“Serve una legge provinciale sulla sanità privata”, Cgil, Cisl e Uil: “I bonus unilaterali non risolvono i problemi e mantengono uno stallo sul rinnovo del contratto”
“Dobbiamo far capire alla nostra comunità quanta ambiguità ci sia in questi imprenditori della sanità: oggi abbiamo la prova definitiva che, quando si vuole, le risorse ci sono”, commentano Bellini, Pallanch e Varagone

TRENTO. "La cura funziona ma non nel modo in cui la proprietà vorrebbe fa credere. La sanità privata getta la maschera”, queste le parole di Alberto Bellini (Cgil Fp), Giuseppe Pallanch (Cisl Fp) e
Giuseppe Varagone (Uil Fpl Sanità). “Oltre i bonus unilaterali, serve una legge provinciale subito”.
La Solatrix ha recentemente annunciato di aver stanziato 300.000 euro per il personale e rappresentanze sindacali intervengono per denunciare l'ambiguità di un sistema che sceglie la via dell'elargizione una tantum invece del diritto contrattuale.
“Dobbiamo far capire alla nostra comunità quanta ambiguità ci sia in questi imprenditori della sanità: oggi abbiamo la prova definitiva che, quando si vuole, le risorse ci sono”, commentano Bellini, Pallanch e
Varagone. “Eccome se ci sono. Lo stanziamento di risorse proprie deliberato dal Consiglio di Amministrazione dimostra che i margini non sono affatto risicati”.
La disponibilità finanziaria sul territorio “permette investimenti ben diversi da quelli a oggi dichiarati, nonostante l'azienda lamenti l'assenza di aggiornamenti tariffari e riduzioni sui rimborsi ambulatoriali”, aggiungono Cgil Fp, Cisl Fp e Uil Fpl. “Prendiamo atto della rottura delle relazioni sindacali derivante da queste azioni unilaterali”.
Nonostante il "Patto dei Salari" del luglio scorso concordato con la Provincia di Trento prevedesse una contrattazione di secondo livello, i sindacati spiegano che l'azienda ha scelto di “procedere senza confronto, definendo autonomamente un pacchetto che comprende polizze sanitarie e importi netti differenziati tra Oss e infermieri”.
Queste misure, che avranno decorrenza limitata dal 1 febbraio 2026 al 31 gennaio 2027, “rappresentano un intervento a scadenza che non risolve lo stallo del contratto nazionale e il problema strutturale del comparto”. Le funzioni pubbliche di Cgil, Cisl e Uil chiedono un intervento delle istituzioni.
“Quello che manca oggi non è la benevolenza aziendale, ma una legge provinciale che, nel solco delle competenze legislative del nostro ordinamento, obblighi il privato al rinnovo dei contratti a fronte del rinnovo delle convenzioni pubbliche”, evidenziano Bellini, Pallanch e Varagone. “Non è accettabile che la valorizzazione del personale dipenda da una ‘scelta strategica’ temporanea della proprietà anziché da un quadro normativo certo e stabile che garantisca la continuità assistenziale. Vigileremo con estrema attenzione e quel giorno è quello in cui la dignità di chi cura non sarà più merce di scambio per l'immagine aziendale, ma un diritto sancito per legge e per contratto”, concludono Bellini, Pallanch e Varagone.


















