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Trento
09 febbraio | 19:12

Turismo, firmato l’accordo integrativo provinciale, ma preoccupa l'emergenza casa: "Stabilità contrattuale, sostenibilità economica e valorizzazione del lavoro"

L’intesa porta in dote un aumento fisso di 100 euro per tutti i livelli, rafforzamento della formazione, contrasto al dumping contrattuale. Soddisfazione dei sindacati: "Sostegno concreto al personale del settore". Le imprese: "Attuazione agli impegni assunti nei precedenti passaggi negoziali"

TRENTO. Via libera all'accordo integrativo provinciale del settore turismo. L’intesa consolida un percorso condiviso tra parti datoriali e sindacati con l'obiettivo di garantire stabilità contrattuale, sostenibilità economica e valorizzazione del lavoro, elementi ritenuti essenziali per la competitività del sistema turistico trentino. Restano aperte alcune questioni su cui imprese e parti sociali condividono la medesima preoccupazione, come il tema abitativo.

 

Al termine di un confronto impegnativo è stato firmato lunedì 9 febbraio il rinnovo del contratto integrativo del turismo, che riguarda in Trentino oltre 30 mila addetti tra personale fisso e stagionale. L’intesa - sottoscritta per parte sindacale da Filcams, Fisascat e Uiltucs, per parte datoriale da Associazione Albergatori, Associazione dei pubblici esercizi, Associazione ristoratori, Confcommercio, Confesercenti, Fiata, Fiavet, Fiepet – porta un aumento in busta paga di 100 euro mensili uguali per tutti i livelli, per una massa salariale complessiva nel triennio 2026-2029, di 3.920 euro.

 

“Abbiamo raggiunto un buon accordo che dà sostegno concreto al personale del settore. Per noi era centrale che un settore così trainante dell’economia provinciale, stante anche gli ottimi risultati raggiunti negli ultimi anni, valorizzasse le proprie risorse umane. Questo accordo va in questa direzione”, commentano i segretari generali di Filcams, Fisascat e Uiltucs, Luigi Bozzato, Fabio Bertolissi e Vassilios Bassios. I tre sindacalisti ritengono importante l’aumento retributivo raggiunto perché tutela il potere d’acquisto degli addetti, e allo stesso tempo rivendicano il buon lavoro fatto sul dumping contrattuale. “E’ un primo passo, certamente non risolutivo, ma importante perché implica una migliore tutela dei diritti di chi lavora, ma anche degli interessi delle imprese corrette, che rispettano i contratti”. Il contratto si applica a tutti gli stagionali del settore che hanno contratti di primo livello sottoscritti dalle organizzazioni sopra citate, quindi anche le lavoratrici e i lavoratori delle Olimpiadi Milano Cortina.

 

La somma mensile è fissa e si aggiunge all’aumento raggiunto nel precedente rinnovo pari a 50 euro. L’aumento verrà erogato in due tranches: 80 euro da febbraio 2026, i restanti 20 euro da febbraio 2027.

 

"Questo accordo nasce da un senso di responsabilità che tutte le parti hanno dimostrato, con la consapevolezza di dover tenere insieme economia e tutele, competitività delle imprese e qualità del lavoro", dice Marco Fontanari, vice presidente di Confcommercio Trentino con delega al lavoro. "Le organizzazioni datoriali hanno mantenuto gli impegni assunti, trasformandoli in risultati concreti che danno stabilità al settore e prospettiva al sistema turistico trentino. Vogliamo sottolineare il ruolo centrale degli enti bilaterali, che rappresentano uno strumento fondamentale di equilibrio e di accompagnamento per imprese e lavoratori. In questa cornice, il rafforzamento della formazione diventa un elemento di vero valore strategico: investire sulle competenze significa aumentare la qualità dei servizi, la professionalità e la capacità di adattamento delle aziende. L’accordo introduce inoltre nuovi strumenti di welfare e di tutela pensati anche in prospettiva, per rispondere ai bisogni che evolvono e sostenere un mercato del lavoro più solido e inclusivo. Un passaggio particolarmente importante riguarda la valorizzazione dei contratti maggiormente rappresentativi: è un principio che va riconosciuto e difeso, perché garantisce correttezza, trasparenza e concorrenza leale. Tutti siamo chiamati a lavorare per dare pieno valore a questi contratti: non è uno sforzo, ma un investimento sulla qualità del sistema e sul futuro del comparto".

