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Trento
12 settembre | 06:00

“Giusto la politica stia fuori dall’Università”, Deflorian verso fine mandato: “Bisogna difendere la nostra autonomia. Il futuro rettore? Serve solida visione internazionale”

Flavio Deflorian concluderà il mandato da rettore il 31 marzo del 2027 e non potrà ricandidarsi. Il primo passaggio formale in vista delle nuove elezioni si compirà entro il 30 settembre 2026 con la costituzione del Comitato per le candidature. Sui rapporti con la Giunta Fugatti spiega: "Il rapporto è iniziato in maniera complessa e ci sono state profonde discussioni. Le cose sono poi migliorare con l'assessore Spinelli competente per la Ricerca e poi nell'ultima legislatura anche per l'Università"

“Giusto la politica stia fuori dall’Università”, Deflorian verso fine mandato: “Bisogna difendere la nostra autonomia

TRENTO. Correre fino all’ultimo centimetro. E arrivare al traguardo con il testimone ben saldo in mano, senza rischiare di farlo cadere proprio sul più bello. È la metafora della staffetta scelta dal rettore Flavio Deflorian per raccontare i sei anni alla guida dell’Università di Trento, iniziati nel febbraio 2021 e ormai avviati verso l’ultimo rettilineo. 

 

Deflorian, ordinario di Scienza e tecnologia dei materiali al Dipartimento di Ingegneria industriale, concluderà il mandato il 31 marzo del 2027. E mentre il rettore si prepara all’ultimo tratto della corsa, l’Ateneo trentino comincia già a organizzare il passaggio di consegne: sono infatti state avviate le procedure che coinvolgeranno l’intero corpo universitario per uno degli appuntamenti più delicati. 

 

Siamo andati avanti senza particolari scossoni ma gli impegni che ci troviamo davanti non sono di poco conto” ha spiegato Deflorian nel corso di una conferenza stampa dedicata alle sfide che l'Università avrà davanti a partire dall'avvio del corso di laurea di scienze della formazione e l'importante sviluppo edilizio dell'ateneo che vedrà impegnati circa 200 milioni di euro in 10 anni. 

 

Come stabilito dallo Statuto, la candidatura per diventare il futuro rettore o rettrice è aperta alle professoresse ordinarie e ai professori ordinari in servizio a tempo pieno l'Università di Trento o altri atenei. Il primo passaggio formale si compirà entro il 30 settembre 2026 con la costituzione del Comitato per le candidature – composto da tre figure di comprovata competenza designate dal Consiglio di amministrazione e dal Senato accademico – la cui nomina sarà formalizzata dal presidente del Consiglio di amministrazione. Seguiranno la definizione dei criteri di valutazione e la pubblicazione dell'avviso di vacanza sul portale di Ateneo e su due testate nazionali.

 

Le candidature potranno essere presentate a partire da 30 giorni dopo la pubblicazione del bando e fino a tre mesi prima della scadenza del mandato rettorale, corredate da curriculum vitae, elenco delle pubblicazioni e linee generali della proposta di piano strategico di Ateneo. Dopo la valutazione dei profili da parte del Comitato e la pubblicazione dell'elenco ufficiale, entro cinque giorni il decano di Ateneo convocherà il corpo elettorale, nominerà la commissione elettorale e fisserà il calendario delle votazioni, dando il via alla campagna elettorale che entrerà nel vivo indicativamente a metà gennaio 2027.

 

Una novità importante nei voti riguarda il peso ponderato di alcune componenti del corpo elettorale. L'elettorato attivo comprende la componente docente e di ricerca, il personale dirigente, tecnico-amministrativo e i collaboratori ed esperti linguistici (con voto pesato al 15%), e la rappresentanza della componente studentesca (con voto pesato all'8%), dottorandi e dottorande e personale di ricerca non strutturato (voto pesato al 4%).

 

Rettore Deflorian, tra pochi mesi terminerà il suo mandato. In questi anni ci sono stati momenti di tensione con la Provincia. Oggi come sono i rapporti?
Effettivamente il rapporto è iniziato in maniera complessa. La giunta provinciale era ai suoi primi passi, non ci si conosceva e c'erano ancora delle esperienze da fare. Tutto questo aveva portato nei primi tempi a delle discussioni significative. Le cose sono poi migliorate con l'assessore Spinelli competente per la Ricerca e poi nell'ultima legislatura anche per l'Università. Abbiamo sempre lavorato insieme, affrontando i problemi e cercando di risolverli. Ora possiamo dire che il rapporto con la Provincia è sereno e tranquillo e vi è una visione condivisa nell'affrontare le problematiche che si incontrano. 

 

C'è rispetto per l'autonomia dell'Ateneo. 
Sì, un'attenzione non ovvia al rispetto dell'autonomia reciproca. Qualcuno potrebbe pensare che l'Università è uno dei tanti enti funzionali della Provincia ma non è così. Noi siamo un'università statale con una propria autonomia garantita dalle istituzioni. Ogni tanto qualche consigliere se ne esce con qualche sparata discutibile ma per quanto riguarda la giunta c'è sempre stato il riconoscimento della nostra autonomia e della nostra capacità di autogoverno. Vedo invece alcune fibrillazioni a livello centrale, al ministero a Roma. Per il sistema universitario italiano ci sono sul tavolo temi molto delicati.

 

Per le future elezioni del nuovo rettore c'è il rischio che la politica si intrometta? 
Deve assolutamente stare fuori dall'Università. Non ci è mai entrata per fortuna e l'auspicio è che non lo farà nemmeno adesso. Se ci fosse un candidato per la carica di rettore che dovesse pensare che un endorsement politico, anche indiretto, da parte della maggioranza attuale o un'altra parte politico, fosse di aiuto, commetterebbe un grave errore. Sarebbe la maniera più veloce per innervosire e per perdere voti. 
C'è un tema che anche la politica ha capito. Una figura apicale dell'Università come il rettore o la rettrice deve essere colui o colei che presidia e protegge l'autonomia universitaria. Non deve avere ruoli politici e deve dimostrare indipendenza. 
Non ci sarà mai alcun interesse a eleggere un rettore o una rettrice che ha come obiettivo quello di contrapporsi alla Pat. Noi dialoghiamo con Giunte di qualsiasi tipo, che rappresentano il Trentino e lo facciamo cercando di farci ascoltare. Oggi l'Università di Trento è percepita come un patrimonio, un bene comune per questo territorio e non come elemento di contrapposizione. 

 

Ci sono ancora diversi mesi prima della conclusione del suo mandato da rettore. Ma ci può dire come dovrebbe essere la futura guida dell'ateneo trentino?
Le sfide che ci troveremo davanti nei prossimi anni vedranno, a mio parare, al centro ancora il quadro internazionale sia per quanto riguarda la geopolitica che per l'attrazione degli studenti stranieri e la ricerca internazionale. 
In questi sei anni abbiamo avuto un forte focus sul territorio, perché avevamo bisogno di sistemare il bilancio, portare avanti l’edilizia e avviare progetti come Medicina: tutte attività fortemente legate al contesto locale. Penso però che il prossimo rettore o la prossima rettrice dovrà avere una solida esperienza e una visione globale, per proiettare ancora di più il Trentino in una dimensione internazionale. Non possiamo rimanere chiusi in un ambito locale o nazionale.

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