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FVG
12 marzo | 18:36

Nell'area delle Valli del Natisone non c'è rete telefonica, quattro i Comuni tagliati fuori: "Così è difficile contrastare lo spopolamento"

Il pesante disservizio taglia i contatti e rende sempre più isolate queste comunità montane, andando ad incidere in un quadro che vede molte aree montane della regione già spopolate o apparire sempre meno attrattive

TRIESTE. In almeno quattro comuni del Friuli Venezia Giulia, nel 2026, non c'è rete telefonica. E' il caso emblematico della zona delle Valli del Natisone, lungo il confine friulano con la Slovenia, approssimativamente tra Cividale del Friuli e Caporetto, lungo l'omonimo fiume. Un territorio abitato nel complesso da oltre cinquemila persone e composto da otto comuni, di cui la metà vede l'assenza o l'insufficienza di rete telefonica. Una situazione che è tornata al centro del dibattito politico, dove, nel tentativo di venire a capo del problema, non è mancato lo scontro tra maggioranza e opposizione.

 

“Ho presentato un'interrogazione alla Giunta regionale - dichiara la consigliera regionale di Patto per l'Autonomia-Civica Fvg Simona Liguori - per chiedere interventi urgenti a fronte delle gravi carenze nella copertura telefonica e di rete che interessano diversi comuni delle Valli del Natisone. Le criticità riguardano in particolare i territori di Pulfero, San Leonardo, Savogna e Attimis, dove in alcune zone non risulta disponibile nemmeno la linea telefonica fissa e il segnale di telefonia mobile è assente o estremamente debole”.

 

Secondo le osservazioni della consigliera, intervenuta questa mattina (12 marzo) in sede di consiglio regionale a Trieste, tale mancanza è in grado di esporre i cittadini a rischi concreti: “Parliamo di un problema molto serio - afferma Liguori - perché la mancanza di copertura telefonica non è soltanto un disagio, ma può diventare un rischio concreto per la sicurezza delle persone. Quando parliamo di territori montani e di confine la presenza di infrastrutture di comunicazione efficienti è fondamentale. Senza servizi adeguati diventa molto più difficile contrastare lo spopolamento e garantire pari diritti ai cittadini che scelgono di vivere in queste aree”.

 

In giornata è arrivata anche la replica da parte della maggioranza, in una nota pubblicata da Roberto Novelli, consigliere regionale di Forza Italia, che se da un lato riconosce le criticità di quello che è a tutti gli effetti un grave disservizio, dall'altro rispedisce al mittente le accuse circa l'operato dell'amministrazione regionale in tal senso, dichiarando: “Il problema c'è e nessuno si sogna di minimizzare o negare. Stiamo facendo tutto il possibile per risolverlo, ma alcuni lavorano per risolvere i problemi, altri, molto comodamente, polemizzano. Questo percorso - aggiunge l'esponente regionale - non può prescindere da una collaborazione stretta e forte tra pubblico e privato e il nodo gordiano della faccenda riguarda proprio lo scarso, per non dire inesistente interesse degli operatori a investire in aree poco appetibili da un punto di vista commerciale. Stiamo lavorando per colmare, come pubblico, le lacune di mercato lasciate dal privato”.

 

Resta quindi ad oggi aperto un problema sentito e di lungo corso che riguarda la regione storica delle Valli del Natisone. Un territorio, come altre rurali della Regione, che rischia di soffrire un progressivo isolamento nonché un ulteriore spopolamento, che nell'ultimo secolo ha già visto ridursi la popolazione di oltre due terzi.

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