Fondi pensione, suggeriti investimenti più cauti alle donne? Pensplan Centrum: "Una ricerca che ci aiuta a migliorare. I dati sono fondamentali per aiutare i cittadini"
Una ricerca, commissionata da Pensplan Centrum e condotta da Libera Università di Bolzano e da Università di Trento, evidenzia che le donne sono l'8% meno propense a scegliere le linee azionarie al momento dell'iscrizione al fondo pensione. L'ad/Ceo della società di previdenza complementare del Trentino Alto Adige, Matteo Migazzi: "E' fondamentale investire in questo tipo di studi per ottimizzare i servizi, migliorare la formazione e orientare meglio le azioni per aumentare la consapevolezza nella popolazione"

TRENTO. Le donne risparmiano una percentuale dello stipendio simile agli uomini per la pensione, ma finiscono per averne di meno perché scelgono linee di investimento più conservative, con rendimenti medi inferiori nel lungo periodo. A parità di ogni altra condizione, sono l’8% meno propense a optare per linee azionarie al momento dell’iscrizione al fondo. Una causa, almeno in parte, risiede nei consigli più orientati alla cautela.
Questo il risultato di una ricerca condotta dalla Libertà Università di Bolzano e dall'Università di Trento (Qui articolo). Un lavoro commissionato da Pensplan Centrum.
"Abbiamo sostenuto questo progetto proprio con l'obiettivo di una raccolta scientifica e analitica", dice Matteo Migazzi, amministratore delegato/Ceo di Pensplan Centrum. "E' fondamentale investire in questo tipo di ricerche per ottimizzare i servizi, migliorare la formazione e orientare meglio le azioni per aumentare la consapevolezza nella popolazione. Questa raccolta di dati è strategica per indirizzare gli investimenti e proteggere i cittadini da possibili fragilità".
In questo contesto la società ha avviato già nel 2021 il Progetto di Educazione finanziaria, in collaborazione con le Province di Bolzano e di Trento, con la Libera Università di Bolzano e con l’Università degli Studi di Trento.
La ricerca condotta è stata pubblicata come Research Paper n. 6 del Comitato per la programmazione e il coordinamento delle attività di educazione finanziaria (Edufin), risultata seconda classificata nella categoria "Best Academic Project or Paper” dei Money Awareness and Inclusion Awards. Un riconoscimento internazionale.
"Siamo estremamente soddisfatti di aver contribuito e supportato questa fase", aggiunge Migazzi. "I riconoscimenti evidenziano la solidità di questo investimento. Inoltre, i dati ci permettono di avere basi importanti per strutturare l'operatività in modo ancora più mirato".
Emerge tra le criticità questa differenza di genere nell'analisi dei quattro fondi pensione territoriali. Un elemento che si somma a una vulnerabilità già nota: le donne, mediamente, hanno carriere più discontinue e redditi più bassi. Il gap nella strategia di investimento le penalizza ulteriormente.
"Una differenza è fisiologica per i vari fattori noti come gli sviluppi di carriera. Talvolta ci può essere qualche bias che però può essere in qualche modo corretto. Per esempio con una formazione più mirata agli operatori, ma anche una campagna di informazione alla popolazione più efficace per aumentare competenze, conoscenze e consapevolezza perché è necessario agire a più livelli", conclude Migazzi.












