SpaceX, OpenAi e Anthropic: una bolla dietro le mega-quotazioni? “No, sono i nuovi protagonisti della big tech: non è come con la crisi dot-com”. L'analisi
L'analisi del professore di UniTrento Flavio Bazzana: “La situazione è molto differente da quella osservata all'inizio degli anni 2000 con la bolla dot-com: è probabile che siamo di fronte ai protagonisti del nuovo mondo delle big tech"

TRENTO. Di fronte alla quotazione da record di SpaceX e alle prossime – altrettanto 'monstre' – attese per OpenAi ed Anthropic, due delle realtà leader a livello mondiale per quanto riguarda l'intelligenza artificiale, il mondo tech e della finanza a stelle e strisce si trova alle prese con una frenesia che sembrerebbe tradire una convinzione chiara per molti investitori: di essere ormai davanti a una nuova fase di svolta nella rivoluzione tecnologica. Svolta dalla quale potrebbero emergere – o meglio, confermarsi – i prossimi colossi tecnologici globali, ma che secondo alcuni potrebbe al contrario prendere la forma di una bolla speculativa, destinata a ridimensionare aspettative e valutazioni.
Quando si parla di borsa, naturalmente, la sfera di cristallo non esiste: di certo però, dice a il Dolomiti Flavio Bazzana – professore di economia all'Università di Trento specializzato in mercati finanziari – la situazione che stiamo osservando oggi è ben diversa da quella, spesso evocata, della bolla dot-com di inizio anni 2000, quando un'analoga frenesia legata agli sviluppi nel settore digitale aveva alimentato un forte movimento speculatorio intorno a startup con grandi promesse di crescita ma scarsi parametri finanziari di base. Quando l'euforia degli investitori si spense, dopo i primi bilanci deludenti, le conseguenze per centinaia di società – le dot-com, appunto – e i relativi investitori furono devastanti.
“Una quotazione in borsa – dice infatti il professore – segue diversi presupposti. Gli investitori si chiedono quali siano le attività principali dell'azienda, quale sia il suo fatturato, il suo bilancio; che prospettive di crescita possa offrire e quale sia la situazione congiunturale nella quale l'ipo (initial public offering ndr) viene lanciata. E se guardiamo a SpaceX, tutti questi elementi sembrano indicare una direzione di mercato ottimale per un'alta quotazione”. In termini numerici, la quotazione dell'azienda di Elon Musk – specializzata nel settore della space economy ma con attività e progettualità legate anche al mondo dell'intelligenza artificiale – è stata la più grande mai registrata, portando a una valutazione di mercato di ben 2100 miliardi di dollari.
“Si tratta di una cifra altissima naturalmente – continua Bazzana – ma quando parliamo di SpaceX parliamo di una società enorme, non paragonabile alle piccole realtà, spesso prive di clienti o business particolari, che avevano caratterizzato la bolla dot-com nei primi anni 2000. SpaceX ha un sostanziale monopolio per quanto riguarda le spedizioni di materiale in orbita, essendo riuscita ad abbattere in maniera notevole il costo a tonnellata dell'invio. Oltre ai servizi di internet provider legati alla costellazione satellitare Starlink, la società di Elon Musk sta puntando anche a mettere in orbita dei satelliti autonomi che possano essere utilizzati per servizi di cloud e per fungere da data center per i modelli di intelligenza artificiali”.
Mettendo in orbita sistemi simili, continua Bazzana, si risolverebbero contemporaneamente due dei problemi maggiori per i data center terrestri: “L'energia verrebbe garantita dal sole, mentre l'ambiente spaziale offrirebbe condizioni ideali per la gestione del raffreddamento. Si offrirebbe in pratica come provider di un'infrastruttura sulla quale far girare modelli già esistenti. Già prima della quotazione, insomma, SpaceX era una vera e propria industria, con i suoi clienti e un bilancio importante”. Allo stesso modo però, anche i prossimi “giganti” tech pronti a lanciare le loro ipo – OpenAi e Anthropic – sono due tra i più importanti player al mondo nel settore, avendo rispettivamente messo sul mercato due dei large language model più potenti e utilizzati: ChatGpt e Claude.
“Anche in questo caso – spiega il professore – è ragionevole immaginare delle quotazioni iniziali molto alte. Ma dobbiamo tenere bene a mente che sia OpenAi che Anthropic oggi hanno una lunga e consolidata lista di clienti. E non parliamo dei singoli utenti abbonati a ChatGpt o Claude: parliamo di intere industrie che utilizzano i loro sistemi per ottimizzare i processi produttivi. Ed è proprio questa la situazione nella quale per i provider è possibile alzare man mano i prezzi dei loro sistemi, garantendo possibilità di crescita importanti per i ricavi. Il problema, eventualmente, potrebbe essere relativo ai costi di gestione: energia, data center, gpu, ram. Ma le prospettive sono ben diverse dalle speranze che hanno alimentato la bolla dot-com”.
“Probabilmente – continua Bazzana – siamo effettivamente davanti ai nuovi protagonisti di quello che sarà il mondo delle big tech nei prossimi anni. L'intelligenza artificiale, ormai, funziona e sta diventando sempre più comune tanto a livello industriale-produttivo quanto nella vita di tutti i giorni. E tornare indietro mi sembra difficile”.











