Turismo in Alto Adige: si punta sugli hotel a cinque stelle e su soggiorni più brevi
Presenze oltre quota 5,4 milioni. Tedeschi e italiani monopolizzano le valli, con la Pusteria in cima alle preferenze

BOLZANO. Luglio si chiude con il segno più per il turismo altoatesino, anche se coloro che scelgono la provincia di Bolzano tendono a fermarsi un pizzico in meno rispetto a prima.
L'obiettivo delle permanenze più lunghe non è stato decisamente centrato, dunque, ma i dati provvisori dell’ASTAT per il mese di luglio 2026 fotografano comunque un territorio in salute, con quasi un milione e un quarto di arrivi, un +5,9% rispetto allo stesso mese dell’anno scorso, e oltre 5,4 milioni di presenze complessive, in crescita del 2,2%.
A fare la parte del leone nel bilancio dei pernottamenti sono come al solito i clienti tedeschi, che da soli coprono il 37,4% del totale, seguiti a ruota dagli italiani con il 33,2%.
Sul podio delle zone più gettonate vince a mani basse la Val Pusteria, che intercetta quasi un terzo di tutte le presenze provinciali, il 31,5%, seguita dal Burgraviato con il 21,0%. Entrambi i territori segnano un incremento rispetto al luglio precedente, ma con una sfumatura comune: la permanenza media si accorcia leggermente, passando da 4,9 a 4,7 giorni in Pusteria e da 5,0 a 4,9 giorni nella zona di Merano e dintorni.
Interessante anche la spaccatura per tipologia di struttura, che mostra una chiara polarizzazione delle preferenze. A correre di più sono gli hotel di lusso a 5 stelle, con un balzo del 13,4% delle presenze, insieme al comparto dei campeggi che avanza del +6,9% e ai 4 stelle con un +6,0%.
Soffrono invece le strutture più modeste o intermedie: calano le presenze nei 3 stelle con un calo del -2,2%, negli 1 stella, che registrano un -2,9% e nelle restanti categorie minori.
Si agli hotel di lusso dunque, mentre le altre sistemazioni registrano un calo.
Non proprio le cifre che vorrebbero leggere gli ambientalisti, il Cai e tutti coloro che lottano quotidianamente contro il turismo mordi e fuggi in primis e contro tutto ciò che ha trasformato la montagna in una location esclusiva (e instagrammabile!).
Si attendono dunque i dati di agosto, per i quali ci vorrà qualche tempo.
La tendenza però sembra assolutamente chiara anche se quel +6.9% registrato dai campeggi, forse, lascia ancora un po' di speranza.

















