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Trento
29 gennaio | 06:00

Allarme migranti all'addiaccio, polmoniti e bronchiti in crescita ma il 'piano freddo' si attiva solo a –4 gradi. Albora: "Segnalazione ai Nas", Gris: "Soglia senza fondamento"

L’apertura di 24 posti letto in più  decisa dall’Amministrazione comunale di concerto con il servizio Politiche sociali della Provincia autonoma non va a coprire le tante richieste di aiuto che ci sono. Il gruppo Albora contro la soglia di -4 gradi per l'attivazione dei dormitore d'emergenza: "E' si assoluta inconsistenza scientifica". I medici del Gris: "Nelle ultime settimane le persone che ci chiedono aiuto per patologie legate al freddo sono in forte aumento"

Allarme migranti all'addiaccio, polmoniti e bronchiti in crescita ma il 'piano freddo' si attiva solo a –4 gradi

TRENTO. Tosse persistente, raffreddori che si aggravano giorno dopo giorno e patologie respiratorie più serie, come bronchiti e polmoniti. È l’inverno dei migranti rimasti senza un posto letto, costretti a passare la notte al freddo.

 

L’attivazione dei servizi di emergenza freddo scatta solo quando il termometro segna –4 gradi. Una soglia di “assoluta inconsistenza scientifica” ha spiegato Luigi Torboli, presidente dell'associazione Albora, che proprio nelle scorse ore ha deciso di inviare una lettera di diffida formale e segnalazione tecnica al sindaco di Trento, Franco Ianeselli, al governatore Maurizio Fugatti, e anche al Nas di Trento affinché sia verificata la situazione.

 

Per Albora, la soglia di -4 gradi contrasta con le evidenze scientifiche internazionali. Come primo elemento viene richiamata l'Organizzazione Mondiale della Sanità, che definisce come "ambiente sicuro" quello in cui la temperatura non scende sotto i +18 gradi. Per l'esposizione esterna, la medicina d'urgenza stabilisce che i processi di ipotermia e ipertensione polmonare si innescano drasticamente già sotto i +10 gradi, specialmente in soggetti debilitati.

 

“In un contesto di fondovalle come quello trentino – spiega il presidente Luigi Torboli - l'elevato tasso di umidità relativa agisce come un potente moltiplicatore termico. Per le leggi della fisica e della medicina d’urgenza, l'umidità sottrae calore al corpo umano 25 volte più velocemente dell'aria secca. Pertanto, uno zero termico rilevato a Trento è clinicamente equiparabile a una temperatura di -10 gradi in clima secco. Ignorare il fattore "umidità" è un errore tecnico che espone i cittadini a rischio assideramento e arresto cardiaco”. Da non dimenticare, inoltre, che l'esposizione prolungata a temperature non protette causa danni sistemici permanenti come broncopneumopatie, insufficienze renali e cardiache, con tanto di costi in più da sostenere da parte della sanità trentina.

 

Albora ha già chiesto ai Nas, inoltre, di accertare la legittimità di un protocollo che, se confermato senza validazione medica, potrebbe configurare lesioni colpose e omissione d’atti d’ufficio.

 

AUMENTO DEI CASI DI PATOLOGIE RESPIRATORIE GRAVI
Sono sempre di più i migranti che si trovano ad affrontare diverse patologia dopo essere stati costretti a dormire all'addiaccio. A lanciare l’allarme sono i medici del Gris, il Gruppo immigrazione e salute del Trentino, che nelle ultime settimane hanno riscontrato un netto peggioramento delle condizioni di salute tra chi vive in strada.

 

“Al Punto di Incontro – spiega Gianpaolo Rama, referente del Gris – siamo presenti due volte alla settimana. Ultimamente le persone che chiedono aiuto per patologie legate al freddo e al fatto che dormono all'aperto sono notevolmente aumentate”. Nei giorni scorsi, un ragazzo che dormiva all'addiaccio lungo l'Adige ha rischiato di morire. È stato trovato in ipotermia e trasportato in ospedale. Una situazione in cui molti purtroppo si trovano.

Visto il calo delle temperature in Clarina, nella sala polivalente della Circoscrizione dell’Oltrefersina, è stato riaperto un dormitorio per senza dimora richiedenti protezione internazionale. “Sono aumentati i posti letto – spiega Irama – ma non si coprono le richieste delle persone e il freddo si ripercuote sulla salute. Ogni settimana abbiamo almeno 35 persone che si presentano da noi ammalate”.

 

I -4 gradi è un parametro contenuto nei protocolli della Pat. “Non ha nessun fondamento. È assurdo” spiegano dal Gruppo immigrazione e salute del Trentino. 

 

Il  Gris contesta che solo quando il termometro supera i meno 4 gradi vi sia l’attivazione di un progetto per rispondere all’ “emergenza freddo” con letti al coperto, destinati solo ad alcuni dei molti senza tetto. Accanto a questo anche l'abitudine di affrontare solo in questa stagione il tema dell’assistenza invernale ai migranti, quando è risaputo che l’inverno arriva puntualmente ogni anno e porta con sé, puntualmente, condizioni meteorologiche svantaggiose per chi non è un turista o un individuo ben equipaggiato.

 

Da qui la proposta di superare le “decisioni dettate dall’ideologia o da convenienze elettorali”, con l’adozione di scelte pubbliche che rafforzino l’accoglienza e l’integrazione dei nuovi migranti, e di  stabilire un piano per il prossimo inverno che preveda un posto-letto sicuro per tutto il periodo freddo, senza escludere nessuno.

 

“Per concludere e per aumentare la comprensione del problema – conclude l'associazione Gris - suggeriamo agli scettici e agli ideatori della chiusura dei posti letto a temperature inferiori ai  meno 4 gradi, un’ esperienza di condivisione: passare una notte ben coperti, sul proprio balcone di casa, prima che il freddo se ne vada e darne comunicazione. Una notte a + 2 gradi, sarebbe certo già sufficiente per capire a cosa vengono costretti da noi gli interpreti moderni del vissuto dei nostri padri”.

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