Accoglienza, verso la chiusura dei posti invernali. Coppola: "Venti donne rischiano la strada. C'è una responsabilità pubblica, la Pat cosa intende fare?"
“Questa chiusura dei posti invernali porterà assolutamente ad un aumento della pressione” hanno spiegato nei giorni scorsi a il Dolomiti alcuni volontari. La questione è stata portata ora in consiglio provinciale

TRENTO. Ad aprile terminerà il piano invernale di accoglienza e tra le associazioni che si occupano del tema sta crescendo la preoccupazione. Per i richiedenti protezione internazionale chiuderà il dormitorio ex Bellesini con i suoi 24 posti e rimarrà solo Casa Shalom all'ex convento dei cappuccini.
È prevista la chiusura dei venti posti per le donne nella struttura in via della Saluga e per quanto riguarda i senza dimora, chiuderanno i 18 posti alla Bonomelli, i 20 posti al dormitorio San Giovanni, i 24 presenti a Casa Baldè e gli 8 al Portico.
“Questa chiusura dei posti invernali porterà assolutamente ad un aumento della pressione” hanno spiegato nei giorni scorsi a il Dolomiti alcuni volontari impegnati nell'accoglienza (QUI L'ARTICOLO).
A riprendere il tema ora è la consigliera provinciale Lucia Coppola che sottolinea l'impatto che si avrà in particolare sull'accoglienza femminile. “Secondo quanto riportato dagli operatori del settore – ha scritto in un documento - circa venti donne rischiano di rimanere senza una soluzione abitativa immediata, con il concreto pericolo di ritrovarsi a dormire in strada. Questa prospettiva appare estremamente preoccupante e pone una questione di responsabilità pubblica”.
In un territorio che rivendica da sempre attenzione alla solidarietà e alla coesione sociale, la prospettiva che decine di persone possano rimanere senza un riparo notturno rappresenta un evidente segnale di insufficiente programmazione e di arretramento delle politiche di contrasto alla grave marginalità.
Da tempo operatori sociali, volontariato e realtà del terzo settore segnalano come il fenomeno della marginalità abitativa sia in crescita e come i servizi siano già oggi sottoposti a forte pressione. “In questo contesto – continua Lucia Coppola - la chiusura contemporanea di più strutture e la riduzione di oltre cento posti letto rischiano di scaricare sulle associazioni e sui servizi sociali un’emergenza che dovrebbe essere affrontata con scelte politiche chiare e con una programmazione strutturale, non con interventi temporanei destinati a esaurirsi con la fine dell’inverno”.
La consigliera ha deciso di portare il problema in consiglio provinciale con una interrogazione nella qualche chiede alla Giunta quali misure intende adottare, se ci sono soluzioni alternative con la chiusura dei posti invernali e se non si ritenga necessario rafforzare strutturalmente il sistema di accoglienza provinciale, mantenendo almeno parte dei posti attivati durante il piano invernale e definendo, in coordinamento con il Comune di Trento e con gli enti del terzo settore, una programmazione celere e stabile che impedisca il ripetersi di situazioni analoghe.












