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Trento
06 gennaio | 20:43

Temperature sottozero, piano freddo prorogato ma i posti non bastano: dai senzatetto ai richiedenti asilo, a Trento oltre cento persone costrette all’addiaccio

Secondo gli ultimi dati, sono una trentina i senzatetto che attendono un riparo. Accanto a questi c'è la lista dei richiedenti protezione internazionale che registra oltre una settantina di persone. Nonostante l’incremento di 40 posti letto messi a disposizione all’interno dei dormitori e delle strutture, sono ancora in molti quelli che dormono al freddo

Temperature sottozero, piano freddo prorogato ma i posti non bastano

TRENTO. Al freddo, nei sottopassi, sotto i ponti o negli anfratti dei palazzi per riuscire a ripararsi. Sono ancora tantissime le persone che a Trento sono costrette a dormire all'addiaccio.

 

Nonostante dal 30 dicembre scorso sia stato attivato il piano freddo con l’incremento di 40 posti letto messi a disposizione sia all’interno dei dormitori e delle strutture già attive che all’ex oratorio di S. Giuseppe, messo a disposizione dalla Parrocchia di S. Giuseppe in collaborazione con la Fondazione Caritas Diocesana, la lista d'attesa dello sportello accoglienza è ancora lunga.

 

Nella giornata di domenica il gruppo valutazione del Tavolo provinciale per l’inclusione ha valutato la situazione, esaminando anche la situazione meteorologica dei prossimi giorni, e ha deciso di prolungare il piano freddo fino all'8 gennaio. Una scelta presa per le temperature sottozero che si stanno registrando e che si prevedono anche nelle prossime notti.

 

I nuovi posti letto si aggiungono ai 262 posti letto complessivamente messi a disposizione dal sistema di accoglienza per le persone senza dimora.

 

I POSTI NON BASTANO
Nonostante l'incremento dei posti letto fatto nell'ultima settimana, sono ancora tante le persone che dormono al freddo.

 

Secondo gli ultimi dati, sono una trentina i senzatetto che attendono un riparo. Accanto a questi c'è la lista dei richiedenti protezione internazionale che registra oltre una settantina di persone.

 

Più di 100 persone, quindi, stanno ancora dormendo al freddo. Un numero sottostimato.

 

Fortunatamente, invece, ad oggi non è presente una lista di attesa per le donne. Questo significa che tutte quelle che hanno fatto richiesta di un posto letto sono riuscite a trovarlo.

 

IL PIANO FREDDO
È importante, in questi giorni, la messa a disposizione dell'ex oratorio da parte della Parrocchia di S. Giuseppe in collaborazione con la Caritas Diocesana. Stiamo parlando di una ventina di posti per richiedenti protezione internazionale.

 

Fino all'8 di gennaio la gestione notturna vede la collaborazione con i Nuvola, il nucleo di volontariato alpino, e la Croce Rossa dalle 19.30 alle 7.30. Nelle prime ore della mattina, invece, c'è l'impegno di Asproc, Assistenti sociale per la protezione civile.

 

Si tratta dunque di un lavoro condiviso che vede impegnate in prima linea tre associazioni.

Per quanto riguarda gli altri 20 posti nei dormitori e nelle altre strutture, ne abbiamo 4 a Casa S. Giovanni, 2 a Villa S. Ignazio, 3 al Portico, 4 alla Bonomelli e 3 a Casa Baldè.

 

A questi vanno sommati i posti per l'accoglienza delle donne che in questo caso sono 2 a Casa della Giovane e altrettanti a Casa Paola.

 

La macchina della solidarietà sta lavorando. Ma nei sottopassi e sotto i ponti la notte resta lunga e gelida. A Trento l’emergenza non è il freddo che arriva perché ogni inverno torna puntuale. Ma è la mancanza di risposte adeguate e c'è chi continua ad attenderle battendo i denti.

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