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Bolzano
16 gennaio | 08:16

Addio al supermercato sotto casa: chiude lo storico punto vendita e il rione resta ancora più isolato

L’ultimo giorno di apertura del Despar di piazza Anna Frank, a Casanova, riaccende l'allarme sulla desertificazione commerciale: dopo trent'anni residenti e anziani perdono il riferimento per la spesa quotidiana

Addio al supermercato sotto casa: chiude lo storico punto vendita e il rione resta ancora più isolato

BOLZANO. Ultimo giorno di spesa in piazza Anne Frank. Da oggi - venerdì 16 gennaio - il supermercato Despar, che per oltre trent’anni ha servito il rione Ortles di Bolzano non riaprirà i battenti. Una chiusura che non è solo una questione di scaffali vuoti, ma un colpo al cuore della vita sociale di una zona che oscilla pericolosamente verso il destino di "quartiere dormitorio".

 

La decisione arriva direttamente dal consiglio di amministrazione di Aspiag Despar. Dopo oltre tre decenni di attività – il punto vendita era stato rilevato nel 1992 – la proprietà ha valutato che i costi per l’ammodernamento della struttura sarebbero stati troppo elevati rispetto alle nuove sfide del mercato. Secondo i vertici del gruppo, la presenza di altri punti vendita nelle vicine via Resia, via Palermo e via Sassari garantirebbe comunque la copertura della zona Don Bosco.

 

Tuttavia, per le centinaia di famiglie che vivono tra Ortles e Casanova, "vicino" è un concetto relativo, specialmente per la fascia più anziana della popolazione. Sebbene i locali di piazza Anne Frank non siano destinati a restare deserti — è infatti previsto l'insediamento di una nuova attività commerciale non alimentare — la perdita dell'offerta alimentare quotidiana sotto casa pesa come un macigno sulla vivibilità del rione. Il timore principale è che, senza il traino del supermercato, anche le piccole attività superstiti, come i bar della piazza che vivono del passaggio naturale dei clienti, possano subire un contraccolpo fatale.

 

Questa chiusura si inserisce in un quadro di costante desertificazione che affligge la zona da anni. Molte attività che hanno tentato di investire tra via Similaun e via Ortles si sono arrese nel tempo, lasciando spazi vuoti che alimentano un senso di isolamento. Si avverte pesantemente, ad esempio, l'assenza di una vera farmacia: nonostante la presenza di una parafarmacia, i residenti sono spesso costretti a lunghi spostamenti verso via Resia, un disagio non da poco per chi ha difficoltà motorie.

 

Nonostante le promesse fatte sin dal 2009 per animare il rione, popolato in gran parte da coop ed edilizia Ipes, il silenzio sta prendendo il sopravvento sulla vitalità urbana. L'illusione che questa parte di Bolzano, sorta al di là di via Resia, potesse diventare un centro dinamico si scontra oggi con una realtà fatta di serrande abbassate.

 

La crisi del commercio di vicinato, schiacciato dalla concorrenza dell'online e da un periodo storico difficile, sta trasformando un’area nata con grandi ambizioni in un semplice luogo di riposo. La chiusura del Despar è l'ultimo tassello di un puzzle che i residenti avrebbero voluto comporre diversamente, rivendicando il diritto a un quartiere che non sia solo un posto dove dormire, ma un luogo in cui vivere.

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