatto con le tecnologie del futuro sul fronte della sostenibilità” dichiara Franco Chemello, docente e referente per le Scuole in rete.
La prima edizione di Ecofuturo Dolomiti ha registrato buona partecipazione e grande visibilità digitale. Svoltasi tra Belluno e Feltre dal 10 al 12 aprile, è stata realizzata grazie al sostegno di Scuole in rete e Fondazione Cariverona e ha visto diversi ospiti nelle tre giornate. “Abbiamo avuto con noi - prosegue Chemello - personaggi come Daniel Ku, professore di bio materiali per arredamento e packaging dell'Università di Taipei, Giovanni di Nicola, del Politecnico delle Marche inserito nella prestigiosa lista del "World’s Top 2% Scientists" 2025 della Stanford University, e Lorenzo Fioramonti, economista ed ex ministro dell’istruzione. Abbiamo voluto il festival a Belluno perché i temi delle energie rinnovabili sono al centro della nostra attenzione da tempo, a partire dal progetto Belluno Can-Be (qui i dati) fino all’alleanza territoriale pubblico-privato che sta continuando nel suo percorso di definizione”.
Nel corso dell’evento è emerso come la provincia di Belluno sia già un territorio avanzato in questo campo, al punto che Ecofuturo ha rilanciato una proposta: riconoscere un vantaggio diretto ai cittadini di aree che ospitano impianti utility scale (cioè grandi sistemi di produzione energetica da rinnovabili) permettendo loro di accedere all’energia a un costo inferiore ai prezzi di mercato. “Un’energia rinnovabile a prezzo competitivo - sottolinea Ecofuturo - consente una più facile riconversione degli impianti oggi a gas per trasformarli ad alimentazione elettrica. Come definita nell’evento, la electrotech revolution può consentire a imprese e cittadini di ridurre nel tempo l’intero costo energetico del 50%, non solo in riferimento ai costi attuali ma anche nei periodi normali. In questo senso la diffusione dello scambio idrotermico, dei teleriscaldamenti e l’utilizzo della rete idrica per aumentare l’efficienza delle pompe di calore sono stati gli elementi di grande novità proposti”.
In particolare, un ruolo strategico è svolto dalle comunità - si veda la crescita della Cer Dolomiti - e dall’idroelettrico, tema caldo in vista della scadenza delle grandi concessioni (qui l’articolo). “Un settore - prosegue Ecofuturo - che copre una parte significativa della produzione rinnovabile, ma che necessita di interventi urgenti di manutenzione: in Italia, si stima che i bacini abbiano perso circa il 40% della loro capacità a causa dell’accumulo di fanghi e detriti. Da qui la proposta di avviare attività sistematiche di eco dragaggi grazie a un’esclusiva tecnica presentata proprio al festival”.
Non solo: si è anche parlato di soluzioni tecnologiche come il fotovoltaico galleggiante nei bacini idrici, in grado di produrre energia pulita, ridurre l’evaporazione dell’acqua e rendere gli impianti attraversabili dai turisti come moli sospesi nei bacini. Nella giornata finale la cittadinanza è stata poi coinvolta nella costruzione di un orto bioattivo donato alla scuola elementari Gabelli. Si tratta di un orto che ricostruisce la fertilità dei suoli utilizzando compost da agricoltura e rifiuti: una risposta per fare rinascere l’agricoltura di montagna, come ribadito anche da agricoltori locali.
Secondo gli organizzatori, questa prima edizione di Ecofuturo Festival ha raggiunto sui social oltre 450 mila visualizzazioni, con picchi di crescita superiori al 60% rispetto alla settimana precedente, mentre le interazioni social hanno superato le 1.700 unità in pochi giorni. Un bilancio quindi positivo, e un punto di partenza per nuove progettualità.
“Speriamo di portare Ecofuturo a Belluno anche nei prossimi anni. Appare ormai chiaro che l'origine delle guerre deriva dalla lotta per le energie fossili. Oggi vi sono le tecnologie, mature ed economicamente sostenibili, per raggiungere l'indipendenza dai colossi geopolitici e finanziari: energia rinnovabile e riciclo dei materiali possono portarci all'indipendenza economica e politica e a sperare nella pace. Si tratta di conoscere le nuove tecnologie e pensarle per quello che sono: un investimento, non un costo. Le difficoltà sono prima culturali che tecniche o economiche” conclude Chemello.












