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Bolzano
05 marzo | 08:16

Chiude il centro di accoglienza, 90 lavoratori rischiano di restare per strada a causa del caro affitti. Il Comune prova a correre ai ripari

Sono tutte persone con un impiego, ma senza la possibilità di trovare un alloggio in autonomia

Chiude il centro di accoglienza, 90 lavoratori rischiano di restare per strada a causa del caro affitti

BOLZANO. La scadenza del 31 marzo si avvicina e con essa cresce l'urgenza di trovare una soluzione per la novantina di immigrati lavoratori ma senza fissa dimora, attualmente ospiti dell'ex Alimarket di via Gobetti a Bolzano.

 

Alla fine del mese la struttura chiuderà i battenti, e ora è l'assessora alle Politiche Sociali, Patrizia Brillo, ad annunciare l'intenzione di convocare i datori di lavoro per evitare che queste persone, pur avendo un impiego regolare, finiscano in strada a causa di un mercato immobiliare locale ormai proibitivo e spesso precluso agli stranieri.

 

Il centro di accoglienza temporaneo, costato al Comune circa un milione di euro, chiuderà i battenti come previsto dopo dieci mesi di attività, mettendo a nudo, per l'ennesima volta, una delle maggiori criticità strutturali della nostra provincia: la difficoltà cronica di coniugare il bisogno di manodopera con la disponibilità di alloggi dignitosi. 

 

Anche se Bolzano può sembrare una realtà piccola, i dati della Cgia di Mestre rivelano una dinamica di respiro nazionale, con l'Alto Adige in cima alle classifiche per assunzioni di lavoratori stranieri (35,1% contro una media italiana del 23,4%), un segnale chiaro di come l'economia locale dipenda fortemente da chi arriva da fuori regione o dall'estero.

 

Nel 2025 su 103.140 ingressi nelle imprese in Alto Adige, 36.190 hanno riguardato stranieri. 

Il dibattito si sposta ora sul ruolo delle imprese e sugli strumenti normativi a disposizione.

 

Mentre il Comune solleva dubbi sull'effettivo impegno dei privati, citando l'assenza di domande per la realizzazione delle 750 potenziali foresterie previste, le associazioni di categoria replicano chiedendo riforme concrete.

 

La CNA, attraverso la direttrice Lorena Palanga e il presidente Cristiano Cantisani, punta il dito contro vincoli tecnici e temporali troppo rigidi, proponendo di estendere la durata degli affitti temporanei da 12 a 36 mesi e di permettere la creazione di consorzi per la gestione collettiva degli alloggi di servizio.

 

Se da un lato l'APA di Martin Haller conferma l'impegno degli artigiani nel dare ospitalità ai collaboratori per non perdere professionalità preziose, dall'altro Confindustria, per voce di Mirco Marchiodi, preferisce guardare alla riqualificazione di aree dismesse come le ex caserme Gorio, mantenendo però una posizione cauta sul prolungamento delle locazioni temporanee.

 

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