 

L’accordo tra le parti, però, interviene anche su altre questioni per valorizzare il capitale umano, attraverso anche un rafforzamento della formazione, contrastare il dumping contrattuale che danneggia imprese e addetti, e favorire lo sviluppo di un’offerta turistica moderna, rispettosa del territorio, competitiva e di qualità sia sul piano del lavoro sia dell’ospitalità.

 

Nel dettaglio il contratto rafforza alcune competenze degli Enti bilaterali di settore con la costituzione di una Commissione di conciliazione a supporto della gestione delle vertenze di lavoro; si definisce anche che tutte le parti firmatarie dell’accordo collaboreranno con i propri enti bilaterali per favorire meccanismi di premialità per le imprese che applicano i contratti nazionali firmati dalle sigle maggiormente rappresentative anche attraverso l’istituzione di un “bollino” che certifichi l'applicazione della buona contrattazione in azienda; si confermano le misure di incentivo per la formazione aziendale.

 

Sulla formazione un capitolo ad hoc riguarda gli stagionali, che rappresentano oltre la metà della forza lavoro; per loro si punta a costruire e/o rafforzare percorsi formativi durante i periodi di non occupazione, al fine di aumentare le competenze e fidelizzare il personale. Vengono previste anche la banca ore e le ferie solidali, entrambi su basi volontarie. Confermati infine i versamenti per la sanità integrativa, la pensione complementare e il contributo per gli stagionali. 

 

"L’accordo integrativo costituisce una scelta strategica che rafforza la reputazione del territorio come sistema turistico evoluto, capace di competere non solo sulla qualità dell’offerta, ma anche sulla qualità del lavoro. In una fase in cui la difficoltà di reperimento della manodopera rappresenta una delle principali criticità del settore, la contrattazione di secondo livello si conferma uno strumento fondamentale per aumentare l’attrattività dell’occupazione turistica, valorizzare le professionalità e migliorare in modo concreto le condizioni economiche, di welfare e di crescita delle lavoratrici e dei lavoratori. Attraverso questo accordo le imprese del turismo investono su un modello di sviluppo fondato sulla sostenibilità sociale, sulla legalità contrattuale e sulla valorizzazione del capitale umano, contribuendo a consolidare l’immagine del territorio come luogo in cui lavorare nel turismo significa costruire percorsi professionali qualificati, stabili e coerenti con gli standard di eccellenza che contraddistinguono la destinazione", aggiunge Alberto Bertolini, vice presidente Asat con delega alla contrattazione, mentre Massimiliano Peterlana, vice presidente Confesercenti del Trentino, conclude: "Un accordo che nasce con l’obiettivo di migliorare in modo concreto, anche sotto il profilo economico, le condizioni di lavoro nel settore dei pubblici esercizi, rendendolo più attrattivo e capace di rispondere alle crescenti difficoltà legate alla carenza di risorse umane. È ormai evidente che, per valorizzare le professionalità e rafforzare la competitività delle imprese, non sia più sufficiente intervenire esclusivamente sugli aspetti retributivi. Serve una visione più ampia, capace di tenere insieme lavoro, qualità della vita e sostenibilità organizzativa. Il contratto integrativo provinciale si inserisce in questa prospettiva, con l’ambizione di rispondere alle nuove esigenze e di contribuire a rendere il settore dell’ospitalità trentina più attrattivo, moderno e competitivo".

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