“Cpr e posti di accoglienza dimezzati: si passa da 750 a 350. L'autonomo Trentino si sottrae ai propri doveri, così si aumentano marginalità e tensione sociale”
Gli interventi di Alleanza Verdi e Sinistra e Partito Democratico. “Una scelta grave e miope” dice Lucia Coppola, mentre per Paolo Zanella: “Lasciare 350 persone fuori accoglienza non frenerà certo gli arrivi, aumenterà solamente il numero di persone che dormono sotto i ponti, marginalizzate e preda della microcriminalità”

TRENTO. “Il nuovo protocollo d'intesa tra Provincia e Prefettura, che prevede il progressivo dimezzamento dei posti di accoglienza per richiedenti asilo in Trentino, rappresenta una scelta grave e miope”. Sono queste le parole di Lucia Coppola, consigliera provinciale di Alleanza Verdi e Sinistra, nel commentare le novità introdotte in Provincia sul tema in vista dell'entrata in funzione, a Trento, del nuovo Centro di permanenza per il rimpatrio a Maso Visintainer (Qui Articolo).
“Oggi – dice la consigliera – i posti disponibili sono circa 750. L'accordo stabilisce una riduzione graduale fino a circa 350-300 entro l'entrata in funzione del nuovo Cpr a Trento. Anche i posti riservati ai cittadini ucraini nel 2026 scenderanno a 250, 50 in meno rispetto all'anno precedente. Si tratta – precisa Coppola – di un taglio che interviene su un sistema già in sofferenza. Attualmente esistono due colli di bottiglia evidenti: da un lato molte persone che lavorano e hanno completato percorsi di integrazione non riescono a trovare casa e restano nelle strutture; dall'altro centinaia di richiedenti asilo attendono un posto e vivono in condizioni di forte precarietà, anche in strada, tra Trento e Rovereto”.
“Ridurre ulteriormente i posti – dice – non risolverà queste criticità, ma rischia di ampliarle, aumentando marginalità e disagio sociale. La scelta di collegare il dimezzamento dell’accoglienza alla realizzazione del Cpr sposta l’attenzione dai percorsi di integrazione verso una logica detentiva che negli anni ha mostrato limiti evidenti in termini di efficacia e tutela dei diritti”.
Molto critico del taglio previsto anche il Partito Democratico, che con il consigliere Paolo Zanella fa il punto a livello numerico sul sistema dell'accoglienza in Trentino rispetto al contesto italiano: “Già oggi la Provincia autonoma di Trento ha uno dei rapporti richiedenti protezione internazionale ogni 1000 abitanti tra i più bassi d'Italia (1,3, secondo solo alla Val d’Aosta, mentre la media italiana è di 2,4). Con questo dimezzamento si arriverà a 0,67 richiedenti asilo/1000 abitanti. Come si giustifica che una Provincia a statuto speciale come la nostra possa sottrarsi al dovere di solidarietà facendo di meno di tutte le Regioni, che da anni partecipano al riparto delle quote dei migranti secondo un principio di equità dal quale l’Autonomo Trentino si sottrae? Così facendo si mette a rischio anche la tenuta della nostra Autonomia, che non può essere usata in senso egoistico ed escludente, infischiandosene delle necessarie perequazioni su temi di portata nazionale come quello migratorio”.
Anche per il consigliere dem le ricadute sarebbero poi negative anche a livello sociale: “Lasciare altre 350 persone fuori accoglienza – dice – non frenerà di certo gli arrivi, aumenterà solamente le persone che dormono sotto i ponti, marginalizzate e preda della microcriminalità. D’altronde Fugatti vuole proprio questo: alimentare l’insicurezza nel capoluogo per costruire una narrazione sui 'migranti brutta gente', così da fornire risposte securitarie, come fanno a livello nazionale il suo segretario Salvini e la premier Meloni”.
“Quindi pensare a progetti di inserimento – continua Zanella – con le risorse che la minoranza ha fatto stanziare in bilancio va bene, ma non se si pensa a un’accoglienza che esclude gran parte di chi arriva. Pensiamo alle donne che non trovano un posto in accoglienza per richiedenti asilo e per le quali si era promessa una soluzione e che invece sappiamo essere di nuovo in strada perché i posti nei dormitori, tra l’altro aperti solo di notte, non bastano. Cosa succederà quando i posti in accoglienza diminuiranno ancora? E la smetta il presidente Fugatti anche con la narrazione per cui è proprio in virtù del Cpr che potrà ridurre i posti in accoglienza. Tutte le Regioni che hanno un Cpr accolgono numeri di richiedenti asilo/1000 abitanti che sono 3-4 volte quelli che andremo ad accogliere noi con il dimezzamento dei posti in accoglienza. Un Cpr non influenza minimamente il numero di persone presenti sul territorio. Influenza invece la qualità della vita e il rispetto dei diritti che in quel contesto vengono meno, come evidenzia il secondo rapporto del Tavolo Asilo e Immigrazione 'Cpr d’Italia: istituzioni totali' del gennaio scorso. Motivo sufficiente per continuare a dirmi fermamente contrario alla realizzazione di quella struttura”.












