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Bolzano
23 maggio | 12:48

"Bene la trattativa diretta per salvaguardare industria e occupazione alle Acciaierie", i sindacati: "Ora servono garanzie su lavoro, investimenti e futuro della zona"

I sindacati Uil-Sgk e Uilm sulla trattativa diretta con il gruppo Amenduni-Valbruna per il futuro dello stabilimento a Bolzano: "Le Acciaierie non sono soltanto una fabbrica. Sono un presidio industriale strategico per centinaia di famiglie e per tutta la filiera metalmeccanica locale"

di Redazione

BOLZANO. "La trattativa diretta evita uno strappo industriale". A dirlo Uil-Sgk Alto Adige e Uilm Alto Adige sulle Acciaierie di Bolzano. "Ora servono garanzie su lavoro, investimenti e futuro della zona".

 

La decisione della Provincia di avviare una trattativa diretta con il gruppo Amenduni-Valbruna per il futuro delle Acciaierie di Bolzano "rappresenta un passaggio industriale e politico di grande rilevanza per tutto il territorio altoatesino".

 

Per la Uil-Sgk e la Uilm la priorità resta una sola: "Difendere produzione, occupazione e continuità industriale di uno dei principali asset manifatturieri dell’Alto Adige", aggiunge Mauro Baldessari, segretario generale di Uil-Sgk Alto Adige. "La scelta di evitare una gara pubblica riduce il rischio di uno scenario di incertezza che avrebbe potuto avere conseguenze pesanti sul piano industriale e occupazionale. Adesso però serve massima chiarezza. La politica deve pretendere investimenti concreti, tutela dei lavoratori e una strategia industriale di lungo periodo per l’area produttiva di Bolzano".

 

Il nodo centrale resta, infatti, la sicurezza occupazionale. "Le Acciaierie non sono soltanto una fabbrica", prosegue Eduard Dedja, segretario di Uilm Alto Adige. "Sono un presidio industriale strategico per centinaia di famiglie e per tutta la filiera metalmeccanica locale. I lavoratori chiedono stabilità, garanzie e coinvolgimento reale nelle scelte future. Bene il dialogo, ma ora servono atti concreti". 

 

I sindacati evidenziano la necessità di leggere e analizzare questo dossier all'interno del nuovo scenario geopolitico ed energetico europeo. "L’Europa sta attraversando una fase di forte fragilità industriale", continua Marco Pugliese. "Costi energetici elevati, concorrenza asiatica, dumping produttivo e transizione green stanno mettendo sotto pressione la siderurgia continentale. In questo contesto, perdere un polo produttivo come Bolzano sarebbe stato un errore strategico enorme. La continuità industriale delle Acciaierie ha un valore che va oltre i bilanci aziendali: significa competenze, occupazione qualificata, indotto e capacità produttiva nazionale". 

 

Un tema che non può essere ridotto esclusivamente a questione immobiliare. "La Zona industriale deve restare industriale. Se l’Italia vuole continuare ad avere manifattura avanzata, non può trasformare ogni area produttiva in operazioni immobiliari o residenziali. La manifattura crea valore, salari, export e PIL reale. Difendere l’industria oggi significa difendere il futuro economico del territorio", conclude Baldessari.

 

I sindacati chiedono ora che il confronto tra Provincia e azienda venga accompagnato da un tavolo permanente con le organizzazioni sindacali, con particolare attenzione a piano industriale, investimenti tecnologici, tutela occupazionale, sostenibilità energetica, mantenimento della vocazione produttiva della Zona industriale di Bolzano.

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