Contenuto sponsorizzato
Trento
04 maggio | 15:57

Liste d’attesa da abbattere, ma a quale prezzo? L’allarme dei medici trentini: "No a scorciatoie che sacrificano la sicurezza delle cure"

Due anni fa la Provincia ha finanziato con 700mila euro un sistema per permettere ai pazienti di fare visite in intramoenia pagando solo il ticket, come soluzione alternativa alle lunghe attese: "Sulla carta era un’idea efficace, ma nella pratica funziona solo parzialmente a causa di burocrazia complessa e carenza di personale infermieristico, che ne bloccano l’attuazione" ha spiegato Sonia Brugnara

TRENTO. Ridurre le liste d’attesa è diventata una priorità assoluta per la sanità trentina. Ma qualcosa sembra non andare. A lanciare l'allarme è il sindaco dei medici Federazione Cimo – Fesmed Trentino con la dottoressa Sonia Brugnara

 

Negli ospedali si moltiplicano le soluzioni organizzative per accelerare visite. “Di per sé – spiega il sindacato - nulla di scandaloso - anzi - se non fosse che, lungo la strada, a rischiare di essere sacrificata è la sicurezza delle cure”. 

 

Tra i medici  sta crescendo la preoccupazione tra tempi compressi, reperibilità utilizzata per attività ambulatoriale e procedure straordinarie potrebbero incidere sulla qualità e sulla sicurezza delle cure.

 

“Sappiamo bene che, politicamente, abbattere le liste d’attesa sia diventato un mantra quasi religioso” spiega Sonia Brugnara. “Ma per inseguirlo non siamo disposti ad accettare l’uso di scorciatoie quantomeno discutibili - dichiara la presidente Cimo-Fesmed Trentino -. Ai medici in pronta disponibilità, invece di essere pronti a intervenire in caso di emergenza, viene chiesto di 'portarsi avanti' in ambulatorio. Come se le emergenze avessero la cortesia di mettersi in fila. E non basta: ci viene anche suggerito di accorciare i tempi delle visite, ignorando con sorprendente leggerezza il fatto che ridurre il tempo significa aumentare il rischio di errori o di valutazioni incomplete”.

 

In questo quadro  non poteva mancare il solito bersaglio: l’intramoenia. “Viene trattata come il capro espiatorio universale, quando in realtà potrebbe essere parte della soluzione. Due anni fa la Provincia ha stanziato 700mila euro per offrire una via alternativa ai pazienti che non riuscivano a prenotare una prestazione nei tempi previsti: essere visitati in intramoenia, e quindi al di fuori dell’orario di lavoro del medico resosi disponibile, pagando solo il ticket. Un meccanismo virtuoso, sebbene emergenziale, almeno sulla carta” continua ancora Brugnara. “Peccato che, nella pratica, il meccanismo continui a funzionare a metà: tra percorsi amministrativi farraginosi e la cronica difficoltà di reperire personale infermieristico in alcune specialità, l’ingranaggio si inceppa prima ancora di partire”.

 

Per il sindacato il problema delle liste d’attesa si risolve solo con l’appropriatezza delle richieste: se la domanda si gonfia a dismisura, l’offerta, di per sé limitata, non potrà mai gestirla in modo efficace. “È questa l’unica soluzione strutturale: il governo della domanda e dell’offerta, che deve necessariamente essere fatto seguendo i suggerimenti forniti dai clinici” afferma Brugnana che conclude: “Forse è il caso di ricordarlo: l’ospedale non è una catena di montaggio. I pazienti non sono numeri da smaltire, ma persone da visitare, ascoltare e curare. Ridurre le liste d’attesa è un obiettivo più che legittimo, ma non può diventare un gioco al ribasso sulla sicurezza. Finché si continuerà a ragionare in questi termini, il rischio non sarà solo quello di allungare le liste, ma di accorciare la qualità delle cure”.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Ambiente
| 08 maggio | 16:36
E' successo in Alto Adige: a Lana, dice la Provincia, i bracconieri hanno saccheggiato e svuotato i nidiacei rubando oltre 100 esemplari. [...]
Sport
| 08 maggio | 16:49
Il primo cittadino di Trieste Roberto Dipiazza si rivolge direttamente al presidente della Fip Gianni Petrucci: "La Federazione non può limitarsi [...]
Cronaca
| 08 maggio | 13:30
Ci eravamo dati un obiettivo importante per questa raccolta fondi perché per noi sono importanti Sara ed il piccolo Gabriele, così come lo erano [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato