Stop a 64 posti letto per senzatetto e richiedenti asilo perché "non fa abbastanza freddo": molti costretti a tornare a dormire in strada, l'emergenza rimane
Le strutture di emergenza scattano solo quando la temperatura scende sotto i –4 gradi. Nei primi giorni dell'anno erano stati messi a disposizione 20 posti nelle strutture già attive, altri 20 all'ex oratorio S. Giuseppe e infine il Comune aveva attivato 24 posti in Clarina

TRENTO. Freddo ma non abbastanza per garantire l'accoglienza. Succede a Trento dove con l’aumento di qualche grado sul termometro, 64 posti letto per persone senza dimora verranno chiusi. E questo mentre le liste di richiedenti asilo e senzatetto in cerca di un posto al caldo dove dormire, continuano ad aumentare arrivando, in totale a oltre un centinaio.
Una decisione che deriva da alcune soglie tecniche stabilite da chi, evidentemente , ignora il fatto che il freddo continua a farsi sentire.
Le strutture di emergenza scattano infatti solo quando la temperatura scende sotto i –4 gradi. Proprio per questo a cavallo tra il 2025 e il 2026 come stabilito dal Tavolo per l’inclusione sociale, l'organismo di valutazione e le associazioni di protezione civile, era stato previsto l’incremento di 40 posti letto aggiuntivi.
Di questi 20 erano stati messi a disposizione all’interno dei dormitori e delle strutture già attivi e 20 grazie ad una struttura dedicata, l’ex oratorio di S. Giuseppe, messo a disposizione dalla Parrocchia di S. Giuseppe in collaborazione con Fondazione Caritas Diocesana e dove verranno ospitati i richiedenti protezione internazionale.
Accanto a questi il Comune nei giorni scorsi, in Clarina, nella sala polivalente della Circoscrizione dell’Oltrefersina, aveva aperto un dormitorio con 24 posti per senza dimora richiedenti protezione internazionale, arrivati a Trento dopo aver percorso la rotta balcanica.
Tutti questi posti, ben 64, andavano ad aggiungersi ai 262 posti letto complessivamente messi a disposizione dal sistema di accoglienza per le persone senza dimora.
Ora, visto che la soglia “tecnica” di – 4 gradi di temperatura nei prossimi giorni non verrà raggiunta, secondo le previsioni, i letti di emergenza verranno tolti. A due gradi sottozero, insomma, sembra che si possa tranquillamente dormire in strada.
Così, mentre l’inverno resta, decine di persone torneranno a dormire sui marciapiedi e sotto i ponti esposte al freddo, all’umidità e ai rischi di ogni notte all’aperto.


















