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Trento
05 giugno | 12:32

"Il 20 maggio ha prenotato una visita urologica: l'appuntamento gli è stato dato a fine febbraio. Non è possibile". Liste d'attesa "eterne", la Uil Pensionati alza la voce

"La Uil pensionati rilancia una proposta di soluzione - prosegue - che si sa non essere gradita ai professionisti della sanità e nemmeno alla Asuit: il blocco temporaneo o perlomeno una riduzione dello spazio/tempo intra-moenia in cui vengono effettuate le visite private dentro le strutture pubbliche sanitarie; questo fino a che il fenomeno delle lunghe liste d'attesa non sia effettivamente ridimensionato". E, in tanti, vengono destinati ad ambulatori periferici con tutte le difficoltà del caso

TRENTO. Tempi "biblici" per ottenere una visita medica e pazienti indirizzati a chilometri di distanza, anche in località estremamente periferiche, per esami diagnostici e radiologici.

 

La Uil Pensionati del Trentino alza la voce, partendo da un episodio accaduto recentemente: un paziente ha prenotato una visita urologica lo scorso 20 maggio, ottenendo l'appuntamento a fine febbraio del prossimo anno. Dunque, 9 mesi più tardi.

 

La misura è "colma" e il segretario provinciale Maurizio Zeni parla apertamente di "concessione" e "non di diritto alla salute".

 

"Sono confermati da diversi pensionati della Uilp i ritardi nella programmazione di visite specialistiche rimandate... alle calende greche per il fenomeno mai risolto delle liste d'attesa per accedere alle prestazioni pubbliche della sanità trentina - commenta il segretario provinciale della Uil pensionati Maurizio Zeni -. Portiamo come esempio, uno tra i tanti, la ricerca una prenotazione per una visita urologica richiesta il 20/5 e concessa - perché di concessioni ormai si tratta e non di diritto alla salute - per fine febbraio 2027. Il tutto alla faccia dell’importanza della prevenzione e della cure per evitare cronicità delle patologie. Ageas ha purtroppo confermato il pessimo posizionamento del nostro servizio sanitario anche rispetto a Regioni che non hanno le strutture e le risorse di cui gode il nostro Trentino".

 

Dal segretario e dal sindacato arriva poi una proposta "forte": basta con le visite private dei medici all'interno delle strutture pubbliche, almeno sino a quando il problema delle lunghe liste d'attesa non sia risolto.

"La Uil pensionati rilancia una proposta di soluzione - prosegue - che si sa non essere gradita ai professionisti della sanità e nemmeno alla Asuit: il blocco temporaneo o perlomeno una riduzione dello spazio/tempo intra-moenia in cui vengono effettuate le visite private dentro le strutture pubbliche sanitarie; questo fino a che il fenomeno delle lunghe liste d'attesa non sia effettivamente ridimensionato. Ovviamente i medici e gli specialisti andranno compensati oltre il normale trattamento per le ore dedicate alle ulteriori visite in modalità pubblica convenzionata e non più in intra-moenia. È ben presente il rischio che alcuni di questi medici possano trasferirsi al sistema privato, ma non è più possibile questo lento ed inesorabile passaggio, non dei medici, ma dei malati e solo quelli che se lo possono permettere, alla sanità privata!".

 

Ma non è finita, perché la Uil pensionati sottolinea anche come numerosi pazienti vengano inviati a strutture estremamente periferiche per svolgere esami diagnostici e radiologici. Con tutte le difficoltà - enormi - del caso.

 

"La Uilp lancia un altro allarme che riguarda gli esami diagnostici e radiologici - conclude Zeni -. Sono sempre più frequenti le programmazioni di questi esami in ambulatori estremamente periferici in provincia (Tesero e Dimaro) a cui vengono inviati anche anziani residenti in fondovalle costringendoli a spostamenti assurdi e molto faticosi. Si dovrebbe, perlomeno per quelli ultra ottantenni, creare una via preferenziale nella prenotazione di quelle prestazioni in strutture meno distanti dalla residenza. Analoga attenzione dovrebbe essere prestata ai pazienti ultra ottuagenari che si rivolgono al Pronto Soccorso: una corsia "preferenziale" come quella già oggi riservata ai bimbi della pediatria. Al di là delle facili polemiche e delle critiche politiche la Uil pensionati vuole contribuire con un'idea ragionevole e percorribile alla soluzione delle problematiche sanitarie del territorio e soprattutto dei trentini e delle trentine più anziani che hanno contribuito alla realizzazione della nostra preziosa autonomia".

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