StarTech di Trieste, tra incendi, proteste, stipendi fermi e il partner israeliano sempre più lontano ecco servita un'altra grande crisi industriale
L'allarme della Uilm: oltre 320 lavoratori sarebbero senza stipendio e il piano industriale è in bilico. Ma intanto l'incontro tra gli assessori regionali e i vertici dell'azienda e il ministero sembra andato bene e le paghe saranno sbloccate l'8 maggi con un bonus dovuto al ritardo

TRIESTE. Clima di grande tensione in questi giorni alla StarTech di Trieste, azienda produttrice nel campo delle telecomunicazioni e trasferimento dati. Al centro dei problemi ci sarebbero gli stipendi non pagati a più di 320 lavoratori, una progettualità industriale indefinita e perfino un doppio incendio appiccato sia dentro che fuori agli spazi dell'azienda lo scorso 2 maggio. Una situazione che va configurandosi come la nuova grande crisi industriale di Trieste.
Nella giornata di oggi, 4 maggio, l'azienda è stata ascoltata dal ministero e dalla regione, mentre domani è previsto un incontro con i sindacati. In quest'ambito Il Dolomiti ha intervistato Antonio Rodà, del sindacato dei lavoratori metalmeccanici Uilm di Trieste, al fine di comprendere le priorità che vengono richieste dall'azienda. “In ballo c'è la delicata questione delle mancate retribuzioni – ha dichiarato Rodà –. Come primo punto il nostro obiettivo è avere dall'azienda delle garanzie riguardo ad una nuova data certa entro la quale ottemperare ai pagamenti. L'azienda si era presentata appena lo scorso settembre con un piano industriale che poggiava su due componenti societarie, una rappresentata dall'israeliana “New Photonics”, deputata a elaborare una serie di apparati molto avanzati nella trasmissione dati internet ad altissima velocità, e l'altra dalla lussemburghese di nome “Mountain X”, legata all'elettronica. Sappiamo che ci sono stati dei cambiamenti circa gli assetti societari e questo preoccupa parecchio perché il percorso industriale a cui avevamo dato fiducia non potrà essere mantenuto”.
Secondo indiscrezioni che attendono ancora conferma la parte israeliana si sarebbe defilata dal piano industriale, innescando così la crisi e la preoccupazione per un'intera categoria di lavoratori. “Vogliamo capire dall'amministratore unico quali certezze abbiamo – ha aggiunto il rappresentante sindacale -. Parliamo di un sito importante nonché strategico trattandosi di un settore legato alle competenze tecnologiche”. Infine, il sindacato rende noto di condannare fermamente l'episodio degli incendi scaturiti alla StarTech, così come qualunque atto che sfori il confronto civile e pacifico, come evidenziato da Antonio Rodà: “Anche in questo caso di certezze sul responsabile non ce ne sono ma condanniamo qualsiasi gesto di sabotaggio, vogliamo sperare in un episodio isolato e relativo ad elementi non collegabili a questa situazione altrimenti sarebbe davvero preoccupante”.
"Dall'azienda abbiamo avuto la garanzia che gli stipendi saranno pagati entro l'8 maggio e che saranno accompagnati da un bonus legato al ritardo - spiegano gli assessori regionali al Lavoro Alessia Rosolen e alle Attività produttive Sergio Emidio Bini al termine della videoconferenza con i vertici di Star Tech Industries, Confindustria alto Adriatico e i funzionari del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), dedicata alla situazione dello stabilimento di Trieste.
"Contestualmente - proseguono i due assessori - il Ministero e l'Amministrazione regionale hanno richiesto all'azienda ulteriori elementi di dettaglio in merito agli investitori alternativi, a seguito dell'uscita dei soggetti inizialmente
coinvolti nel progetto industriale". È stato inoltre concordato che, entro una settimana, si terrà una nuova verifica al tavolo ministeriale, per valutare gli sviluppi della situazione. Gli assessori hanno inoltre assicurato che continueranno a monitorare con attenzione la solidità finanziaria e industriale dell'azienda, in attesa dell'incontro sindacale in programma domani e i cui contenuti saranno determinanti per il prosieguo del confronto.












