Dai dormitori invernali che chiudono al dimezzamento dei posti per i richiedenti asilo, accoglienza sotto pressione: “Già oggi quasi 150 persone non sanno dove andare”
La chiusura dei posti invernali da un lato e dall'altro il dimezzamento dei posti per i richiedenti protezione internazionale rischiando di mettere ulteriormente sotto pressione un sistema che è arrivato al limite. Decine di persone rischiano di ritrovarsi nuovamente senza un riparo. Senza un intervento concreto delle istituzioni il peso dell’emergenza resterà sulle spalle di chi opera ogni giorno sul territorio

TRENTO. Il sistema di accoglienza di bassa soglia continua ad essere sotto pressione. Non è un periodo semplice quello che stanno attraversando le strutture presenti in città a causa delle tante richieste di chi si trova a dormire all'addiaccio.
A confermarlo sono i numeri registrati allo sportello accoglienza, che vedono una quarantina di uomini senza dimora che cercano un posto dove dormire. Accanto a loro ci sono un centinaio di richiedenti protezione internazionale che si trovano nella stessa situazione.
Nonostante le continue richieste arrivate dalle associazioni purtroppo i posti messi in campo rimangono sempre gli stessi e non sembra in vista una nuova proposta che possa in qualche modo affrontare l'accoglienza in maniera più strutturata.
Dall'associazione LiberaLaParola nelle scorse settimane era stato chiesto alle istituzioni di “porre in essere tutte le azioni possibili per programmare fin d'ora e in maniera strutturale un sistema (anche coinvolgendo altri enti territoriali e locali) che garantisca un riparo ed il ripristino di un minimo di dignità a persone abbandonate nell'indigenza”. Parole che non sembrano aver ricevuto alcuna risposta.
Lo stesso riguarda l'accoglienza femminile a cui la Provincia non è riuscita a trovare una soluzione adeguata.
I posti invernali chiudono in aprile. Questo significa che per i richiedenti protezione internazionale il dormitorio ex Bellesini chiuderà i suoi 24 posti e rimarrà solo Casa Shalom all'ex convento dei cappuccini.
È prevista la chiusura dei venti posti per le donne nella struttura in via della Saluga e per quanto riguarda i senza dimora, chiuderanno i 18 posti alla Bonomelli, i 20 posti al dormitorio San Giovanni, i 24 presenti a Casa Baldè e gli 8 al Portico.
“Questa chiusura dei posti invernali porterà assolutamente ad un aumento della pressione” spiegano preoccupati a il Dolomiti alcuni volontari. Senza contare, inoltre, che il nuovo protocollo d'intesa tra Provincia e Prefettura per la creazione del Cpr prevede il progressivo dimezzamento dei posti di accoglienza per richiedenti asilo in Trentino con un calo di 300 posti. Decine di persone rischiano di ritrovarsi nuovamente senza un riparo. Senza un intervento concreto delle istituzioni il peso dell’emergenza resterà sulle spalle di chi opera ogni giorno sul territorio.












