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Bolzano
08 maggio | 16:36

Razzia di nidi, rubano oltre 100 pulcini per venderli come esche vive ai bracconieri: "Trovati in alcuni zaini, molti sono morti"

E' successo in Alto Adige: a Lana, dice la Provincia, i bracconieri hanno saccheggiato e svuotato i nidiacei rubando oltre 100 esemplari. L'autorità forestale ha individuato i responsabili in collaborazione con la Polizia di Stato

di Redazione

BOLZANO. Ladri di nidi di uccelli individuati e denunciati a Lana, in Alto Adige: in azione l'autorità forestale provinciale in collaborazione con la Polizia di Stato. A riportare l'accaduto è la stessa Provincia di Bolzano, che sottolinea come i bracconieri abbiano saccheggiato e svuotato i nidiacei rubando oltre 100 esemplari.

 

“A seguito di una segnalazione pervenuta dal Corpo forestale della Provincia autonoma di Bolzano – scrivono le autorità – relativa alla presenza di tre soggetti sospettati di attività di uccellagione, già noti alle forze dell'ordine per analoghi precedenti e già identificati in passato, il Commissariato di Polizia di Merano ha avviato mirati accertamenti investigativi”.

Individuata l'autovettura usata dai tre, gli operatori della Polizia di Stato – in congiunta con il personale del Corpo forestale – hanno dato il via a un servizio di appostamento e vigilanza, attendendo il rientro dei soggetti al veicolo. Una volta ripresa la marcia, gli stessi sono stati fermati e identificati.

 

La successiva perquisizione del mezzo ha consentito di rinvenire elementi riconducibili alla presenza di nidi di uccelli e all'attività di uccellagione, pur in assenza – in quel momento – degli animali. Successivamente, a seguito di una ulteriore segnalazione del Corpo forestale, a sua volta attivato da un privato cittadino, sono stati rinvenuti e sottoposti a sequestro due borse e uno zaino occultati nei pressi di campi coltivati a frutta nel territorio di Lana.

 

All'interno sono stati scoperti circa 115 pulcini distribuiti in 21 nidi, molti dei quali purtroppo già privi di vita.

 

 

Gli esemplari recuperati sono stati immediatamente affidati al Corpo forestale provinciale, che ha provveduto al loro trasferimento al Centro di recupero avifauna di Castel Tirolo per le cure e gli accertamenti del caso. “L'attività illecita accertata – dice la Provincia – è finalizzata alla vendita dei nidiacei a bracconieri che li utilizzano come esche vive per attirare altri uccelli tramite il richiamo del loro canto. Si tratta di una pratica particolarmente diffusa nei mesi di maggio e giugno, quando soggetti provenienti anche da altre aree si recano in Alto Adige per saccheggiare i nidi nei frutteti”.

 

I soggetti identificati, responsabili di aver posto in essere condotte di maltrattamenti di animali e aver arrecato un grave danno all'ecosistema locale, sono stati denunciati all'Autorità giudiziaria per reati contro l'ambiente, la flora e la fauna. Le indagini sono tuttora in corso per accertare eventuali ulteriori responsabilità e ricostruire compiutamente i fatti.

 

L'operazione – conclude la Provincia – rappresenta un significativo esempio di efficace collaborazione interforze tra Polizia di Stato e Corpo forestale, sinergia che si è rivelata determinante per il contrasto di fenomeni illegali a danno dell'ambiente e della fauna selvatica”.

 

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